martedì 13 luglio 2010

Diario di Viaggio 2010 - Österreich-Polska (3)

11/07/2010, 3° giorno – Salzburg-Wien, Stadt Salzburg-Wiener Stadt

Ieri sera, stremato dalle fatiche notturne, non sono riuscito ad aggiornarvi sul procedere indeterminato degli eventi.

Dopo esserci infighettati da paura, usciamo dal nostro hotel verde e ci dirigiamo verso Salisburgo.
Optiamo saggiamente per un lussuoso parcheggio coperto. E’ sabato sera e Salisburgo non si presenta nel migliore dei modi. Poche persone animano la movida Salisburghese; insomma, per intenderci, scordatevi i Navigli o Corso Como a Milano.

Ammiriamo gli scorci paesaggistici che la città ci può offrire: dei ponti ad arco, un fiume bianco e delle casette piuttosto anticotte.
Dopo avervi snocciolato preziosissimi consigli e nozioni di storia dell’arte, proseguo nella descrizione cronologica.

Fudo prosegue con passo felpato, fotografando ogni angolo e ogni oggetto.
Passiamo di fronte in alla casa di Wolfango ed un nugolo enorme di turisti ne fotografa la facciata giallina.
Niente di che eh! Sembra la facciata del palazzo di via Pietro Colla al 5, quello dove c’è scritto “Vallanzasca Libero”, per intenderci.
Ma il richiamo di massa ci spinge a fotografare cose inutili: è l’osmosi visiva.
Grazie, prof. Costa!

Da bravi foodtrotter ci mettiamo alla ricerca di un buon ristorante, e l’italiano che è in noi ci spinge all’interno di un esercizio tricolore. Mangiamo nell’ordine, e secondo la pronuncia della cameriera:

 Brazaola
 Capaccio con fommaccio
 Mozzarella in karozza
 Lazagna
 Spachetto amatriciano
 Risotto frutto di mari
Porzioni atomiche saziano appieno corpo e mente dei tre eroi del viaggio.
Paghiamo il conto salatissimo e ci congediamo da “Pippo”, salutandolo con due squilli di tromba sul ballatoio tra il piano 1 e il piano terra.
Fudo deve aver gradito la cena.
Dopo pochi secondi, Pippo, il cameriere, con un aspetto molto trafelato, ci rincorre e ci riconsegna la “Routard” … Madre mia, come avremmo fatto altrimenti? Grazie a te, Pippo!

Alchè decidiamo di vagare alla ricerca di un locale alla moda.
Dopo 3 minuti di ricerca e 26 di attesa ci accomodiamo al Republik dove mandrie di tope bionde, praticamente nude, destabilizzano i nostri sensi.
Dopo aver saziato la vista, ma non il corpo, affrontiamo il dramma parcheggio 2.
Al nostro ritorno il Mirabell Parking è completamente sbarrato, le porte d’ingresso chiuse, la porta della cassa automatica esterna bloccata. Solo il ticket del parcheggio la può aprire ed il ticket dov’è? In macchina.

Fudo già si organizza per dormire in stazione.
Andrea chiama dei taxi a raccolta e io domando in italiano ad una coppia tedesca: “LA VOSTRA MACCHINA E’ SEPPELLITA LI’ DENTRO?”
Risposta? ………………………. “Bitte?”.
In sostanza loro il ticket lo avevano, mica come noi italiani pizza, spaghetti, mafia, mandolino, Pavarotti.

Il ritorno in camera (??) è un dramma.
Un olezzo drammatico ci permea le narici.
Le scarpe vengono gettate in bagno.
Apriamo l’unica finestra e un plotone di 12 camion fanno rifornimento all’Agip locale, sgasando al massimo.
Che bello il nostro hotel incastonato tra l’autostrada, il cantiere, il parcheggio dei camion…
Ora colazione da Keller, poi Salzburg e partenza per la Capitale.

Dream on…



Buonasera, o arguti lettori del giornale di bordo.
Vi scrivo dall’elegantissima camera dell’Hotel Cryston.
Procedo celerissimamente il riassunto dei principali eventi della giornata.

Dopo aver consumato ed aver riempito di “broda” la Fusion Ford di Fudanza, parcheggiamo nel medesimo buco di ieri sera, sperando che di Domenica non serrino la saracinesca.
Salisburgo di presenta tranquilla nella feroce arsura mattutina.
Un caldo insopportabile ci accompagna nella piacevole passeggiata mattutina che si consuma nelle vie del centro cittadino.

Dopo aver visitato il parco cittadino ed aver ascoltato al suo interno il Concerto di Capodanno eseguito magistralmente dall’orchestra comunale, ci dirigiamo verso la piazza principale che offre un imponente scorcio sul Duomo locale: il DOM SANKT RUPERT, del celeberrimo architetto Solari, il più importante e pluripremiato dalla critica (e dal televoto a casa) monumento italiano al Nord delle Alpi.
Ma basta cultura: è ora di riempire l’intestino tenue ed in seguito quello crasso con del grasso cibo.

