Buongiorno o infausti lettori delle epistole norvegesi.Siamo in viaggio verso Rovaniemi, Finlandia, in un’epopea di 700 km, con dei limiti incredibili.
Ma procediamo cronologicamente: ieri sera, dopo aver lasciato l’albergo e la simpatica usuraia di renne, ci siamo recati nella megalopoli locale: Honningsvåg, 3000 abitanti, per degustare frittissime libagioni al Savini locale, il THE KOKKER.
Il mio piatto era formato da pezzi di pastella con insiti all’interno alcuni scarti di pesce, oltre che una montagna di riso tutto incollato.
Finita la cena, ci dirigiamo con grande diligenza verso il Capo tanto sperato, il capo più a NORD del mondo.
Percorriamo gli ultimi 13 km rimasti su di una carrozzabile a strapiombo, procedendo ad una velocità di un’Ape Car.
Superati alcuni banchi di nebbia approcciamo la gentile signora del parcheggio, la quale ci fa gentilmente notare che si paga anche lì.
Noi le sorridiamo con cortesia (ma la fanculizziamo con tutto il cuore), ci spacciamo per studenti ed otteniamo un ottimo sconto.
Paghiamo €50,00 in tre, ma la simpatica “ragade” del parcheggio ci fa notare che il ticket dura due giorni. (…..nculo due volte). Va beh!! Scesi dal mezzo di trasporto, ci accorgiamo che Capo Nord è in piena estate, con i suoi 8°C e con una leggerissima brezza, che il “compagno” Soler affronta con audace prestanza in braghe corte.
Poi ci spettano alcune divertenti attività ludiche tra le quali ricordiamo:
1. : GALLERIA – STORIA DI CAPO NORD: segnalata come grotta costruita a mano, in realtà si tratta di squallidi blocchi di cemento che conducono in un ristorante;
2. : VIDEO – CINEMA PANORAMICO SU CAPO NORD e le sue stagioni;
3. : SOLE DI MEZZANOTTE: spettacolo puro. Il sole rimane una palla di fuoco fermo sull’orizzonte.
L’attesa è spasmodica. Sembra Capodanno in casa Pasquino.
Un gruppo di presunti italiani (circa 80 persone) intona un canto nazionale dal titolo “O sole mio”. Una bagarre ed un esplosione generale sull’acuto finale: sappiamo sempre non farci riconoscere.
Ma a qual punto ci uniamo anche noi alla festa ed ci ritroviamo ad urlare: “E Peppiniell’ e alza sta cazzo di musica”. Passa tra le nostre mani una bottiglia di Berlucchi già aperta e stappata dal gruppo di Fac-Simile Italiano e, dato il clima tibetano, ci lasciamo trasportare nel clima “veglione di Capodanno”.
Dopo aver fatto conoscenza di due ragazzi romani in Norvegia in Interrail, decidiamo di far ritorno presso la nostra magione prima di raggiungere il completo congelamento delle nostre membra.
Ora, dopo aver schivato un plotone di renne, aver ricordato i fasti delle scuole superiori, le compagnie perdute ed aver inesorabilmente appreso che sta per finire un altro weekend, ci stiamo inesorabilmente avviando verso la Finlandia ed il suo carico di laghi.
Una buona giornata a tutti! A dopo!
Luca
Ed è dai 17° finlandesi che posso finalmente descrivere il culmine del nostro viaggio, l’apogeo, il punto di fuga, l’APEIRON…ieri sera siamo arrivati in CAPO al MONDO.Procediamo con ordine, non prescindendo dalla cronologia che, giustamente, mantiene una priorità importante.
La cena viene effettuata ad Honningsvåg, il centro maggiormente abitato della municipalità di Nordkapp e dell’isola di Magerøya: pesce fritto con verdure e caffè.
Poi, l’ascesa per la falesia più famosa del mondo: il nord totale.
Dopo circa 30 km di strada in salita-discesa continua (senza guard-rail) eccoci arrivati: la sbarra del parcheggio a pagamento ci impone di fermarci e sganciare banconote.
Dilapidato il patrimonio in tempi sospetti (non ci ho mai messo così tanto per pagare il parcheggio, neanche a Bisceglie M1 alle 6 di sera), ci accoglie un vento gelido. 8° la temperatura, Wind Chill di circa -2°.
Una struttura moderna separa il parcheggio del promontorio recintato dove è posta il famoso globo.
All’interno, circa 40°: bar, ristorante, negozio di souvenir, video-sala, galleria stile presepe biblico di Baggio, cappella cristiana e thailandese e sala panoramica.
Poi fuori: una falesia alta 300 m dà a picco sul mare mosso e coperto al largo dalle basse nuvole. Il Sole, alle 21.40 è ancora alto sull’orizzonte e illumina a pieno giorno.
