sabato 18 luglio 2009

Diario di Viaggio 2009 - Norvegia-Svezia-Finlandia (2)

18/07/2009, 2° giorno – Bergen, Montana Hostell

Primo giorno interamente norvegese.
Primo giorno di devastante viaggio.
Ma andiamo con ordine.

Partenza programmata alle 9, che avviene qualche minuto dopo causa dilungarsi della colazione (tipicamente norvegese): pane, salame, prosciutto, formaggio, brie, salmone, pane e nutella, con burro e marmellata. Fuochi d’artificio, signori! (e non solo)

Il viaggio di circa 420 km dura circa 8 ore, tra insulsi limiti di velocità, paesaggi MOZZAFIATO, inutili animali, e TROPPE gallerie.
Lo schema che accompagna il nostro trasferimento è più o meno il seguente: brughiera, lago, brughiera, lago, montagne, lago, montagne, fiordo, brughiera, Bergen. In mezzo, gallerie…nelle quali beatamente pascolano pecore. Proprio così: in questi cunicoli lunghi svariati km, che poi sono miniere, puoi trovare simpatiche sorprese…pecore invisibili, poiché la luce è pari a quella della notte su Plutone.
Per quanto riguarda i paesaggi non ci sono aggettivi: innumerevoli laghi, montagne innevate, boschi, cascate e fiordi…è come se ci si trovasse sempre in montagne, ma si è invece quasi al livello del mare (altezza massima = 1165 m slm, ma sembrava di essere sul K2 per ambiente e temperatura).
Quando si incontra il primo fiordo, si capisce appieno questo concetto, che poi è quello della Norvegia intera.
Purtroppo la pioggia ha accompagnato gran parte del viaggio e anche qui a Bergen continua senza pause.

Ora mi trovo qui nell’ostello Montana, di nome e di fatto: se Bergen è a 0 m slm, qua siamo in aperta montagna, altrochè collina!
La serata è andata via tranquilla, visita alla città: molto carino e caratteristico il quartiere di Bryggen e il buon ristorante (?) dove abbiamo cenato.
Un specie di “taverna di Pulcinella” alla norvegese: grande clima, grande gente già ubriaca alle 8 di sera che si abbraccia in preda a crisi d’affetto alcooliche (cazzo, solo maschi c’erano) e, soprattutto, piano bar.
Un via di mezzo tra U. Smaila e N. D’Angelo intratteneva gli ospiti con ballate di vario tipo.

Qui in ostello passeremo la pre-nottata: la gente sta impazzendo in cucina per cucinare.
Si sentono inquietanti e stridenti rumori di posate che sbattono tra di loro. La battaglia per i fornelli a gettone è scattata, chi la spunterà? Norvegesi, tedeschi o spagnoli? Noi staremo a guardare.
A domani.

Andrea



Buonasera, lettori del diario di bordo.
Siamo a Bergen de hura, data l’altezza in collina. Il clima è tipicamente norvegese: piove, tira vento e ulula la bufera.
Ma snoccioliamo in ordine gli eventi del giorno.

Sveglia alle 8 ed abbondante colazione nell’hotel di Lampeland con salmone, formaggi, burro, nutella in tubetti, marmellate con semi e caffè/acqua caldo.
Poi via! Con la nostra blue machine fino a Bergen.
Piano.
Non è così semplice come sembra.
Affrontiamo il trasferimento di 400 km circa rispettando in modo ligio i limiti di velocità, in circa 6 ore nette su strade e paesaggi a dir poco incredibili.
Nevai fin verso i 1500 m, animali al pascolo ed una abbondante flora ci accompagnano fin verso Voss.
La Norvegia è sicuramente una terra ricca di laghi. Ne avremo accostati si e no 500. Dopo aver apprezzato il tiepido venticello dei 1500 m ed aver ammirato paesaggi lunari proseguiamo fino alla Coop di Geilo dove acquistiamo svariati prodotto utili alla sopravvivenza.
La marcia è ancora lunga e tra una tromba di culo e un tornado di bocca raggiungiamo i pascoli della statale 50 dove rischiamo almeno 3 volte (una in galleria) il frontale con delle pecore. Le gallerie norvegese assomigliano a delle grotte o miniere, non sono illuminate, né protette sul soffitto.
Dopo ore di viaggio, arriviamo nella piovosa Bergen! Ci aspetta un ostello che dir bello è poco.
Infatti, fa cagare.
Ma forte.

