A partire da Mercoledì 20 Luglio, partirà l'ennesimo viaggio itinerante, con una truppa un po' riveduta negli elementi, causa problemi di lavoro.
Sarà l'Islanda la metà del nostro viaggio 2011, l'"ultima Thule", il cui Diario verrà aggiornato come ogni anno. Non siamo sicuri della presenza di Internet durante il nostro viaggio, quindi non garantiamo la completa puntualità delle descrizioni.
Sicuramente al ritorno, avrete tutto ciò che volete!!
A presto!!
I ratti del Ginepro!
martedì 19 luglio 2011
Diario di Viaggio 2010 - Österreich-Polska (10)
Giorno 10 – Grabówka/Białystok, Podlaskie
Eccomi qua, esordiente, nella tribù dei viaggiatori che si fanno da sé, i masturbatour!
È il primo giorno stanziale dopo la grande transumanza della famiglia Soler in Polonia.
Un breve resoconto del lungo trasferimento nel forno europeo di questo periodo.
Innanzitutto lunga vita all’aria condizionata e al suo geniale inventore: senza di lui non ce l’avremmo fatta.
Partenza alle ore 6.00 da via Camozzi, cuore della Baggio più verde, destinazione Portogruaro, dove avrà luogo il ricongiungimento del disperso Andrea, annegato nel profondo Pordenonense in qualche piscina di prosecco.
Fino a quel momento, niente da eccepire sul tempo, coda a parte in zona Sirmione per l’incendio di un camion.
Fortunatamente, visto i 15 minuti persi, il mezzo era completamente carbonizzato, quasi fuso. Visto il disagio, che sia proporzionale al tuo! Tié!
Da segnalare un “fuori il Veneto dall’Italia” scritto su una parete di una cascina nel vicentino, probabilmente per permettere di mangiare più liberamente i gatti.
Lungo la strada, non ci rendiamo conto del tributo che il vecchio continente sta pagando al Dio dell’estate, solo grazie all’apposito indicatore digitale sul cruscotto. L’Austria sembra l’Andalusia, la Rep. Ceca il Marocco.
La sosta per il pranzo nei pressi di Graz si consuma veloce e frugale, mancano ancora 325km e vogliamo fare in fretta perché crediamo che là gireremo la cittadina in serata con il golfino! Illusi!
Da segnalare, una volta lasciata l’autostrada, poco prima del confine ceco, la gara instaurata con lo sciame di moto polacche che tornano in patria. Forse essere vicini al circuito di Brno rende tutti amanti dei bolidi e della vita alla Kubicosa.
Arriviamo alla meta dopo 100km esatti. È l’inizio dell’incubo di fuoco e umidità. Milano in confronto sembra fresca.
La receptionist è gentile e parla italiano. Ci spiega come raggiungere il centro e ci vende biglietti del tram da 10 minuti!
Pienamente sufficienti per le 5 fermate che dobbiamo fare.
La città è deliziosa. Le ceche anche di più.
Come a Praga, mi dirigo da Svejk per mangiare.
Per ordinare uso quei 4 vocaboli di ceco e 20 di polacco che conosco. Che orgoglio!
Arriva quello che abbiamo ordinato, anche se non sappiamo mai fare il confronto!!
Stendo un velo pietoso sulla notte, senza aria condizionata in albergo. Una salvietta intrisa d’acqua al fianco del letto l’unica ancora di salvezza!
Sveglia alle 6.10 l’indomani, colazione frugale per me, nonostante l’offerta dell’hotel fosse da buffet all-inclusive.
Via alla ricerca del modo per arrivare alla frontiera polacca senza fare l’autostrada. Guido tra paesini fuori dal tempo e strade degne della foresta di Arenberg. Musseuw e De Vlaeminck ne sarebbero orgogliosi.
Una sosta per comprare una Birra Starobrno in un grande magazzino alle 8 di mattina a far rendere conto che i cechi hanno paura della guerra i dell’esaurimento delle derrate alimentari. È sabato ma c’è il delirio.
Usciti con il minimo delle restanti corone in tasca e con il massimo di “pivo” in borsa, possiamo dirigerci verso la terra di Wałęsa e Polandski.
Corriamo attraverso il paese, su strade a doppia corsia per l’80% del percorso. Una combinazione più unica che rara qui. Passata Warszawa, la strada si riempie di gente che vende ogni genere di cose: funghi, frutti di bosco, frutti del peccato.
Strada dritta, ma piena di Kurve. I poliglotti possano capire.
Arriviamo alle 17.30 a Grabówka, con ogni genere di insetto europeo sul parabrezza.
Telefoniamo subito all’istituto di Scienze Naturali per una ricerca in merito.
Il caldo anche qui non è da meno.
Ci sediamo a tavola dopo la doccia.
Non ricordo il passaggio dalle bevande alla camera, troppo pieno di cibo, alcool e sonno.
Marco
Eccomi qua, esordiente, nella tribù dei viaggiatori che si fanno da sé, i masturbatour!È il primo giorno stanziale dopo la grande transumanza della famiglia Soler in Polonia.
Un breve resoconto del lungo trasferimento nel forno europeo di questo periodo.
Innanzitutto lunga vita all’aria condizionata e al suo geniale inventore: senza di lui non ce l’avremmo fatta.
Partenza alle ore 6.00 da via Camozzi, cuore della Baggio più verde, destinazione Portogruaro, dove avrà luogo il ricongiungimento del disperso Andrea, annegato nel profondo Pordenonense in qualche piscina di prosecco.
Fino a quel momento, niente da eccepire sul tempo, coda a parte in zona Sirmione per l’incendio di un camion.
Fortunatamente, visto i 15 minuti persi, il mezzo era completamente carbonizzato, quasi fuso. Visto il disagio, che sia proporzionale al tuo! Tié!
