lunedì 18 luglio 2011

Diario di Viaggio 2010 - Österreich-Polska (8)

Giorno 8 – Vigonovo di Fontanafredda (PN) - Brno, Friuli Venezia Giulia-Morava

La sveglia è stata abbastanza traumatica, non tanto per la sveglia in sé, ma per le ore di sonno complessive e la temperatura da arsura che vigeva nella regione autonoma del FVG.
Questa volta le lenzuola non mi sono rimaste attaccate, previa autodifesa con asciugamani.
Quindi colazione e ultimi preparativi per la partenza, che è avvenuta alle ore 9.00 quando Luca e Federico mi hanno accompagnato all’uscita di Portogruaro (VE), dove la restante parte della famiglia Soler è giunta per prendermi e partire verso la Polonia.

Durante il viaggio nulla da segnalare, se nonchè si può facilmente notare come più ci si avvicina al confine Ceco (che infatti non si vede… va beh) l’anarchia, soprattutto alla guida, aumenti a dismisura.
In Repubblica Ceca, le strade passano lentamente ad uno stato pietoso: raggiungiamo, per farci capire, lo stato della vecchia via Fratelli Piazza.
Mettiamo alla prova la Renault Thalia targata Białystok che risponde alla perfezione.
Analizzando questa prima parte di R.Ceca, possiamo vedere come siano ancora presenti i residui del Regime Sovietico, ma affiancati da una potente voglia di crescere e svilupparsi.
Arrivati a Brno dopo un dedalo incomprensibile di provinciali e cantonali, poniamo la nostra autovettura nel parcheggio del’hotel Voroñez, un casermone degno degli ecomostri di Bari.
Tutto sommato all’interno si dimostra un buon hotel, con addirittura una receptionist che parla italiano (alla velocità di Zoff e Zeman, però molto bene).
La serata si consuma in quel di Brno, nel suo centro storico: per giungerci si prende il tram n°1 (biglietto da 10 minuti!!!) che potrebbe esplodere da un momento all’altro, ma che invece si dimostra sicuro.
In centro, molto ben tenuto e curato e architettonicamente notevole, nonostante qualche clochard stile Piazza Stovani, la sagra della Patata. Ma la Patata quella vera.
Se loro sono ceche, io ci vedo benissimo! Da rifarsi gli occhi!
Quoziente erettivo (QE) di 1:1.

La cena è servita da Svejk, dove non spiaccicano una parola di inglese: ce la caviamo con il simil-polacco di mio fratello. Squallido.
Dopodichè , altro giretto per il centro e tram verso l’albergo, dove ci apprestiamo ad un’altra nottata di passione.
Senza aria condizionata.ù
Hotel Voroñez, ma VAFFANCULO!

Andrea

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