Le bancarelle lungo il fiume locale sono la nostra salvezza.
Fudo ed Andrea optano per il Wursterone e lo Spiedone con Baguette: io sul più sofisticato cibo thailandese.
Degusto uno spaghetto scotto con carote, zucchine, sedani e porri, birra thailandese e numero 1 involtino primavera.
Ritorniamo così sazi verso il nostro carro mobile e questa volta il parcheggio è aperto.
Poi è solo viaggio fino alla Capitale, che viene raggiunta in circa 2 ore e 30 minuti.
L’Hotel Cryston, la pittoresca struttura ricettiva che ci ospiterà nelle prossime due notti, è quasi nel centro di Vienna.
Poniamo il carro nel retrobottega dell’albergo, su di uno sterrato inquietante, come inquietante è stata la mia manovra per raggiungerlo: inversione ad U per evitare una preferenziale e ri-immissione con semaforo rosso (rossissimo).
-15 punti, almeno.

L’addetto alla reception deve abbandonare la pausa sigaretta per dare il benvenuto ai nuovi ospiti.
Con italiano imparato probabilmente nei campi di concentramento, saluta caldamente e ci consegna la chiave numero 17.
Percorriamo una scala vittoriana di rara bellezza; alle pareti dipinti dei fondatori della stamberga.
Nel corridoio la luce è spenta; non troviamo l’interruttore, per cui procediamo con un’ardita caccia al tesoro alla ricerca della serratura.
Una volta trovata, dopo circa 15 minuti, riusciamo a scardinarla.
Nella camera, il buio è ancora più fitto. Un greve odore di tabacco brucia le nostre narici.
Che il simpatico gerarca abbia fatto una pausa sigaretta anche qui dentro?

Tre lettini in 7m² ci accolgono e ci abbracceranno questa notte.
Il water è un catino con un buco nella parte finale.
Ciò ci permetterà di esaminare le nostre feci.
Cosa vogliamo di più?
Vienna by night! E allora sia…

Dream on…



E’ la grande capitale che ci accoglie in questa tiepida giornata austriaca di mezza estate: il termometro segna inesorabile +33° da ormai 3 giorni e non accenna a scendere.
E’ stato un trasferimento di circa 300km quello da Salisburgo, ma devo dire che non ci ha pesato per nulla.

La mattinata allo Jess Hotel è dedicata a districarci nel labirinto della 226, dal momento che appena ci si alza dai letti, lo spazio si riduce drasticamente e si necessitano movimenti coordinati alla perfezione per cercare di non incastrarsi.
Finite le operazioni di uscita, l’automa-receptionist ci saluta: la colazione è servita da Keffler, il panettiere sotto l’hotel.
La qualità della stessa è ottima, e pure il prezzo (4,00€ per caffè e brioches).

Un ultimo giro di Salisburgo ci permette di gustare un giardino immenso, con, a sorpresa, l’orchestra filarmonica che suona solo per noi.
Un ola accompagna i pezzi più famosi del repertorio.
Al caldo più totale, veniamo ammaliati dai mercatini sul lungofiume, che ci ricordano un’Alpàa o una fiera di Sinigaglia in stile asburgico.
Qui pranziamo con Wurstel giganti e spiedini (io e Fudo), e un menu asiatico (Luca) di dubbi ingredienti.
Come dolce scegliamo una ciambella con buco, ripiena di danette, che Ignazio (lo stesso che c’è fuori da San Siro) il siciliano ci fa pagari €2,50.
Dopo di che il viaggio è stato tranquillo e gioviale. Un caldo torrido.

Arrivati a Vienna cerchiamo in circonvallazione il nostro Hotel Cryston.
Entriamo nel parcheggio (cortile per il pattume) e poi nella reception: un simpatico signore che parla a metà tedesco-inglese-italiano ci porge le chiavi e ci indica la via.
Ora capiamo.
Cryston è solo un’invocazione alla grazie divina.
Le pareti di tappezzeria crollano la porta si apre da sola, la stanza è al buio e non si capisce dove sono le luci, puzza di fumo e il letto è duro.
Belli e profumati di doccia tra poco cercheremo finalmente di fuggire da questo posto per rifugiarci a vedere la finale.

FORZA OLANDA.

Andrea



Ore 24.00. Vienna, 30°C. La spagna è Campione del Mondo. Una nuova era. Caroselli si susseguono per le vie viennesi, dove migliaia di ispanici (probabilmente di Ceuta) festeggiano una loro meritata vittoria.