Da segnalare un “fuori il Veneto dall’Italia” scritto su una parete di una cascina nel vicentino, probabilmente per permettere di mangiare più liberamente i gatti.
Lungo la strada, non ci rendiamo conto del tributo che il vecchio continente sta pagando al Dio dell’estate, solo grazie all’apposito indicatore digitale sul cruscotto. L’Austria sembra l’Andalusia, la Rep. Ceca il Marocco.
La sosta per il pranzo nei pressi di Graz si consuma veloce e frugale, mancano ancora 325km e vogliamo fare in fretta perché crediamo che là gireremo la cittadina in serata con il golfino! Illusi!
Da segnalare, una volta lasciata l’autostrada, poco prima del confine ceco, la gara instaurata con lo sciame di moto polacche che tornano in patria. Forse essere vicini al circuito di Brno rende tutti amanti dei bolidi e della vita alla Kubicosa.
Arriviamo alla meta dopo 100km esatti. È l’inizio dell’incubo di fuoco e umidità. Milano in confronto sembra fresca.
La receptionist è gentile e parla italiano. Ci spiega come raggiungere il centro e ci vende biglietti del tram da 10 minuti!
Pienamente sufficienti per le 5 fermate che dobbiamo fare.
La città è deliziosa. Le ceche anche di più.
Come a Praga, mi dirigo da Svejk per mangiare.
Per ordinare uso quei 4 vocaboli di ceco e 20 di polacco che conosco. Che orgoglio!
Arriva quello che abbiamo ordinato, anche se non sappiamo mai fare il confronto!!
Stendo un velo pietoso sulla notte, senza aria condizionata in albergo. Una salvietta intrisa d’acqua al fianco del letto l’unica ancora di salvezza!
Sveglia alle 6.10 l’indomani, colazione frugale per me, nonostante l’offerta dell’hotel fosse da buffet all-inclusive.
Via alla ricerca del modo per arrivare alla frontiera polacca senza fare l’autostrada. Guido tra paesini fuori dal tempo e strade degne della foresta di Arenberg. Musseuw e De Vlaeminck ne sarebbero orgogliosi.
Una sosta per comprare una Birra Starobrno in un grande magazzino alle 8 di mattina a far rendere conto che i cechi hanno paura della guerra i dell’esaurimento delle derrate alimentari. È sabato ma c’è il delirio.
Usciti con il minimo delle restanti corone in tasca e con il massimo di “pivo” in borsa, possiamo dirigerci verso la terra di Wałęsa e Polandski.
Corriamo attraverso il paese, su strade a doppia corsia per l’80% del percorso. Una combinazione più unica che rara qui. Passata Warszawa, la strada si riempie di gente che vende ogni genere di cose: funghi, frutti di bosco, frutti del peccato.
Strada dritta, ma piena di Kurve. I poliglotti possano capire.
Arriviamo alle 17.30 a Grabówka, con ogni genere di insetto europeo sul parabrezza.
Telefoniamo subito all’istituto di Scienze Naturali per una ricerca in merito.
Il caldo anche qui non è da meno.
Ci sediamo a tavola dopo la doccia.
Non ricordo il passaggio dalle bevande alla camera, troppo pieno di cibo, alcool e sonno.
Marco
Diario di Viaggio 2010 - Österreich-Polska (9)
Giorno 9 – Brno-Grabówka/Białystok, Morava- Podlaskie
Oggi finalmente siamo arrivati in Polonia!!
È finito il viaggio di due giorni e 1700km che ci ha portato fino a qui, Białystok, a 30km dal confine Bielorusso.
Più di là, che di qua.
Andiamo con ordine.
Un’inequivocabile sveglia rovina un drammatico sonno all’hotel Voroñez: ore 6.00 sono in piedi, bagnato.
Alle 7.00 partenza da Brno, direzione Polonia: dopo circa 60km prima sosta per acquisire delle birre locali (la STAROBRNO), in un supermercato che alle 8.10 del mattino di Sabato era completamente ESAURITO.
Un carnaio.
Susseguentemente è solo viaggio, tranne che una simpatica sosta prandiale ad un autogrill sulla statale Katowice-Varsavia.
Per la Polonia vale lo stesso discorso fatto per la R. Ceca, qui c’è addirittura più verde e più natura.
Per le 17.30 arriviamo a Białystok, dove ad attenderci un’accoglienza in stile reale da parte della famiglia Lulkiewicz. Dopo la sistemazione nelle camere, subito cena.
La successione degli eventi, secondo l’ordine cronologico, è il seguente:
Ore 19.00: inizia la cena con brindisi di wodka.
Ore 19.05: prima portata. Salumi polacchi e antipasti vari. Birra.
Ore 19.07: secondo brindisi con wodka diversa.
Ore 19.10: seconda portata, involtini “piccione” con carne di maiale. Birra.
Ore 19.11: terzo brindisi con wodka.
Ore 19.15: terza portata, zucchine con ripieno di carne. 4/7 della tavola abdicano.
Ore 19.16: quarto brindisi con wodka. Primi segnali di insofferenza.
Ore 19.20: quinto brindisi con wodka. Birra.
Ore 19.30: la tavola viene parzialmente sparecchiata.
Ore 19.35: sesto brindisi con wodka.
Ore 20.00: caffè e dolce. Tavolino spostato a centro giardino.
Ore 20.05: settimo brindisi con wodka.
Ore 20.10-22.00: vari brindisi con wodka.
Ore 22.15: andiamo a letto ubriachi.
Si potrà andare avanti così? Nei giorni a seguire avremo una risposta.
A domani!
Andrea
Oggi finalmente siamo arrivati in Polonia!!È finito il viaggio di due giorni e 1700km che ci ha portato fino a qui, Białystok, a 30km dal confine Bielorusso.
Più di là, che di qua.
Andiamo con ordine.
Un’inequivocabile sveglia rovina un drammatico sonno all’hotel Voroñez: ore 6.00 sono in piedi, bagnato.
