Signore e Signori, siamo lieti di presentarvi PUERTO DE MAZARRON. Finalmente!Le nostre attese sono state esaudite perfettamente, l’Albergo è molto carino e accogliente, sui livelli dell’Hotel Solucar.
Però andiamo con ordine: sveglia presto, ore 7.15, colazione veloce, partenza. Il viaggio è lungo, 450 Km che devono essere tutti accompagnati da LOS 40 PRINCIPALES e dalla speranza di incontrare T.Ferro, Senor Trepador e compagnia bella.
Ho dormito per circa 1 oretta, ma quando mi sono svegliato (nei pressi di non so dove) un paesaggio a dir poco lunare. Una DESOLAZIONE, è proprio il caso di dirlo, INGOMBRANTE. Montagne aride, arbusti giallo/senape/arancioni/marroni di tutte le tonalità che si alternavano come sulla scala dei colori. Paesi a distanza di circa 80 Km l’uno dall’altro, che pareva di essere nel tavoliere delle Puglie, nel deserto dei Tartari o dei Gobi: case bianche, che pareva di essere nel CIAD o in una Siberia un po’ più calda.
Quando finalmente sorgeva un po’ più di vita (nei pressi di EL PARETON) era solo perché c’erano gli eterni lavori in corso per la rete di Autovie che Zappa – Tero sta ponendo sul territorio come pezzi del Tetris. Indi, abbiamo disseguentemente appurato che i paesini come EL PARETON non erano altro che piccoli ARESE, nati solo per i lavoratori che ormai erano statue di polvere sprofondati nell’asfalto con bandierine rosse e palette di stop nelle mani.
Mentre ci avvicinavamo a Mazarròn, il paesaggio peggiorava come il caffè col ghiaccio. Al desolante paesaggio si aggiungevano orrende costruzioni, che però a Puerto de Mazzaròn migliorano, dando vita ad una discreta località di Mare.
Il nostro hotel, poi, è bello: accogliente, prato stile Wimbledon con piscina e vista sul finto Pan di Zucchero di Puerto de M.
Anche il ristorante è ottimo, tanto che abbiamo mangiato della pasta fuori dall’Italia.
Ciao, Andre.
Puerto, Puerto DE MAZARRONPuerto, Puerto DE MAZARRON
Eccolo qua, Eccolo qua
È il Mazarròn che sognare ci fa!!! (sulle note della sigla di Passaparola)
Eccoci arrivati all’ultima tappa del nostro viaggio Andaluso, solo che non siamo più in Andalusia, bensì nella regione della Comunidad de Murcia, che ha come capoluogo e unica provincia guarda un po’… Murcia.
Quella che doveva essere solo una tappa riempitivo come transazione verso Valencia sì è aperta invece con una gradevole sorpresa!
Un viaggio orrendo tra autostrade in sali – scendi continuo e senza uno straccio di vegetazione si è concluso in un paese di mare molto carino e nell’hotel migliore del nostro tour dotato di verde, piscina e terrazzino per simpatici aperitivi con gli amici.
Non appena entrati, guidati come cani da tartufo dal nostro olfatto abbiamo optato per la mezza pensione e abbiamo fatto bene… basta tapas, solomilli e merdate varie e addirittura una ottima pasta con la quale fare scarpetta!!!
Unico neo il riso e latte preso da Luca che gli ha provocato un attacco congiunto ed istantaneo di diabete e diarrea. Un “di attacco” insomma! Adesso siamo nella nostra bella stanzetta per un riposino nonostante al piano di sopra stiano giocando a curling con le sedie senza i feltrino e verso le 16 ci lanceremo nella piscinetta sottostante.
Mauro
P.TO DE MAZARON, quante volte ti ho visto sulla cartina e ti ho sottovalutato!Dopo una sveglia da caserma militare e dopo aver provveduto alla conta dei membri che popolavano la stanza, abbiamo fatto colazione nel nostro pre – fabbricato NATALI degustando un ottimo caffè (probabilmente proveniente dalle torrefazioni di Bahia). Presa la macchina nel garage abbiamo ripercorso per la seconda volta l’AUTOVIA che porta a Granata e dopo aver fatto benzina nei pressi della stessa ci siamo diretti verso l’ambita località marciana.
Usciti dall’AUTOVIA abbiamo percorso svariate strade, talune con lavori in corso ed omini con le bandierine in ogni dove che pareva de vés al Palio de Bagg.
Superate due o tre località di importanza strategica minore (a quanto afferma il Ministro dell’Interno) abbiamo sentito un’emozione forte crescere dentro di noi… Improvvisamente eccola: una lieve discesa declinava verso sud – est ed una festosa cittadina ci appariva vicina all’orizzonte: ed ecco che la nostra auto a motore EURO 4 si accingeva ad entrarvi… Il fiato si spezza, le lacrime lambiscono le arcate della cateratta e rientrano spinte giù da una salivazione quasi azzerata…
Dopo 26 – 28 minuti di ricerche impazienti scorgiamo il manifesto dell’hotel ma spinti dalla curiosità di ammirare ogni singolo cardine e decumano di questo luogo abbiamo deciso di sbagliare direzione entrando in un tranquillo quartiere residenziale. Ritrovata la giusta via ci siamo imbattuti in una grande salita che, arrampicandosi in modo erto sulla collina raggiungeva il nostro nuovo hotel: LA CUMBRE.
Oh oh oh! URBANIZACION LA CUMBRE, quante volte ti ho visto sulla cartina e ti ho sottovalutato!
Appena giunti sull’uscio la gentil donzella che svolge le importanti mansioni alla RECEPTION ci ha accolti con un grande sorriso e sfogliando i preziosi fogli che componevano la lista delle prenotazioni di oggi ha esclamato:”Ah, vi aspettavamo da quattro mesi!” (traduzione in italiano su esclamazione in dialetto MAZERENO, ndr).
Impressionati da codesto calore di tutta risposta abbiamo deciso di adottare un trattamento di HALF BOARD invece di quello di ONLY BED.
Per dunque abbiamo raggiunto il magnifico salone da pranzo ove ci è stato spiegato che quest’ultimo risulta essere rinomato in tutto il pianeta in quanto ha potuto servire pietanze succulente a personaggi rinomati quali: PEPA SANCHEZ accompagnata dagli inseparabili uccelli tropicali “JOYERIA” e “RELOJERIA”, ma anche ai conti de “CARAVACA”, de “MORTALLA” e de “CARASPARRA”. Noi stupiti, ci siamo commossi.
Ora riposiamo nella nostra maestosa camera vista mare, prima di poter crogiolare beatamente in piscina…
Luca
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