Lettori che assediate le pagine del diario, la più cordiale buonasera.Vi scrivo qui dalla nostra camera vista fiordo di Geiranger: nonostante la pioggia, si può apprendere e capire pienamente la bellezza naturalistica di questo posto sperduto (o quasi) in mezzo alla Fiordura Norvegese.
La cronologia ha la precedenza, e così sia.
Sveglia quanto mai tumultuosa quella dell’ostello San-Montana in Bergen Altissima: i gruppi di giovani (?) dell’ostello sembra vogliano partire tutti oggi, e impongono traslochi di varia natura nonché colazioni abbondantissime. La fila per i toast arrivava fino al mercato del pesce: 3 dispersi.
Dopo “aver fatto su il cartoccio” come si dice a Milano, e aver consumato numerosi panini al prosciutto e formaggio, ci avviamo verso GAY-RANGE R(over) dove ci attende uno dei più spettacolari panorami dei fiordi norvegesi.
Primi 100 km tranquilli, sembrava di essere in valsesia ad Ottobre. Anche il nostro primo viaggio in traghetto è filato via liscio: l’incontro con Topini a bordo ci ha fatto pensare che potessimo davvero essere in valle.
Attraccati in un posto non identificato, la strada diventerà il nostro peggior nemico, assieme a quel cazzo di olandese che abbiamo avuto davanti per 200 km che si fermava ogniqualvolta sopraggiungeva in senso opposto anche solo un pedone.
Altro nemico, le pecore e le capre (ovini, insomma).
Sulle rampe verso Utvik, infatti, un branco (branco, un convoglio) di capre ha creato file chilometriche stile A14 in Agosto, dato che non volevano levarsi gentilmente dalle palle.
Come, al contrario, hanno cordialmente fatto quelle incontrate in galleria che al suono del clacson si sono celermente spostate a bordo strada, facendo spazio a noi, poveri umani.
Mi chiedo: ma chi cazzo è il pastore?
Passando ad argomenti più interessanti, il paesaggio ci ha soddisfatto pienamente.
Alte montagne innevate, maestose, che cadono a picco sul mare dei fiordi. Sembra incredibile, è come mettere la strada a p.ta Indren e il mare a Pianalunga.
Arrivati a Dalsnibba, 1460 m, improvvisamente pareva di essere in Tibet.
Subito dopo, di nuovo mare, con il Geirangerfjord e la nostra meta.
La strada leggermente claudicante ci ha condotti al nostro Grande Hotel, (di nome e di fatto) nel quale stasera, forse, ci abbufferemo.
A stasera per il dopo-cena!
Andrea
Buonasera a voi, o loquaci e perspicaci lettori della novella di bordo.Siamo in quel di Geiranger, ovviamente piove, non fa freddo ma è umido.
Riepiloghiamo, come al solito, gli eventi odierni.
Sveglia alle 8 nel nostro scantinato Bergeriano, dopo una notte tranquilla nei nostri sacchi lenzuolo.
Intorpiditi da un’atmosfera a dir poco Vesuviana, abbandoniamo la solfatara per effettuare la colazione.
Derubiamo di prosciutto e formaggio il buffet della sala colazione, dalla quale si gode una piacevole vista sul porto di Bergen.
Ripieghiamo i temibili sacchi lenzuolo, carichiamo celermente la macchina e ci apprestiamo a partire.
Sosta benzina ed acquisto di deodorante da apporre sul sistema di aerazione interno.
Il viaggio si svolge tra piacevoli paesaggi, laghi, foreste, laghi, un po’ di alberi, qualche lago, montagne con dei laghi incastonati.
Circa a metà percorso incontriamo una coda ed alcuni rallentamenti causati dall’attraversamento di mandrie bovare senza padrone.
Gli scenari sono molto belli; già a 600 m slm si possono ammirare nevai e ghiacciai sulle montagne circostanti, numerose cascate e, pensate un po’, qualche lago.
Imbocchiamo l’impervia statale 60 (come il limite di velocità per i seguenti 60 km) e dopo un’oretta la E15 (dove incontriamo il solito gregge di pecore in galleria) arrivando nei pressi di Geiranger. Qui una salita con numerosi tornanti ci porta a Dalsnibba, dove un paesaggio meraviglioso ci attende.