Alle 7.00 partenza da Brno, direzione Polonia: dopo circa 60km prima sosta per acquisire delle birre locali (la STAROBRNO), in un supermercato che alle 8.10 del mattino di Sabato era completamente ESAURITO.
Un carnaio.
Susseguentemente è solo viaggio, tranne che una simpatica sosta prandiale ad un autogrill sulla statale Katowice-Varsavia.
Per la Polonia vale lo stesso discorso fatto per la R. Ceca, qui c’è addirittura più verde e più natura.
Per le 17.30 arriviamo a Białystok, dove ad attenderci un’accoglienza in stile reale da parte della famiglia Lulkiewicz. Dopo la sistemazione nelle camere, subito cena.
La successione degli eventi, secondo l’ordine cronologico, è il seguente:
Ore 19.00: inizia la cena con brindisi di wodka.
Ore 19.05: prima portata. Salumi polacchi e antipasti vari. Birra.
Ore 19.07: secondo brindisi con wodka diversa.
Ore 19.10: seconda portata, involtini “piccione” con carne di maiale. Birra.
Ore 19.11: terzo brindisi con wodka.
Ore 19.15: terza portata, zucchine con ripieno di carne. 4/7 della tavola abdicano.
Ore 19.16: quarto brindisi con wodka. Primi segnali di insofferenza.
Ore 19.20: quinto brindisi con wodka. Birra.
Ore 19.30: la tavola viene parzialmente sparecchiata.
Ore 19.35: sesto brindisi con wodka.
Ore 20.00: caffè e dolce. Tavolino spostato a centro giardino.
Ore 20.05: settimo brindisi con wodka.
Ore 20.10-22.00: vari brindisi con wodka.
Ore 22.15: andiamo a letto ubriachi.
Si potrà andare avanti così? Nei giorni a seguire avremo una risposta.
A domani!
Andrea
lunedì 18 luglio 2011
Diario di Viaggio 2010 - Österreich-Polska (8)
Giorno 8 – Vigonovo di Fontanafredda (PN) - Brno, Friuli Venezia Giulia-Morava
La sveglia è stata abbastanza traumatica, non tanto per la sveglia in sé, ma per le ore di sonno complessive e la temperatura da arsura che vigeva nella regione autonoma del FVG.
Questa volta le lenzuola non mi sono rimaste attaccate, previa autodifesa con asciugamani.
Quindi colazione e ultimi preparativi per la partenza, che è avvenuta alle ore 9.00 quando Luca e Federico mi hanno accompagnato all’uscita di Portogruaro (VE), dove la restante parte della famiglia Soler è giunta per prendermi e partire verso la Polonia.
Durante il viaggio nulla da segnalare, se nonchè si può facilmente notare come più ci si avvicina al confine Ceco (che infatti non si vede… va beh) l’anarchia, soprattutto alla guida, aumenti a dismisura.
In Repubblica Ceca, le strade passano lentamente ad uno stato pietoso: raggiungiamo, per farci capire, lo stato della vecchia via Fratelli Piazza.
Mettiamo alla prova la Renault Thalia targata Białystok che risponde alla perfezione.
Analizzando questa prima parte di R.Ceca, possiamo vedere come siano ancora presenti i residui del Regime Sovietico, ma affiancati da una potente voglia di crescere e svilupparsi.
Arrivati a Brno dopo un dedalo incomprensibile di provinciali e cantonali, poniamo la nostra autovettura nel parcheggio del’hotel Voroñez, un casermone degno degli ecomostri di Bari.
Tutto sommato all’interno si dimostra un buon hotel, con addirittura una receptionist che parla italiano (alla velocità di Zoff e Zeman, però molto bene).
La serata si consuma in quel di Brno, nel suo centro storico: per giungerci si prende il tram n°1 (biglietto da 10 minuti!!!) che potrebbe esplodere da un momento all’altro, ma che invece si dimostra sicuro.
In centro, molto ben tenuto e curato e architettonicamente notevole, nonostante qualche clochard stile Piazza Stovani, la sagra della Patata. Ma la Patata quella vera.
Se loro sono ceche, io ci vedo benissimo! Da rifarsi gli occhi!
Quoziente erettivo (QE) di 1:1.
La cena è servita da Svejk, dove non spiaccicano una parola di inglese: ce la caviamo con il simil-polacco di mio fratello. Squallido.
Dopodichè , altro giretto per il centro e tram verso l’albergo, dove ci apprestiamo ad un’altra nottata di passione.
Senza aria condizionata.ù
Hotel Voroñez, ma VAFFANCULO!
Andrea
La sveglia è stata abbastanza traumatica, non tanto per la sveglia in sé, ma per le ore di sonno complessive e la temperatura da arsura che vigeva nella regione autonoma del FVG.Questa volta le lenzuola non mi sono rimaste attaccate, previa autodifesa con asciugamani.
Quindi colazione e ultimi preparativi per la partenza, che è avvenuta alle ore 9.00 quando Luca e Federico mi hanno accompagnato all’uscita di Portogruaro (VE), dove la restante parte della famiglia Soler è giunta per prendermi e partire verso la Polonia.
Durante il viaggio nulla da segnalare, se nonchè si può facilmente notare come più ci si avvicina al confine Ceco (che infatti non si vede… va beh) l’anarchia, soprattutto alla guida, aumenti a dismisura.
In Repubblica Ceca, le strade passano lentamente ad uno stato pietoso: raggiungiamo, per farci capire, lo stato della vecchia via Fratelli Piazza.
Mettiamo alla prova la Renault Thalia targata Białystok che risponde alla perfezione.
Analizzando questa prima parte di R.Ceca, possiamo vedere come siano ancora presenti i residui del Regime Sovietico, ma affiancati da una potente voglia di crescere e svilupparsi.
