Ma che bella seratina ieri sera nella seconda città più grande d’Austria.Usciti dalla stanza d’albergo, prendiamo la cartina tascabile di Graz (un lenzuolo di 6m x 3) e con il navigatore acceso in circa 15 minuti ci ritroviamo nel grazioso centro storico di Graz.
Parcheggiamo il trattore sulle strisce blu all’aperto confidando nella sincera onestà del popolo Graziano, o Graziese.
Verso le 20.45 decidiamo di procedere per un’intensa e formativa visita del centro storico di Graz e dei suoi monumenti. Alle 20.50, terminate le spiegazioni e dopo esserci ritagliati anche uno spazio per le foto, capiamo che il tempo è maturo affinché il nostro duodeno si scateni in febbrili balletti.
È tempo di cena e come spesso accade ci affidiamo al prezioso consiglio ROTTARDIANO, coadiuvato dal nostro istinto.
E anche questa volta facciamo centro. In tutti i sensi.
Il locale è in centro, noi facciamo centro; l’unica cosa che non è in centro è il tavolino, posto ad una pendenza del 20-25% su dei ciottoli instabili.
Sorpassiamo la pagina dei minestroni e scegliamo un più leggero GULASH, composto da: UOVO ALL’OCCHIO DI BUE, MANZO, DECILITRI DI SUGO, WURSTEL e CANEDERLI. Andrea si butta su di un piatto dietetico composto da LARDO FRITTO e CARNE probabilmente fritta.
La peculiarità del locale è la porzione del piatto atta a sfamare quanto meno una comitiva Unicef.
Verità che scopriamo poco dopo nella scelta dei dolci. Ci pervengono al tavolo:
N.2 CREPES al GELATO (due lenzuola) CON CIOCCOLATO FUSO e 3 K2 di PANNA (io e Andrea)
N.1 TORTONE di PASSATO di MARRONI (circa 1kg) e 3 EVEREST di PANNA (Fudo)
Terminato il dolce un simpatico quanto inaspettato temporale scoppia al tavolo e contribuisce, con alcuni imbarazzanti colpi di tosse, all’ilarità generale.
Sospettiamo che nel tortone di Fudo siano state nascoste sostanza stupefacenti.
Pagato il conto (molto onesto) decidiamo di camminare un po’ per contribuire ad aiutare una digestione che poi si è dimostrata molto impegnativa.
Nella notte si sono manifestati alcuni presunti avvenimenti, fra i quali ricordiamo:
Visita della Contessa Serbelloni Mazzanti Vien dal Mare
Partita a Poker con alcuni cani
Miraggi-Visioni mistiche-Bruno Vespa senza nei.
Sveglia laboriosa questa mattina. Dopo aver depredato il buffet della simpatica magione ci prepariamo per la partenza a Klagenfurt, dove ti rubano i portafogli.
A dopo
Luca
Ancora tutto bagnato dalla piscina vi scrivo da questa Carcoforo della Carinzia, che ci sta ospitando per questo ultimo giorno in terra Asburgica.La nostra metà sarebbe stata Klagenfurt, ma booking ci ha dirottati in questa località a 25km dalla città.
Stamattina sveglia a Graz e colazione lorda, nonostante i postumi della serata di ieri con ancora il massiccio di marroni e panna che si faceva sentire per vie traverse.
Per la ripartenza ce la siamo presa con calma: aggiornamento blog, qualche news da internet e poi via verso la Carinzia, patria natale del compianto Jorge Heider.
Ipnotizzo Fudo e lo convinco a farmi guidare la Fusion. Il tragitto è tranquillo, il tempo è bello e il caldo continua a bruciarci per bene.
Scopriamo di essere un pelo in periferia rispetto a Klagenfurt, ma non importa… siamo quasi più vicini alla Solvenia…
Per arrivare in questo paesino lontano da Dio, abbiamo valicato passi e superato valli, attraversato foreste e sfidato temporali, caldo e vento.
Ci accoglie una simpatica signora dalla tonda stazza: ci dice che ha partecipato a Velone e ci consegna le chiavi, stanza n.1 per Fudo e stanza n.2 per me e Luca.
Ma è una scottante rivelazione quella che ci cambia la giornata: “Racazzi, potete ussare la piscina qvi a fianco!”.
Noi che volevamo andare al lago, ma né la voglia né la benzina lo permettevano, ripieghiamo su questa comoda e utile soluzione che (pensate un po’) ci fa anche saltare il pranzo (ora mi mangerei anche un bisonte).
Sulla swimming pool conosciamo (solo di vista) tre simpatiche ragazze autoctone, una mora dal peso approssimativo di 120kg, una bionda orrenda con l’adipe in ogni dove, e infine una figa pazzesca.
Le barriere linguistiche non ci fermano, utilizziamo la musica come linguaggio universale.
Tra un bagno e l’altro (e una caldazza tragica) riusciamo a capire che sono Austriache, ma lo sapevamo già.
Non siamo riusciti neanche a storcerle neanche i nomi di battesimo.
Mestamente ora faremo la doccia.
A dopo
Andrea
PS: con la sfiga che abbiamo, se chiedevamo loro di uscire con noi stasera, avremmo scoperto che avevano (aveva, ce ne interessava solo una…) 12 anni. Anche se così formate (formata) mi sembra strano…
Sfruttando questi brevi periodi che il tempo ci concede, mi siedo sulla sedia e sul balcone di questa grazione Gasthaus a Ferlach e tenterò, o cari pragmatici lettori di codeste missive di narrarvi gli accadimenti pomeridiani.Sono le 18.30, ma non per questo non rispetterò l’ordine cronologico. E cronologico sia.
