Ed è una buonasera a voi o abili lettori di questo quaderno di bordo.Ieri sera non ho potuto aggiornarmi sugli avvenimenti accaduti poiché ho dovuto digerire la quinta lata di pizza ed i circa 2 litri di Coca Cola acquistati nella pizzeria più rinomata di Tromsø.
Al rientro in camera poi, dopo un buon thè col miele che ha cercato di finire una tremenda digestione.
Seduto sul letto mi sono goduto una riproposizione di Amarcord di Federico Fellini con sottotitoli in Norvegese (IN TE CUL).
Una chicca.
Poi nottata turbolenta disturbata da una quantità di albatros, gabbiani e altri volatili incazzatissimi col mondo.
Colazione turbolenta, anch’esse.
Beccati in pieno da Madame Breakfast a nascondere panini imbottitissimi nella cartella, ci fa notare che è una colazione e non il cenone di San Silvestro.
Poi partenza per Alta prima che il simpatico ausiliario della sosta mettesse una lautissima multa sul cofano della nostra Suzuki Swift.
Il viaggio si è svolto sulla solita E6 in modo piuttosto tranquillo: abbiamo incontrato anche le prime renne della vacanza.
Dopo la solita sosta nella discarica (ossia il cessetto con la fossa biologica incorporata a cielo aperto) e circa 5 ore di viaggio imbocchiamo una stradina secondaria che ci porta in questo posto meraviglioso a 15 km da Alta, un paesino di nome Gargia.
Siamo ubicati in una piccola casetta di legno: Andrea stasera dormirà praticamente per terra, con un comodissimo materassino alto 3 cm.
Zvonimir Boban, proprietario della baracca, ci ha accolto calorosamente e consegnato una chiave dalle dimensioni del pene di Rocco Siffredi.
Poi, l’idea del secolo: andiamo ad ammirare il Gran Canyon di Alta, attraverso una passeggiatina di cirda 8 km.
Parcheggiata la macchinata, appena iniziamo a camminare alcuni (svariati) animaletti incazzati come delle iene iniziano a farci visita: dopo 1 km una marmaglia sempre più decisa inizia ad infastidirci.
Al secondo chilometro una nube di decine di metri di diametro invade il nostro spazio vitale.
Dopo il delirio.
Un plotone di esecuzione, bestie assetate di sangue ci attaccano da ogni parte: abbiamo fatto conoscenza con i simpatici Mosquitos locali.
Ora, dopo la doccia e un paio di trasfusioni per riequilibrare il flusso sanguigno, ci dirigiamo verso la struttura principale, dove, Lord Wilmor (gli amanti de “Il Conto di Montecristo” mi capiranno) ci offrirà un buonissimo stufato di renna.
Noi lo sorprenderemo da dietro.
A dopo.
Luca
Altro trasferimento, altro viaggio, altri 400 km e altra Norvegia.La nostra meta si sta avvicinando, mancano ancora circa 350-400 km per essere là, a Nord dove più a Nord non si può.
Ma prima c’è ancora da sudare, prima c’è ancora Alta.
Ma procediamo con ordine.
La sveglia a Tromsø non c’è stata: i gabbiani con la raucedine e un letto da fachiro non hanno permesso una notte tranquilla, anzi: ci siamo svegliati tutti e tre con vistosi segni di insofferenza.
Come se non bastasse, a colazione, quei pezzenti dell’hotel ci hanno ammonito nel fare i panini per pranzo: come avrà fato a capirlo? Saranno stati i circa 40 toasts sul nostro tavolino? Noi crediamo sia solo un complotto contro di noi. Minacciata la cameriera-stronza, se mi è permesso- e la receptionist, ci viene concesso di portare via 4 panini nello zaino, senza pagare alcunché. Il viaggio è stato piuttosto tranquillo: un paio di soste per benzina e spesa, e arrivo ad Alta. Il centro è commerciale. Nel senso che è un ammasso di centri commerciali. Il centro.