Arrivati a Brno dopo un dedalo incomprensibile di provinciali e cantonali, poniamo la nostra autovettura nel parcheggio del’hotel Voroñez, un casermone degno degli ecomostri di Bari.
Tutto sommato all’interno si dimostra un buon hotel, con addirittura una receptionist che parla italiano (alla velocità di Zoff e Zeman, però molto bene).
La serata si consuma in quel di Brno, nel suo centro storico: per giungerci si prende il tram n°1 (biglietto da 10 minuti!!!) che potrebbe esplodere da un momento all’altro, ma che invece si dimostra sicuro.
In centro, molto ben tenuto e curato e architettonicamente notevole, nonostante qualche clochard stile Piazza Stovani, la sagra della Patata. Ma la Patata quella vera.
Se loro sono ceche, io ci vedo benissimo! Da rifarsi gli occhi!
Quoziente erettivo (QE) di 1:1.
La cena è servita da Svejk, dove non spiaccicano una parola di inglese: ce la caviamo con il simil-polacco di mio fratello. Squallido.
Dopodichè , altro giretto per il centro e tram verso l’albergo, dove ci apprestiamo ad un’altra nottata di passione.
Senza aria condizionata.ù
Hotel Voroñez, ma VAFFANCULO!
Andrea
lunedì 19 luglio 2010
Diario di Viaggio 2010 - Österreich-Polska (7)
Giorno 7 – Klagenfurt-Vigonovo di Fontanafredda (PN), Kärnten-Friuli Venezia Giulia
Sveglia sotto il solito caldo stratosferico in quel di Ferlach. Al mio rialzarmi dal letto, ho portato con me le lenzuola.
A parte questo disguido iniziale, la partenza è stata data per le ore 10.00, dopo aver disinfestato per bene le nostre stanze contro la fauna locale.
Dopo aver superato montagne, laghi, foreste e rocce carsiche, e soprattutto dopo aver scongiurato il pericolo mattoni, copertoni, sbarre e materiali vari sulla carreggiata, arriviamo in quel di Udine, dove in brevissimo tempo scarico i bagagli e prendo la via ferrata verso Sacile-Fontanafredda (PN).
In realtà salgo su un treno senza saperne la destinazione, sapendo soltanto l’orario approssimativo di partenza.
Fortunatamente è quello giusto. Tra l’altro ringrazio cordialmente la macchina automatica per i biglietti, che mi ha forgiato 5€ di resto in monete da 50cent.
Arrivo a Fontanafredda (PN) (e non Sacile) dove sono l’unico a scendere e dove Luca F. mi sta aspettando.
A lui ho chiesto asilo per non fare 700km per due volte in due giorni sulla stessa strada.
Dopo un pomeriggio passato con il GREST autoctono (a scoprirne pregi e difetti), viriamo per il regalo di compleanno.
Questo regalo viene deciso in 5 minuti ed ovviamente non può essere una cosa troppo semplice. Infatti è un cane.
Sembra che qui, a non avere animali domestici, sei emarginato.
Assieme a Daniele, amico di Luca, prendiamo la via per Cecchini di Pasiano (PN) per recuperare il quadrupede da una figura strana, una specie di gattara dei Simpson in versione canina.
Tra i 1200 cani, Daniele e Luca scelgono il più adatto per il loro amico festeggiato, Federico.
La scelta, per cause ignote, si rivela errata: l’incubo PUZFOOT incombe sulla mia testa.
Dopo 10 minuti di tragitto tranquillo, il simpatico cagnolino decide di farci vedere come la padrona amava nutrirlo, rigurgitando circa 2kg di scatolette piene di bocconcini.
Daniele è il destinatario di questa rivisitazione.
Come se non bastasse, decide di cambiare via di espulsione, defecando enormemente sui sedili posteriori e sul navigatore satellitare sempre del povero Daniele.
Quest’ultimo, più calmo di Fudo, ospita l’auto per i lavaggi del caso.
La serata di festa per Federico è proseguita nel ristorante brasiliano, che sfornava carne peggio che al “Maggiolino”.
Nel post-serata, i friulani hanno cercato di farsi valere, sfidandomi ad una gara alcolica.
Al grido di “Guarda i Friulani come vanno!!!!”, cercano di farmi bere l’impossibile, ma rispondo colpo su colpo.
Come dice qualcuno, senza la Lombardia, l’Italia morirebbe in 5 giorni.
LOMBARDIA 1
FRIULI V.G. 0
E andiamo!
Andrea
Sveglia sotto il solito caldo stratosferico in quel di Ferlach. Al mio rialzarmi dal letto, ho portato con me le lenzuola.A parte questo disguido iniziale, la partenza è stata data per le ore 10.00, dopo aver disinfestato per bene le nostre stanze contro la fauna locale.
Dopo aver superato montagne, laghi, foreste e rocce carsiche, e soprattutto dopo aver scongiurato il pericolo mattoni, copertoni, sbarre e materiali vari sulla carreggiata, arriviamo in quel di Udine, dove in brevissimo tempo scarico i bagagli e prendo la via ferrata verso Sacile-Fontanafredda (PN).
In realtà salgo su un treno senza saperne la destinazione, sapendo soltanto l’orario approssimativo di partenza.
Fortunatamente è quello giusto. Tra l’altro ringrazio cordialmente la macchina automatica per i biglietti, che mi ha forgiato 5€ di resto in monete da 50cent.
Arrivo a Fontanafredda (PN) (e non Sacile) dove sono l’unico a scendere e dove Luca F. mi sta aspettando.
A lui ho chiesto asilo per non fare 700km per due volte in due giorni sulla stessa strada.
Dopo un pomeriggio passato con il GREST autoctono (a scoprirne pregi e difetti), viriamo per il regalo di compleanno.
Questo regalo viene deciso in 5 minuti ed ovviamente non può essere una cosa troppo semplice. Infatti è un cane.
Sembra che qui, a non avere animali domestici, sei emarginato.