Nevai, ghiacciai, un lago (dai?), il tutto coperto dall’immancabile pioggia.
Da qui, con una cinquantina di tornanti raggiungiamo Geiranger, posta sull’omonimo fiordo.
Spettacolari montagne a picco sul mare lo accompagnano.
Il nostro hotel è molto bello, finalmente la camera molto spaziosa e la vista sul fiordo notevole.
Ora ci tocca scegliere se derubare il buffet della cena oppure rintanarci in qualche altro posto.
A dopo
Luca
E’ su questo tavolino di pietra ollare che vi aggiorno sugli argomenti della serata.Dopo aver chiesto agli amici dell’hotel di poter cenare con loro, e dopo aver saputo che dovevamo spendere circa 27 € a cranio per poter depredare il buffet, prendiamo la macchina e ci dirigiamo nella zona portuale.
Qui entriamo in un ristorantino dove ordiniamo dell’ottimo salmone ed una pizza “margarita” di dubbia provenienza, ove è stato riposto un formaggio dal ph basico.
Usciti dal ristorante abbiamo gioito in riva al fiordo facendo fotografie assolutamente inutili che verranno apprezzate dai posteri.
Dopo aver acquistato taluni souvenir ed aver fatto compere nel rinomato supermercato locale, siamo tornati in hotel.
Fuori imperversa la bufera. E’ arrivato il temporale. Chi sta bene e chi sta male.
Domani si va verso Trondheim.
Luca
La destinazione di oggi è Geiranger… speriamo che questi maledetti nuvoloni vadano via!!
Viaggio tranquillo e nemmeno troppo lungo, i paesaggi sono mozzafiato e sembra quasi il paradiso, ci sono anche gli agnellini che ci salutano dalle montagne!! (Le pecore sono sempre nelle gallerie).
Arrivati in hotel prendiamo le chiavi e saliamo al secondo piano.. ormai dopo il Montana ci aspettiamo di tutto. E invece NOOOO, c’è anche la vasca da bagno. Incredibile!
Ok, bellissimo, sono soddisfatta, abbiamo anche la vista panoramica sul Geirangerfjord!
Però in bagno manca lo spazzolone per pulire il water! AMAREZZA!
Ormai siamo abituati a tutto, abbiamo il vaccino incorporato.
Bene, sono troppo stanca, devo riposarmi cari lettori (sembrate come la particella di sodio dell’acqua lete… 1 solo commento! Impegnatevi di più, forza!)
Buonanotte
Vale
“Quand l’è un po’ che’ l pioev no, mi me vien de tràa sù!”… qua invece, ci sta altamente stancando.Fuori ormai è una tempesta, nonostante sia chiaro non si vede neanche più il fiordo.
Bello questo clima norvegese.
La serata è passata tranquilla. La decisione è stata quella di mangiare qualcosa nella zona del porto di Geiranger, nel famoso locale…Nausicaa…Krakatoa…Nausktroa! Sì, Nausktroa.
La filosofia del locale è: tavoli grandi, per persone poche.
In tre occupiamo un tavolo da 12. E c’era pure gente in coda che aspettava.
Menu: salmone (t=5°), con cetriolini, patata lessa (t=60°) e salsina orrida, pizza alla pizzaiola (fatta arrivare surgelata dagli USA?).
Saldato il conto, acquistiamo (acquistano..) svariati doni nel negozietto dei souvenir, gestito da una 12enne, e facciamo un po’ di spesa al supermercato.
In quest’ultimo un oggetto ci colpisce: una specie di serpentone gigante di salame, color merda, è in vendita nel reparto salumi.
Qualcuno ha cagato sullo scaffale! Che stronzo! (lui e lo stronzo in sé). Dopo p.za del Campo a Siena, pure nel supermercato.
Va beh…ora fortunatamente siamo qui davanti ad una birra nel bar dell’hotel…fuori imperversa la bufera, e qualcuno sta rovesciando secchi dal tetto. Ah no, la grondaia perde.
A domani, buona notte!
Andrea
sono contenta che a parte il tempo e qualche altro inconveniente vada tutto bene. baci
RispondiEliminazia albina