lunedì 25 gennaio 2010

Diario di Viaggio 2009 - Norvegia-Svezia-Finlandia (13)

29/07/2009, 13° giorno – Oslo, Soria Moria Hotel

Ma chi siamo? Dove siamo? Da dove veniamo? Dove andiamo? Ma soprattutto, dove stiamo andando?
Sono queste le domande che ci tormentano, nella giornata odierna –ore 11.57-, sulle strade cantonali svedesi, quasi al confine norvegese.
Permettetemi prima di descrivere la serata di ieri, non avendo potuto redarla poiché affaccendato nell’aggiornamento on-line delle vecchie pagine.
La ricerca di cibo è stata piuttosto difficoltosa, nonostante fossimo capitati nella “Sagra della Patata” di Östersund e i ristoranti (anche provvisori) non mancavano: il pienone assoluto, un macello di gente.
Si ricorda principalmente la popolazione femminile.
Nel ristorante dubbi piatti hanno raggiunto il nostro tavolo, per una spesa forse eccessiva.
Ritorno in albergo dopo aver preso un’ultima prelibatezza locale: lo zucchero FILATO, rosa e di una lordura inequivocabile. Sembrava di mangiare i pioppi.
La sveglia stamattina è stata anticipata alle 6.30 per permettere un arrivo decente ad Oslo… abbiamo convivialmente preso parte alla colazione, e visto il pienone della sala da pranzo… non volevamo essere da meno.
Così non ci siamo risparmiati in mezzo ai nostri commensali, abbiamo esagerato e uno scroscio di applausi ci ha accompagnato di nuovo in camera.
Salutato Hans, che ci ha invitato a fare sci di fondo in inverno, partiamo con la nostra automobile in direzione Norvegia e Oslo.
Ora, dopo 4 ore di brughiera, stiamo approcciando la frontiera.
A dopo!

Andrea



Buonasera a tutti voi o gufi del brutto tempo. Questa mattina sveglia epocale; neanche per andare alla Regina Margherita ci si sveglia così presto.
Ore 6.15 siamo in piedi, 6.30 a fare colazione con Hans che ci prepara qualcosa per tirarci su: muesli insapore, caffè annacquato e cose via dicendo.
Poi si parte, direzione Oslo, dove passeremo il nostro ultimo giorno di vacanza.
7h 30min di viaggio su strade assolutamente improponibili, scelte dal grande navigatore che ben ci ha guidato in tutti questi giorni.
Dalle superstrade si passa a mulattiere in terra battuta a velocità sorprendente.
I paesaggi però rimangono splendidi.
Lasciamo la sagra paesana con un po’ di malinconia; quasi con tristezza. O Alpaà di Östersund, ti rivedremo mai?
Il viaggio prosegue tranquillo: vari rumori si odono, ma pare non si tratti della fauna locale, la quale rimane nascosta a bordo strada. Oslo si avvicina sempre più e, a pochi chilometri da essa, si presenta a cantiere aperto.
Strade come ottovolanti, scambi di corsia continui: l’atmosfera era pari a quella di Scopello, sugli autoscontri.
RADIO NORGE ed uno scroscio di pioggia ci introducono la bella Oslo; il nostro navigatore ci fa intendere che probabilmente il nostro albergo non sarà proprio nel centro storico.
Ed infatti svoltiamo per la salitella di “viale De Amicis” che, in una decina di minuti, ci porta sul colle più alto della città.
L’Hotel Soria Moria ci attende, e noi lo aspettiamo con impazienza. La receptionist ci accoglie e ci dà subito 2 belle notizie.
1) La piscina è chiusa;
2) Il centro dista un’ora.
Ci facciamo coraggio, posiamo le valigie e ci dirigiamo nel centro commerciale più grande della città per completare gli ultimi acquisti: scelta saggia.
Un rovescio di dimensioni equatoriali si abbatte sulla città.
Torniamo verso il nostro hotel con l’autobus 1B, guidato nientepopòdimenoche da Magdi Cristiano Allam, il quale sbaglia a farci scendere dal mezzo pubblico. E così, in un clima che ricorda il 3 di novembre, in una nebbia epocale il 29 di Luglio, ce ne torniamo mestamente verso la nostra casa, sperando che il buon Magdi la curva successiva cada dal dirupo.
Alle 21 circa cena conclusiva. Poi a nanna. Domani sveglia ancora alle 6.30, direzione Sandefjord Airport, dove tutto aveva avuto inizio. A domani signori!
Per le conclusioni!

Luca

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