Assieme a Daniele, amico di Luca, prendiamo la via per Cecchini di Pasiano (PN) per recuperare il quadrupede da una figura strana, una specie di gattara dei Simpson in versione canina.
Tra i 1200 cani, Daniele e Luca scelgono il più adatto per il loro amico festeggiato, Federico.
La scelta, per cause ignote, si rivela errata: l’incubo PUZFOOT incombe sulla mia testa.
Dopo 10 minuti di tragitto tranquillo, il simpatico cagnolino decide di farci vedere come la padrona amava nutrirlo, rigurgitando circa 2kg di scatolette piene di bocconcini.
Daniele è il destinatario di questa rivisitazione.
Come se non bastasse, decide di cambiare via di espulsione, defecando enormemente sui sedili posteriori e sul navigatore satellitare sempre del povero Daniele.
Quest’ultimo, più calmo di Fudo, ospita l’auto per i lavaggi del caso.
La serata di festa per Federico è proseguita nel ristorante brasiliano, che sfornava carne peggio che al “Maggiolino”.
Nel post-serata, i friulani hanno cercato di farsi valere, sfidandomi ad una gara alcolica.
Al grido di “Guarda i Friulani come vanno!!!!”, cercano di farmi bere l’impossibile, ma rispondo colpo su colpo.
Come dice qualcuno, senza la Lombardia, l’Italia morirebbe in 5 giorni.
LOMBARDIA 1
FRIULI V.G. 0
E andiamo!
Andrea
Diario di Viaggio 2010 - Österreich-Polska (6)
Giorno 6 – Graz-Klagenfurt, Steinmark-Kärnten
Ma che bella seratina ieri sera nella seconda città più grande d’Austria.
Usciti dalla stanza d’albergo, prendiamo la cartina tascabile di Graz (un lenzuolo di 6m x 3) e con il navigatore acceso in circa 15 minuti ci ritroviamo nel grazioso centro storico di Graz.
Parcheggiamo il trattore sulle strisce blu all’aperto confidando nella sincera onestà del popolo Graziano, o Graziese.
Verso le 20.45 decidiamo di procedere per un’intensa e formativa visita del centro storico di Graz e dei suoi monumenti. Alle 20.50, terminate le spiegazioni e dopo esserci ritagliati anche uno spazio per le foto, capiamo che il tempo è maturo affinché il nostro duodeno si scateni in febbrili balletti.
È tempo di cena e come spesso accade ci affidiamo al prezioso consiglio ROTTARDIANO, coadiuvato dal nostro istinto.
E anche questa volta facciamo centro. In tutti i sensi.
Il locale è in centro, noi facciamo centro; l’unica cosa che non è in centro è il tavolino, posto ad una pendenza del 20-25% su dei ciottoli instabili.
Sorpassiamo la pagina dei minestroni e scegliamo un più leggero GULASH, composto da: UOVO ALL’OCCHIO DI BUE, MANZO, DECILITRI DI SUGO, WURSTEL e CANEDERLI. Andrea si butta su di un piatto dietetico composto da LARDO FRITTO e CARNE probabilmente fritta.
La peculiarità del locale è la porzione del piatto atta a sfamare quanto meno una comitiva Unicef.
Verità che scopriamo poco dopo nella scelta dei dolci. Ci pervengono al tavolo:
N.2 CREPES al GELATO (due lenzuola) CON CIOCCOLATO FUSO e 3 K2 di PANNA (io e Andrea)
N.1 TORTONE di PASSATO di MARRONI (circa 1kg) e 3 EVEREST di PANNA (Fudo)
Terminato il dolce un simpatico quanto inaspettato temporale scoppia al tavolo e contribuisce, con alcuni imbarazzanti colpi di tosse, all’ilarità generale.
Sospettiamo che nel tortone di Fudo siano state nascoste sostanza stupefacenti.
Pagato il conto (molto onesto) decidiamo di camminare un po’ per contribuire ad aiutare una digestione che poi si è dimostrata molto impegnativa.
Nella notte si sono manifestati alcuni presunti avvenimenti, fra i quali ricordiamo:
Visita della Contessa Serbelloni Mazzanti Vien dal Mare
Partita a Poker con alcuni cani
Miraggi-Visioni mistiche-Bruno Vespa senza nei.
Sveglia laboriosa questa mattina. Dopo aver depredato il buffet della simpatica magione ci prepariamo per la partenza a Klagenfurt, dove ti rubano i portafogli.
A dopo
Luca
Ancora tutto bagnato dalla piscina vi scrivo da questa Carcoforo della Carinzia, che ci sta ospitando per questo ultimo giorno in terra Asburgica.
La nostra metà sarebbe stata Klagenfurt, ma booking ci ha dirottati in questa località a 25km dalla città.
Stamattina sveglia a Graz e colazione lorda, nonostante i postumi della serata di ieri con ancora il massiccio di marroni e panna che si faceva sentire per vie traverse.
Per la ripartenza ce la siamo presa con calma: aggiornamento blog, qualche news da internet e poi via verso la Carinzia, patria natale del compianto Jorge Heider.
Ipnotizzo Fudo e lo convinco a farmi guidare la Fusion. Il tragitto è tranquillo, il tempo è bello e il caldo continua a bruciarci per bene.
Scopriamo di essere un pelo in periferia rispetto a Klagenfurt, ma non importa… siamo quasi più vicini alla Solvenia…
Per arrivare in questo paesino lontano da Dio, abbiamo valicato passi e superato valli, attraversato foreste e sfidato temporali, caldo e vento.
Ci accoglie una simpatica signora dalla tonda stazza: ci dice che ha partecipato a Velone e ci consegna le chiavi, stanza n.1 per Fudo e stanza n.2 per me e Luca.
Ma è una scottante rivelazione quella che ci cambia la giornata: “Racazzi, potete ussare la piscina qvi a fianco!”.
