martedì 7 luglio 2009

Diario di Viaggio 2006 - Andalucia (5)

Giorno 5: 27 luglio 2006, arrivo ad Algeciras - Hotel Alboran

Dopo 105 Km di viaggio nel completo deserto eccoci in questa Cinisello Balsamo della Spagna.
Eravamo partiti con la certezza che San Fernando fosse orrida e che niente fosse MAS OREENDO, e quindi con la speranza che Algeciras fosse meglio.
NIENTE DA FARE: con il nostro hotel vista tangenziale si supera anche l’Holiday Inn dell’Area di Servizio Muggiano Ovest sulla Tangenziale Ovest di Milano.

Quindi siamo decisi a “SPIAGGIARE” a Tarifa, in piena Africa.

ATTENZIONE!! SCOOP!!! “LA CADUTA DI UN MITO”.
Noi pensavamo fosse un errore, un fraintendimento, una qualsiasi forma di sbaglio, ma ci siamo rassegnati alla cruda realtà.
Alla già strabiliante visione di Holly e Benji in spagnolo, si aggiunge un particolare TERRIFICANTE: la sigla è sulla musica di… LUPIN L’ICORREGGIBILE LUPIN.
Ora stiamo vedendo Doraemon… speriamo che la sigla non sia quella di Dragon Ball, se no siamo nella MERDA.

Saluti, Andre.



Dopo una notte passata tra la folla delle mura di CADICE e un ritorno nella più tranquilla SAN FERNANDO ci siamo svegliati di buon ora per raggiungere la parte più meridionale del nostro viaggio: ALGECIRAS – GIBILTERRA.

Algeciras è un piccolo gioiellino incastonato in un’insenatura mozzafiato, un po’ come VERANO BRIANZA è incastonato sulla MILANO – MEDA. Abbiamo pranzato nel ristorante del lussuoso hotel ALBORAN degustando tre ottimi piatti di carne con vari contorni a circa 15€ a testa.

La camera è tutto sommato buona e possediamo anche una finta sedia in legno che in realtà si è rivelata essere uno squallido sgabello. Ora, dopo la tremenda scoperta sui cartoni animati, ci apprestiamo ad effettuare un pomeriggio sull’atlantico prima di raggiungere “LA LINEA” in serata, ultima città prima del confine con la GRAN BRETAGNA e Gibilterra.

Luca



Ed eccoci di nuovo in camera per la Siesta PRE-DINNER, dopo le ennesime ore passate nel forno e a tratti a bagno-maria.

Questa volta l’Atlantico si è dimostrato veramente Atlantico, cioè con una temperatura di circa +10°C: entravi in acqua e praticamente FUMAVI, sentendo quel rumore come quando cade una goccia d’acqua fredda snella pentola della bistecca.

Il pomeriggio è proseguito con una coppa gelato, delle dimensioni della Coppa Campioni, e noi come gli interisti non l’abbiamo finita.
Dopo il dramma parcheggio (ABUSIVO O NO?) abbiamo fatto ritorno in albergo nel nostro BARBECUE MOBILE, cuocendo come CHULETITAS de CORDERO sulla brace.
Ora siestiamo fino alle 8.00 (20.00), dove poi ci aspetterà la GBZ (Gibilterra), che però non penetreremo in auto bensì a piedi.

Holà! Andre.



Doccia effettuata!!!

Oggi fa veramente caldo. +39°C in macchina.
In spiaggia si faticava ad appoggiare i piedi per terra!
Però la televisione sta trasmettendo le lamentele di quattro condomini che fanno valere, cantando in flamenco perfetto, intonato in quartine bisestili, le loro ragioni, in quanto “Donna Doriana”, moglie di “Pedro Miguito” continua a stendere i panni sgocciolanti sul balcone al terzo piano provocando un effetto a cascata sui piani inferiori: per dunque la lamentela si conclude positivamente con Donna Doriana che compra, a sue spese, una lavatrice con centrifuga ad aria calda.

Luca



Che bella Algeciras! Un’oculata politica di urbanizzazione studiata a tavolino dai migliori architetti europei ha permesso a questo piccolo e arabeggiante borgo medievale di raggiungere in pochi anni le dimensioni di Los Angeles.
Cubi e parallelepipedi (con vista tangenziale) di almeno 30 piani si alternano sapientemente con spianate di villette a schiera che arrivano fino in mare.
In pratica una “mezcla” sapiente che coniuga i casermoni di Viale dei Missaglia con le costruzioni abusive della Valle dei Templi di Agrigento.

Il nostro hotel è una piccola perla incastonata tra i concessionari della Toyota, della Peugeot e la tangenziale, ma è, nonostante la posizione infelice, decisamente civettuolo e ben tenuto.
Adesso dopo la doccia seguita ad un pomeriggio al mare, ci recheremo a vedere l’enclave di Gibilterra e siamo abbastanza curiosi di vedere come resiste un pezzetto di’Inghilterra nell’Africa di Spagna.

Mauro

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