Il nostro simpatico alloggio è sistemato invece nella alta Alta, che però non è molto alta, però è comunque Alta.
Una valle si proietta verso sud, nella foresta e là si trova il nostro hotel, il Gargia Fjellestue, gestito, si crede, da un parente del grande ZORRO BOBAN. È un FACOTUM; accoglie, cucina, fa il letto, accende la sauna, dà indicazioni… tutto.
Sistematici, affrontiamo una passeggiata leggera e breve: 11 km a piedi verso il canyon, dopo aver fatto circa 4 km in macchina su una strada tipo quella di FRASSO vecchia.
Ci si ricorda poco: come delle merde, siamo stati assaliti e azzannati in più parti da miliardi di infami zanzare. Si insinuavano ovunque e , pungendoci, creavano allucinazioni, deliri ed in taluni casi rabbia vera.
Gli auguro che Madre Natura possa destinargli un destino infausto e sofferente nel Giudizio Finale. Totalmente dissanguati, una doccia non ce la toglie nessuno.
Poi cena. A dopo!
Andrea
P.s. visioni più o meno reali di renne lungo il tragitto.
Ed eccoci qui, alle 23.53 sulla terrazzina del Gargia Fjellestue. È praticamente giorno, una cosa incredibile.La cena è stata deliziosa, forse la migliore da quando siamo in Norvegia: stufato di renna (7 ore di preparazione), birrazza “Artic” gelatissima e pane caldo fatto in casa con burro fresco.
Zvoni Boban ci ha dato tutte le spiegazioni del caso: un cicerone incredibile, ed un uomo dalle mille abilità.
Forse anche 10.000.
Ora vado a festeggiare il mio compleanno. C’è una festa in camera che mi attende.
Speriamo non esploda lo chalet.
Domani si va a Nordkapp!!
Luca
N.B.: 6 piatti di stufato di renna!!! A testa! Buona notte.
È esattamente mezzanotte: Luca compie gli anni ed il sole batte sull’orizzonte. Auguri, COSA!La cena è stata saziante e molto frugale. Zvone ci ha forgiato una cambusa di stufato di renna, che ha (credo) iniziato a cucinare tre giorni fa, come gentilmente ci ha fatto intendere. Accompagnato da pane fresco e burro (fatti entrambi da sua madre), lo stufato è andato via liscio: ne abbiamo mangiato quattro-cinque piatti a testa e il nostro bis ha soddisfatto pure il Maradona di Zagabria.
La serata è proseguita in allegria con youtube.com e varie barzellette di Gigi Proietti.
Alcuni inglesi stanno ridendo beatamente davanti a svariate birre, abbracciandosi l’un l’altro.
Dal clima sembrerebbe San Patrizio (c’è un vento gelido, se non ci fosse si starebeb da dio (de dio)): il vento continua imperterrito a far svolazzare il foglio, il che non rende fluida e costante la mia descrizione.
Il cielo è azzurro sopra Alta ed il Gargia Fjellestue.
Ripeto: è mezzanotte, c’è il sole (dietro la montagna), il vento e le zanzare.
Luca ha 25 anni.
Io ho un po’ freddo.
Luca vaga in giardino in pigiama.
Vale guarda Criminal Minds.
Buon giorno, voi altri!
Andrea
Ps. Domani è il grande giorno: ci risentiamo in capo al mondo,
PPs. In stanza l’aviazione norvegese ci ha dichiarato guerra. Ho spento ogni velleità con una ciabatta.
ITA-NOR 1-0!
Dopo aver spento ogni speranza all’aviazione norvegese, sono sepolto da una coperta incredibile.Probabilmente la pelle della foca di ieri mi sta coprendo.
Spero di sopravvivere a questi 60 kg di piume.
Luca
Ps. Chiudi ste tende che entra il sole!!!
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