Noi che volevamo andare al lago, ma né la voglia né la benzina lo permettevano, ripieghiamo su questa comoda e utile soluzione che (pensate un po’) ci fa anche saltare il pranzo (ora mi mangerei anche un bisonte).
Sulla swimming pool conosciamo (solo di vista) tre simpatiche ragazze autoctone, una mora dal peso approssimativo di 120kg, una bionda orrenda con l’adipe in ogni dove, e infine una figa pazzesca.
Le barriere linguistiche non ci fermano, utilizziamo la musica come linguaggio universale.
Tra un bagno e l’altro (e una caldazza tragica) riusciamo a capire che sono Austriache, ma lo sapevamo già.
Non siamo riusciti neanche a storcerle neanche i nomi di battesimo.
Mestamente ora faremo la doccia.
A dopo
Andrea
PS: con la sfiga che abbiamo, se chiedevamo loro di uscire con noi stasera, avremmo scoperto che avevano (aveva, ce ne interessava solo una…) 12 anni. Anche se così formate (formata) mi sembra strano…
Sfruttando questi brevi periodi che il tempo ci concede, mi siedo sulla sedia e sul balcone di questa grazione Gasthaus a Ferlach e tenterò, o cari pragmatici lettori di codeste missive di narrarvi gli accadimenti pomeridiani.
Sono le 18.30, ma non per questo non rispetterò l’ordine cronologico. E cronologico sia.
Sistemiamo i bagagli nella macchina e con fare circospetto Andrea aziona il pedale acceleratore e rilascia il pedale frizione affinché l’abitacolo ormai privo di Ossigeno e qualsivoglia forma di vita si azioni.
Il viaggio tra Graz (Preg) e Klagenfurt (Ferlach) procede liscio e tranquillo. Mi sveglio dal sedile posteriore quando già l’autostrada è un lontano ricordo.
Percorriamo la statale che collega Klagenfurt al suo lago.
Quando i cartelli segnano il lago a destra, noi inesorabilmente svoltiamo a sinistra (sempre strategici nelle scelte) e percorriamo alcuni km tra arbusti, binari del treno, alberi, binari del treno, paludi ed infine alcuni binari del treno.
Giungiamo così alla periferia di Ferlach, in questa simpaticissima locanda dal nome a me incomprensibile.
Ci accoglie la padrona di casa che, alla domanda “parla inglese?”, risponde,: “IEEEAHUA”, con forte accento texano.
Alchè sfoggio la mia parlantina con “We have riserved two rooms”. Un’onda di panico e alcuni sfocati ricordi passano nello sguardo della cara signora, la quale non risponde ma prende due chiavi e lentamente mi accompagna al secondo piano, dove ci assegna camere 1 e 2.
Mi saluta con un “IEEEAHUA”. Un caro “IEEEAHUA” a te, cara la mia tedescona.
Pomeriggio lago? Macchè.
Sfruttiamo appieno la piscina del condominio a fianco, dove, con nostra grande gioia, e gioia per le nostre pupille, tre donne prendono il sole.
Purtroppo non parlando la lingua degli aborigeni locali, non riusciamo ad attaccare bottone.
Capiamo però nell’ordine:
Sono austriache
Parlano tedesco
Una si chiama Lisa
Hanno un gatto che si chiama Cina
Sono austriache
Il pomeriggio passa tranquillo nell’ormai abituale callara locale.
Una delle tre austriache sfoggia in continuazione pose erotiche, provocando disturbi e commenti clamorosi.
Un membro del gruppo, cui ci riserviamo di mantenere l’anonimato, ma diremo che l’è brut, magher e pelaà, dice: “Madre, guarda che due brufoloni!”.
Dopo una doccia fredda, sarà Klagenfurt e Babylon!
Imperdibile amici!
Luca
Ed eccomi qui, tra il canto di grilli (fuori) e il volo delle farfalle (dentro) che concludono la cronaca austriaca.
Già, domani si parte in direzione Italia, dove Luca e Fudo torneranno a Milano ed io mi fermerò in Friuli, in attesa per ripartire per la Polonia.
La mia casa dolce casa dovrà aspettare ancora un po’. Fortunatamente forse, visto le temperature africane.
La metà della serata è Klagenfurt, una località che si affaccia su un simpatico lago (WortherSee) che gli autoctoni considerano un loro mare e quindi le sue sponde una sorta di riviera.
Essendo troppo vicini alla città (ricordo che siamo in una valle superlaterale), decidiamo di circumnavigare il lago (lungo 21km) e solo dopo cercare un ristorante per cena.
Non mangiamo da stamattina, la voglia di cibo è quanto mai alta, anche perché con questo pomeriggio da Pole Position (sole… figa… e sei in Pole Position) il corpo ha bisogno di urgenti nutrienti (il testosterone ha fatto il suo…).
Scegliamo un ristorante italiano, anzi un’osteria in cui ci portano cose che voi non potete neanche immaginare.
Menù:
Mozzarella “originale” di bufala con verdure (peperoni e zucchine)
Carpaccio
Pasta alla carbonara
Pasta del giorno: pasta, spezzatino, pancetta, funghi, sugo strano
Birre
Acqua gasata
Espressi
Con questo caldo, e con questo sonno, è una mazzata.
Solo l’alzarsi in piedi per pagare, è uno sforzo tremendo.
Optiamo per una passeggiatina digestiva: una maratona per le piazze della città, alla ricerca di una fontana potabile che non troviamo.
Totale km percorsi: 12,5.
La Fusion ci riporta quindi nel nostro Garni per le operazioni pre-notturne, questa sera quanto mai difficoltose.
SALITA IN CAMERA: barcollando apriamo le porte con un silenzio degno del miglior 007. Tosse tra i vicini
ESPULSIONE DEFECATORIA: Fudo intasa il cesso. Finisce solo per non essere straziato dall’olezzo. Chiede asilo politico nella camera 2. Concesso.