La nostra camera consta di 4 letti stile Auschwitz ed un lavabo che in notte verrà utilizzato come zona WC, bidet.
In sé, la struttura ricorda la scuola Primo Levi di via Pistoia, a Baggio, ha i cessi in comune, la cucina in comune, la lavanderia in comune e il telefono in comune.
Insomma, sembra di dormire in Comune.

La serata a Bergen si è rivelata molto piacevole. Visita al quartiere dei pescatori Bryggen e cena in un pub caratteristico in riva al mare.
Il menu è stato a base di merluzzo frittissimo, cavolfiori, carote, broccoli ed un buon boccale di birra.
Simpatici operatori portuali hanno degustato le libagioni insieme a noi.
Fiumi di birra hanno percorso centinaia di intestini. Il 70% della popolazione del locale necessitava di due bastoni per restare in equilibrio.
Il dopocena si è svolto nel centro di Bergen con annessa visita al mercato del pesce, dove Andrea e Valentina hanno deciso di assaggiare la specialità del luogo: Hot Dog.
Ripreso l’autobus ci siamo ritrovati qui, nel nostro “campo-lavoro” dove si stava svolgendo una tremenda guerra in cucina con fornelli, piatti e pentole al lavoro a pieno regime.

Domani trasferimento a Geiranger.
Nottata tremenda nel sacco lenzuolo e nella nostra spaziosissima reggia.
Il dottor Menghele chiederà di noi?

Luca



Sveglia puntata alle 8 del mattino, fuori sembrava quasi mezzogiorno… si sentono dei grilli cantare ed un pensa: “che bello svegliarsi con il sottofondo dei grilli!”.
Poi il delirio… parte una canzone di Davide Van De Sfroos, inizialmente a volume basso, aumenta un pochino ma va bene, Andrea non si sveglia… la musica è al massimo… assordante!! Io e il mio fidanzato Mere lo fissiamo per un bel po’ e finalmente apre gli occhi.

Ci laviamo tutti (o quasi) pronti per andare a fare colazione.
Arrivati in sala ci troviamo di fronte una mega tavolata con sopra di tutto, formaggi, prosciutti, salami, SALMONE, uova, etc.
Era un agglomerato di cibi ultramegaipocalorici!!

Finita la Sacra Colazione, fatti i panini, ci avviamo alla nostra bellissima autovettura sfrecciante blu, una SUZUKI SWIFT, nuova di pacca.
Messa in moto la macchina, partiamo e ci attendono ben sei ore di viaggio.
Il paesaggio è bellissimo, peccato per i nuvoloni che ci accompagneranno per quasi tutto il tempo. Dopo varie soste per fotografie e filmati, tre ore di guida Andrea, tre ore Luca e sei ore di relax mie, arriviamo a destinazione: località BERGEN, dove piove per 260 giorni all’anno.
Il navigatore non ci ha tradito: per fortuna o per sfortuna???

Ore 17.30, arrivo all’Ostello Montana… da fuori sempre il palazzo della pubblicità dell’Amuchina: muri bianchi e finestre rosse.
Entriamo, prendiamo le chiavi e ci rechiamo presso la nostra stanza… pur consapevoli di cosa ci attende apriamo la porta della camera… tre… due… uno… WOW!!!
Ci sono quattro letti a castello fatti artigianalmente, non esistono reti ma bensì sette-otto staffe di legno che le sostituiscono.
Io dormo sotto vicino alla finestra, Andrea sopra di me e Luca da solo, sotto nell’altro letto.
Dopo aver battezzato la stanza con puzze e cose varie e dopo che il MEREGINO SMEMORINO ha mesos sotto sopra la stanza per cercare il lucchetto della valigia, scomparso nel nella, decidiamo di andare a visitare la città… (anche perché gli stomaci cominciano a farsi sentire). Prendiamo il pullman per andare in centro dove ci attende un inebriante odore di pesce; nonostante la puzza e la sanchezza, proseguiamo la nostra passeggiata.
Troviamo cibo in una specie di pub pieno zeppo di gente ubriaca e, finito di mangiare, torniamo all’Ostello Montana… dove una nottata non molto lunga ci aspetta.

Buona notte e a domani per una nuova grande avventura!

Ciao, Baci.
Vale

P.S. Il MEREGINO SMEMORINO ha perso anche l’ombrellino

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