Ma dal nostro punto di vista è una mesta serata: comincia alle ore 19.55 quando usciamo dall’hotel affidando le chiavi (e quindi il nostro futuro) al Gen. Diaz alla reception.
Nell’attraversare la strada per raggiungere la stazione del metrò rischiamo subito la vita, visto che appena fuori dall’ingresso passa la variante Ascari dove sgommano bolidi dai motori truccati. Anche Luca sgomma, altrove.

Raggiunta Karlsplatz, ci avviamo per fare due passi a piedi e trovare un posto che abbia le seguenti caratteristiche:

 SCORRA BIRRA A FIUMI (NI)
 ECONOMICO (NI)
 PUNTUALE (NO)
 CHE FACCIA VEDERE LA PARTITA (LONTANO)
 CARATTERISTICO (E’ AUSTRALIANO)

Ovviamente non avevamo prenotato all’Australian Pub “Cross qualcosa”, ma troviamo ugualmente alcuni sedili attorno ad un tavolo nelle stanze sotterranee: è gremito di gente da qualsiasi parte del mondo, tranne che da Spagna ed Olanda.

Subito ordiniamo, e dopo circa un’ora viene presentato noi il pasto (3 Hamburgers misti) a cui facciamo seguire un altro giro di birre, un piatto con una patata gigante riempita (credo) di Gazpacho (Luca) e una Banana Split gigante (io e Fudo).

Il locale è un vero delirio e noi non vogliamo essere da meno: portiamo subito il clima a nostro agio e prendiamo le redini della festa assieme al Cinghiale, che da Garbagnate ha deciso una gita fuori porta a Vienna.
Terminata la partita, saldiamo un salato conto e usciamo per proseguire verso casa, cercando l’occasione per portarci in hotel qualche ragazza spagnola ubriaca.
Gli unici che troviamo sono una coppia che si gira e ci intima: “La Espana es Campeon! Popopopopo”.

Caro Sancho Panza, vedi di fare ritorno nella tua terra natia e suonarti le maracas nelle mutande. Poropopopo ce lo cantiamo noi, tu cantati pure Bustamante, idiota!.

Siamo ora qui in camera con finestre aperte, apertissime.
Nicky Vendola parla in TV.
Fudo dorme.
Luca ruggisce dai vari orifizi.
Domani, come ci sveglieremo?

Andrea



Ed eccoci in questa camera orrenda, con un clima incredibile, una tanfa irrespirabile, un appiccicume vergognoso.
Usciti per le 19.00 da questa catacomba, ci dirigiamo verso la U4, la metropolitana.
Ebbene sì, la metropolitana a Vienna, chi l’avrebbe mai detto? Io! Ah! Ah! Ah!

Dopo aver acquistato un biglietto, transando una carta di credito per mancanza di monetine, prendiamo la linea blu ed in tre fermate siamo in centro.

Il tempo scorre e la partita sta per iniziare: Olanda – Spagna, finale di C.d.M. Optiamo per un luogo caratteristico per gustare cibo caratteristico:

 Pub Australiano: tutto prenotato; rimane un tavolino marcio al piano sotterraneo. Lo prendiamo.

Siamo affiancati da finti tifosi olandesi e spagnoli. Accanto a me tre turchi.
Nel tavolo più a destra una comitiva di 35 persone ubriachi incalliti che hanno terminato tutte le riserve di birra del locale.
La partita scorre lenta e noiosa; alcuni simpatici soggetti del tavolo di fianco iniziano a perdere i sensi causa fumi alcolici vari; riconosciamo anche il sosia del CINGHIALE di Garbagnate Milanese che in poco meno di un’ora ha bevuto 6 litri di birra e mangiato 1 kg di hamburger.

Ingurgitiamo nell’ordine:

 N.1 CANGAROO BURGER
 N.1 BACON BURGER
 N.1 QUALCOSA CHE NON RICORDO BURGER
 N.1 PATATA DI 500 GR. CON SALSE VARIE, INSALATA CON SALSE VARIE, CON POMODORI E SALSE VARIE.
 N.6 BIRRE TOTALI.

Gol!! Gol!! Gol!! Iniesta porta in vantaggio la Spagna. Il Cinghiale crolla privo di sensi, la pasta con le sarde gira a fiotti, tutti amici e felici.
Decidiamo di andare in piazza a festeggiare con i 12 presenti Spagnoli puri ariani. Dopo 5 minuti, concludiamo i festeggiamenti.

Torniamo così all’Hotel Cryston Christ Super Star dove un deviato mentale fa di guardia al bancone della reception.
JACK NICHOLSON in SHINING aveva uno sguardo meno turbato.
D’altronde per sfasciare la nostra porta basta uno stuzzicadenti affilato; un’ascia la demolirebbe totalmente…

DREAM ON…

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