AREAZIONE CAMERE: in tempi brevi, vengono spalancate le finestre, con scarsi risultati. Sempre troppo caldo. Si rimane attaccati alle lenzuola. Minacce di dormire fuori.
CONTRAEREA: tutta la fauna volatile attacca la camera 2. Fudo, come detto, ha attivato il suo personalissimo zampirone. La sua estinzione non è semplice. Scongiurata la chiamata al WWF.
Terminate queste operazioni, raggiungo Luca nel letto, non so se stia dormendo, ma ogni tanto esegue una profonda esplorazione anale con il suo dito. Spero sia cosciente nel frattempo.
Io ho appena ucciso un insetto sul diario: non lo avrete mai!
Un caro saluto, io andrò avanti con il diario anche dalla Polonia, dove forse nuovi ospiti lo potranno arricchire!!
AUF WIEDERSEHEN! Oppure AUF WIEDERHESEN!!
Insomma arrivederci!
Andrea
PS: il pensiero in testa della tipa di oggi pomeriggio non ci abbandona…
Ma che bella seratina ieri sera nella seconda città più grande d’Austria.Usciti dalla stanza d’albergo, prendiamo la cartina tascabile di Graz (un lenzuolo di 6m x 3) e con il navigatore acceso in circa 15 minuti ci ritroviamo nel grazioso centro storico di Graz.
Parcheggiamo il trattore sulle strisce blu all’aperto confidando nella sincera onestà del popolo Graziano, o Graziese.
Verso le 20.45 decidiamo di procedere per un’intensa e formativa visita del centro storico di Graz e dei suoi monumenti. Alle 20.50, terminate le spiegazioni e dopo esserci ritagliati anche uno spazio per le foto, capiamo che il tempo è maturo affinché il nostro duodeno si scateni in febbrili balletti.
È tempo di cena e come spesso accade ci affidiamo al prezioso consiglio ROTTARDIANO, coadiuvato dal nostro istinto.
E anche questa volta facciamo centro. In tutti i sensi.
Il locale è in centro, noi facciamo centro; l’unica cosa che non è in centro è il tavolino, posto ad una pendenza del 20-25% su dei ciottoli instabili.
Sorpassiamo la pagina dei minestroni e scegliamo un più leggero GULASH, composto da: UOVO ALL’OCCHIO DI BUE, MANZO, DECILITRI DI SUGO, WURSTEL e CANEDERLI. Andrea si butta su di un piatto dietetico composto da LARDO FRITTO e CARNE probabilmente fritta.
La peculiarità del locale è la porzione del piatto atta a sfamare quanto meno una comitiva Unicef.
Verità che scopriamo poco dopo nella scelta dei dolci. Ci pervengono al tavolo:
N.2 CREPES al GELATO (due lenzuola) CON CIOCCOLATO FUSO e 3 K2 di PANNA (io e Andrea)
N.1 TORTONE di PASSATO di MARRONI (circa 1kg) e 3 EVEREST di PANNA (Fudo)
Terminato il dolce un simpatico quanto inaspettato temporale scoppia al tavolo e contribuisce, con alcuni imbarazzanti colpi di tosse, all’ilarità generale.
Sospettiamo che nel tortone di Fudo siano state nascoste sostanza stupefacenti.
Pagato il conto (molto onesto) decidiamo di camminare un po’ per contribuire ad aiutare una digestione che poi si è dimostrata molto impegnativa.
Nella notte si sono manifestati alcuni presunti avvenimenti, fra i quali ricordiamo:
Visita della Contessa Serbelloni Mazzanti Vien dal Mare
Partita a Poker con alcuni cani
Miraggi-Visioni mistiche-Bruno Vespa senza nei.
Sveglia laboriosa questa mattina. Dopo aver depredato il buffet della simpatica magione ci prepariamo per la partenza a Klagenfurt, dove ti rubano i portafogli.
A dopo
Luca
Ancora tutto bagnato dalla piscina vi scrivo da questa Carcoforo della Carinzia, che ci sta ospitando per questo ultimo giorno in terra Asburgica.La nostra metà sarebbe stata Klagenfurt, ma booking ci ha dirottati in questa località a 25km dalla città.
Stamattina sveglia a Graz e colazione lorda, nonostante i postumi della serata di ieri con ancora il massiccio di marroni e panna che si faceva sentire per vie traverse.
Per la ripartenza ce la siamo presa con calma: aggiornamento blog, qualche news da internet e poi via verso la Carinzia, patria natale del compianto Jorge Heider.
Ipnotizzo Fudo e lo convinco a farmi guidare la Fusion. Il tragitto è tranquillo, il tempo è bello e il caldo continua a bruciarci per bene.
Scopriamo di essere un pelo in periferia rispetto a Klagenfurt, ma non importa… siamo quasi più vicini alla Solvenia…
Per arrivare in questo paesino lontano da Dio, abbiamo valicato passi e superato valli, attraversato foreste e sfidato temporali, caldo e vento.
Ci accoglie una simpatica signora dalla tonda stazza: ci dice che ha partecipato a Velone e ci consegna le chiavi, stanza n.1 per Fudo e stanza n.2 per me e Luca.
Ma è una scottante rivelazione quella che ci cambia la giornata: “Racazzi, potete ussare la piscina qvi a fianco!”.
Noi che volevamo andare al lago, ma né la voglia né la benzina lo permettevano, ripieghiamo su questa comoda e utile soluzione che (pensate un po’) ci fa anche saltare il pranzo (ora mi mangerei anche un bisonte).
Sulla swimming pool conosciamo (solo di vista) tre simpatiche ragazze autoctone, una mora dal peso approssimativo di 120kg, una bionda orrenda con l’adipe in ogni dove, e infine una figa pazzesca.
Le barriere linguistiche non ci fermano, utilizziamo la musica come linguaggio universale.
