martedì 7 luglio 2009

Diario di Viaggio 2006 - Andalucia (8)

Giorno 8: 30 luglio 2006, Granada - Hotel Juan Miguel


Il gruppo è appena ritornato da una piacevole gita pomeridiana sulla Sierra Nevada, che ha riappacificato la nostra anima montanara con il mondo.
Cosa c’è di più piacevole del gustarsi un panino con la frittata ripiena a 2600 metri di altitudine assediati dalle mosche? Niente! E solo chi ama l’alpinismo può capirci… E questo è solo l’antipasto di quello che ci aspetterà a Torre Molinos.

La giornata granadiense, come la precedente è stata comunque piacevole: sveglia tardi per ricaricare un po’ le batterie, pessima colazione a base di “brioches” LORDE ma piuttosto POSSE quasi 99 POSSE e brodo di caffè, passeggiatina nel bellissimo quartiere ai piedi dell’Alhambra, chiamato chissà perché PASEO DE LOS TRISTES, ai lati del quale scorre un “RIO” al cui confronto il Naviglio è il Nilo ed infine pranzo a base di prosciutto e melone in un grazioso localino all’aperto. Ora il gruppo è in hotel (sono le 19, le 18 alle Canarie) e pisolerà e si doccerà fino alle 22 quando ci si ritufferà nell’ultima notte granadiense.

Mauro



TORREMOLINOS si avvicina… (e anche Puerto de Mazzaron)

Una giornata molto tranquilla quella di oggi.
La sveglia è stata attorno alle 10.30 a.m., la colazione, se così si può chiamare, diciamo che non c’è stata: una specie di surrogato del caffè con delle spugne ricoperte di zucchero lordo. Questa “colazione” è stata seguita da una passeggiata verso il quartiere ALBAICIN, costeggiato da un romantico ruscello stile Rio Valmala, con tanto di Oche e Cigni lungo il suo corso (secondo me erano finti).

Giunti ad una piazzetta abbiamo pranzato all’aria aperta, gustando del prosciutto col melone e della paella, con sottofondo delle urla di bambini saraceni che inneggiavano alla Riconquista della città.
Il pomeriggio è proseguito sulla Sierra Nevada: il ns sogno di arrivare a 3400 m con l’auto è svanito quando un grosso cartello “DIVIETO D’ACCESSO” ci ha obbligati a parcheggiare ai soli 2600 m dei chioschetti. Comunque la stazione sciistica è degna della miglior Courmayeur. A piedi abbiamo proseguito per circa 30 min sotto un uragano di proporzioni clamorose, probabilmente causato dal cinese dell’Alhambra in preda ad una tempesta intestinale.
Ora siamo qui in albergo ad aspettare la MOVIDA serale, mentre intanto ci docceremo e siesteremo fino a circa le 22.00

Ciao, Andre



Grazie Soler per le preziose parole che sempre ci regali, in ogni occasione… in effetti la colazione non è stata delle migliori.
Il locale ero un po’ pienotto, una specie di sovraffollamento tipo stadio al concerto di Max e Gigi, il cappuccio era uno “schiumotto” devastante, praticamente 7/10 di schiuma, 1/10 di latte e 2/10 di caffè (??) e la brioches assomigliava ad un crachers che ti si disintegra in mano ad ogni momento.
La passeggiata seguente è servita per smaltire l’ottima colazione continentale e si è svolta in un prezioso quartiere granadino che, come in un tutte le migliori civiltà del passato, viene bagnato da un corso d’acqua utilizzato per le irrigazioni degli orti. Il corso d’acqua non permette però la navigazione e la risalita dei salmoni. Anche i canali di scolo sono stati aperti con l’astuzia che solo i Granadiezi posseggono e di certo la fauna non manca.

Ottimo il pranzo, sotto alcuni prezioso ombrelloni, che solo un attento restauro ha permesso di recuperarli in modo completo ed integro. Il “bambino – befana” ce lo potevano risparmiare, ma nell’epoca della reinvenzione delle tradizioni e delle reificazione degli originali tutto è permesso.
Il pomeriggio si è concluso con una piacevole gitarella sulla Sierra – Nevada che in molti aspetti può ricordare un Col d’Olen e un rifugio Vigevano molto più spagnoleggiante. Anche a 2.500 m. il caldo si fa sentire, però è placato o comunque alleggerito da una leggera, lieve e quasi impercettibile aerazione.

Adesso ci troviamo in hotel. Come ogni sera doccia rinfrescante, rilassante, rigenerante, rinvigorente e rin… chi più ne ha più ne metta.

Luca

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