Sistemiamo i bagagli nella macchina e con fare circospetto Andrea aziona il pedale acceleratore e rilascia il pedale frizione affinché l’abitacolo ormai privo di Ossigeno e qualsivoglia forma di vita si azioni.
Il viaggio tra Graz (Preg) e Klagenfurt (Ferlach) procede liscio e tranquillo. Mi sveglio dal sedile posteriore quando già l’autostrada è un lontano ricordo.
Percorriamo la statale che collega Klagenfurt al suo lago.
Quando i cartelli segnano il lago a destra, noi inesorabilmente svoltiamo a sinistra (sempre strategici nelle scelte) e percorriamo alcuni km tra arbusti, binari del treno, alberi, binari del treno, paludi ed infine alcuni binari del treno.
Giungiamo così alla periferia di Ferlach, in questa simpaticissima locanda dal nome a me incomprensibile.
Ci accoglie la padrona di casa che, alla domanda “parla inglese?”, risponde,: “IEEEAHUA”, con forte accento texano.
Alchè sfoggio la mia parlantina con “We have riserved two rooms”. Un’onda di panico e alcuni sfocati ricordi passano nello sguardo della cara signora, la quale non risponde ma prende due chiavi e lentamente mi accompagna al secondo piano, dove ci assegna camere 1 e 2.
Mi saluta con un “IEEEAHUA”. Un caro “IEEEAHUA” a te, cara la mia tedescona.
Pomeriggio lago? Macchè.
Sfruttiamo appieno la piscina del condominio a fianco, dove, con nostra grande gioia, e gioia per le nostre pupille, tre donne prendono il sole.
Purtroppo non parlando la lingua degli aborigeni locali, non riusciamo ad attaccare bottone.
Capiamo però nell’ordine:
Sono austriache
Parlano tedesco
Una si chiama Lisa
Hanno un gatto che si chiama Cina
Sono austriache
Il pomeriggio passa tranquillo nell’ormai abituale callara locale.
Una delle tre austriache sfoggia in continuazione pose erotiche, provocando disturbi e commenti clamorosi.
Un membro del gruppo, cui ci riserviamo di mantenere l’anonimato, ma diremo che l’è brut, magher e pelaà, dice: “Madre, guarda che due brufoloni!”.
Dopo una doccia fredda, sarà Klagenfurt e Babylon!
Imperdibile amici!
Luca
Ed eccomi qui, tra il canto di grilli (fuori) e il volo delle farfalle (dentro) che concludono la cronaca austriaca.Già, domani si parte in direzione Italia, dove Luca e Fudo torneranno a Milano ed io mi fermerò in Friuli, in attesa per ripartire per la Polonia.
La mia casa dolce casa dovrà aspettare ancora un po’. Fortunatamente forse, visto le temperature africane.
La metà della serata è Klagenfurt, una località che si affaccia su un simpatico lago (WortherSee) che gli autoctoni considerano un loro mare e quindi le sue sponde una sorta di riviera.
Essendo troppo vicini alla città (ricordo che siamo in una valle superlaterale), decidiamo di circumnavigare il lago (lungo 21km) e solo dopo cercare un ristorante per cena.
Non mangiamo da stamattina, la voglia di cibo è quanto mai alta, anche perché con questo pomeriggio da Pole Position (sole… figa… e sei in Pole Position) il corpo ha bisogno di urgenti nutrienti (il testosterone ha fatto il suo…).
Scegliamo un ristorante italiano, anzi un’osteria in cui ci portano cose che voi non potete neanche immaginare.
Menù:
Mozzarella “originale” di bufala con verdure (peperoni e zucchine)
Carpaccio
Pasta alla carbonara
Pasta del giorno: pasta, spezzatino, pancetta, funghi, sugo strano
Birre
Acqua gasata
Espressi
Con questo caldo, e con questo sonno, è una mazzata.
Solo l’alzarsi in piedi per pagare, è uno sforzo tremendo.
Optiamo per una passeggiatina digestiva: una maratona per le piazze della città, alla ricerca di una fontana potabile che non troviamo.
Totale km percorsi: 12,5.
La Fusion ci riporta quindi nel nostro Garni per le operazioni pre-notturne, questa sera quanto mai difficoltose.
SALITA IN CAMERA: barcollando apriamo le porte con un silenzio degno del miglior 007. Tosse tra i vicini
ESPULSIONE DEFECATORIA: Fudo intasa il cesso. Finisce solo per non essere straziato dall’olezzo. Chiede asilo politico nella camera 2. Concesso.
AREAZIONE CAMERE: in tempi brevi, vengono spalancate le finestre, con scarsi risultati. Sempre troppo caldo. Si rimane attaccati alle lenzuola. Minacce di dormire fuori.
CONTRAEREA: tutta la fauna volatile attacca la camera 2. Fudo, come detto, ha attivato il suo personalissimo zampirone. La sua estinzione non è semplice. Scongiurata la chiamata al WWF.
Terminate queste operazioni, raggiungo Luca nel letto, non so se stia dormendo, ma ogni tanto esegue una profonda esplorazione anale con il suo dito. Spero sia cosciente nel frattempo.
Io ho appena ucciso un insetto sul diario: non lo avrete mai!
Un caro saluto, io andrò avanti con il diario anche dalla Polonia, dove forse nuovi ospiti lo potranno arricchire!!
AUF WIEDERSEHEN! Oppure AUF WIEDERHESEN!!
Insomma arrivederci!
Andrea
PS: il pensiero in testa della tipa di oggi pomeriggio non ci abbandona…
ma non avete una foto delle tre austriache da pubblicare? dopo il commento di fudanza vogliamo vedere la mercanzia....
RispondiEliminaalberto
le stiamo cercando su facebook!!!!
RispondiElimina:D