Sulla destra un obelisco indica la latitudine di 71° 10’ 23’’ e, 50 m più avanti, il globo di fieno issato su un blocco di pietra.
Alle 22, la gente è ancora poca: si possono scattare foto senza il disturbo altrui, il silenzio regna sovrano e il rumore del mare mosso da forti venti del nord accompagna il Sole verso l’orizzonte che nemmeno sfiorerà.
Noi approfittiamo per scattare qualche foto nelle posizioni più dubbie, dopodiché inganniamo l’attesa con il video al caldo della struttura.
Ore 23.30: il clou si avvicina e la gente inizia ad arrivare a fiotti, purtroppo.
Altre foto…scattate probabilmente male: lo Stephen Spielberg di Berlino si adira e ci offre la sua conoscenza in materia fotografica e scenica per scattare foto migliori.
Segue una delle pagine peggiori di Capo Nord.
Renzo Arbore con la sua Orchestra (poco) Italiana fa capolino sulla falesia al ritmo di “Macchè Musica Maestro” e poi intona alcuni capolavori dell’arte musicale: O’ Sole Mio, A Primma Vota e Cumme è bella a città de Pulcinella.
Improvvisamente ci accorgiamo di essere circondati da Italiani…che immediatamente rinnegano la loro provenienza e la loro nazione.
A mezzanotte in punto, foto di rito e…BUON ANNO!!! La bottiglia di spumante viene stampata e via, brindisi!
Un simpatico signore del gruppo “Mario Merola” ci offre una bottiglia che condividiamo con un gruppo di Genova e una coppia di Roma (dei malati!).
Messo fine allo scempio torniamo in pieno giorno (ore 1.30) nel nostro hotel.
Notte, colazione e partenza per Rovaniemi (701 km).
Ora qui, a circa 242 km dalla meta, dopo 8 ore di viaggio e 3 ore mancanti, vi scrivo le ultime righe di questo pomeriggio.
Il nulla più totale ci accompagna dalla frontiera finlandese: la via Cassia in versione Suomi è stata eccitante.
Speriamo lo sia anche la ridente Rovaniemi.
A dopo!
Andrea
PS: la Vale ha abbandonato la scrittura del diario. Ci spiace.
Sono le 17.33 e la Finlandia ci ha abbracciato a pieno col suo brullo destino e le sue rudi valli, le discese ardite e le risalite.Saranno i fumi dei miei piedi a trasformarmi in poeta.
Mancano circa 100 km a Rovaniemi e la regione Lappi ci ha offerto scorci magnifici e paesi che possono fare invidia ai nostri Buonabitacolo Padula, Lagonegro Sud, Lagonegro Nord, Frascati ed anche Usmate Velate.
Per cui ci attendiamo una Rovaniemi come minimo ai livelli di Tor Bella Monaca.
La monaca speriamo di sorprenderla.
Da dietro, ovviamente.
Luca
Rovaniemi ci ha accolto benissimo e la TV sta trasmettendo uno squallidissimo programma su RaiUno; abbiamo appena scoperto che in Finlandia c’è il fuso orario e nella camera del City Hotelli si respira un’aria torrida e satura.Dopo aver deposto i bagagli ed aver ammirato il gustoso menu del ristorante Monte Rosa, insito nella struttura ricettiva, decidiamo che € 31 per una bistecca sono troppi.
Vaghiamo così inutilmente per il “centro” della cittadina che, in alcune parti, mi ricorda Lamezia Terme ed in altri Boario Terme.
Ma non ci sono le terme.
Così ci sistemiamo da Rosso, un ristorante di classe, dove degustiamo una cena a base di aglio.
Dracula questa sera non sarà dei nostri.
E Babbo Natale?
Luca
Dopo un viaggio terrificante, che ha visto il tempo cambiare circa 70 volte, giungiamo nel paese di Babbo Natale, che ci accoglie nell’ascensore del nostro City Hotelli, nel centro di Rovaniemi.Abbiamo epurato che in Finlandia c’è il fuso orario (+1): ma perché? Mistero.
Giunti nella nostra stanza-sauna, poggiamo le valigie e usciamo per la cena.
La città è deserta: è Domenica.
Troveremo un posto per mangiare?
Decliniamo il ristorante del nostro hotel, il “Monte Rosa”: troppo fuori luogo geograficamente ed economicamente.
Rosso, un simpatico locale…rosso, ci incuriosisce e ci invita ad entrare: molto lounge con un menu semi-italiano, sorprende con alcuni lampadari di aglio, che permea anche ogni pietanza del ristorante.
La signora ci porta inoltre, al termine, due tipici liquori finnici “after lunch”: il primo a base di liquirizia e il secondo una specie di vov.
Saldato il conto, ci rifugiamo in stanza per le operazioni di aggiornamento blog.
Ora mi guardo il derby “americano” in streaming: DAI MILAN!
A domani!
Andrea
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