Tra un bagno e l’altro (e una caldazza tragica) riusciamo a capire che sono Austriache, ma lo sapevamo già.
Non siamo riusciti neanche a storcerle neanche i nomi di battesimo.
Mestamente ora faremo la doccia.
A dopo
Andrea
PS: con la sfiga che abbiamo, se chiedevamo loro di uscire con noi stasera, avremmo scoperto che avevano (aveva, ce ne interessava solo una…) 12 anni. Anche se così formate (formata) mi sembra strano…
Sfruttando questi brevi periodi che il tempo ci concede, mi siedo sulla sedia e sul balcone di questa grazione Gasthaus a Ferlach e tenterò, o cari pragmatici lettori di codeste missive di narrarvi gli accadimenti pomeridiani.Sono le 18.30, ma non per questo non rispetterò l’ordine cronologico. E cronologico sia.
Sistemiamo i bagagli nella macchina e con fare circospetto Andrea aziona il pedale acceleratore e rilascia il pedale frizione affinché l’abitacolo ormai privo di Ossigeno e qualsivoglia forma di vita si azioni.
Il viaggio tra Graz (Preg) e Klagenfurt (Ferlach) procede liscio e tranquillo. Mi sveglio dal sedile posteriore quando già l’autostrada è un lontano ricordo.
Percorriamo la statale che collega Klagenfurt al suo lago.
Quando i cartelli segnano il lago a destra, noi inesorabilmente svoltiamo a sinistra (sempre strategici nelle scelte) e percorriamo alcuni km tra arbusti, binari del treno, alberi, binari del treno, paludi ed infine alcuni binari del treno.
Giungiamo così alla periferia di Ferlach, in questa simpaticissima locanda dal nome a me incomprensibile.
Ci accoglie la padrona di casa che, alla domanda “parla inglese?”, risponde,: “IEEEAHUA”, con forte accento texano.
Alchè sfoggio la mia parlantina con “We have riserved two rooms”. Un’onda di panico e alcuni sfocati ricordi passano nello sguardo della cara signora, la quale non risponde ma prende due chiavi e lentamente mi accompagna al secondo piano, dove ci assegna camere 1 e 2.
Mi saluta con un “IEEEAHUA”. Un caro “IEEEAHUA” a te, cara la mia tedescona.
Pomeriggio lago? Macchè.
Sfruttiamo appieno la piscina del condominio a fianco, dove, con nostra grande gioia, e gioia per le nostre pupille, tre donne prendono il sole.
Purtroppo non parlando la lingua degli aborigeni locali, non riusciamo ad attaccare bottone.
Capiamo però nell’ordine:
Sono austriache
Parlano tedesco
Una si chiama Lisa
Hanno un gatto che si chiama Cina
Sono austriache
Il pomeriggio passa tranquillo nell’ormai abituale callara locale.
Una delle tre austriache sfoggia in continuazione pose erotiche, provocando disturbi e commenti clamorosi.
Un membro del gruppo, cui ci riserviamo di mantenere l’anonimato, ma diremo che l’è brut, magher e pelaà, dice: “Madre, guarda che due brufoloni!”.
Dopo una doccia fredda, sarà Klagenfurt e Babylon!
Imperdibile amici!
Luca
Ed eccomi qui, tra il canto di grilli (fuori) e il volo delle farfalle (dentro) che concludono la cronaca austriaca.Già, domani si parte in direzione Italia, dove Luca e Fudo torneranno a Milano ed io mi fermerò in Friuli, in attesa per ripartire per la Polonia.
La mia casa dolce casa dovrà aspettare ancora un po’. Fortunatamente forse, visto le temperature africane.
La metà della serata è Klagenfurt, una località che si affaccia su un simpatico lago (WortherSee) che gli autoctoni considerano un loro mare e quindi le sue sponde una sorta di riviera.
Essendo troppo vicini alla città (ricordo che siamo in una valle superlaterale), decidiamo di circumnavigare il lago (lungo 21km) e solo dopo cercare un ristorante per cena.
Non mangiamo da stamattina, la voglia di cibo è quanto mai alta, anche perché con questo pomeriggio da Pole Position (sole… figa… e sei in Pole Position) il corpo ha bisogno di urgenti nutrienti (il testosterone ha fatto il suo…).
Scegliamo un ristorante italiano, anzi un’osteria in cui ci portano cose che voi non potete neanche immaginare.
Menù:
Mozzarella “originale” di bufala con verdure (peperoni e zucchine)
Carpaccio
Pasta alla carbonara
Pasta del giorno: pasta, spezzatino, pancetta, funghi, sugo strano
Birre
Acqua gasata
Espressi
Con questo caldo, e con questo sonno, è una mazzata.
Solo l’alzarsi in piedi per pagare, è uno sforzo tremendo.
Optiamo per una passeggiatina digestiva: una maratona per le piazze della città, alla ricerca di una fontana potabile che non troviamo.
Totale km percorsi: 12,5.
La Fusion ci riporta quindi nel nostro Garni per le operazioni pre-notturne, questa sera quanto mai difficoltose.
SALITA IN CAMERA: barcollando apriamo le porte con un silenzio degno del miglior 007. Tosse tra i vicini
ESPULSIONE DEFECATORIA: Fudo intasa il cesso. Finisce solo per non essere straziato dall’olezzo. Chiede asilo politico nella camera 2. Concesso.
AREAZIONE CAMERE: in tempi brevi, vengono spalancate le finestre, con scarsi risultati. Sempre troppo caldo. Si rimane attaccati alle lenzuola. Minacce di dormire fuori.
CONTRAEREA: tutta la fauna volatile attacca la camera 2. Fudo, come detto, ha attivato il suo personalissimo zampirone. La sua estinzione non è semplice. Scongiurata la chiamata al WWF.
Terminate queste operazioni, raggiungo Luca nel letto, non so se stia dormendo, ma ogni tanto esegue una profonda esplorazione anale con il suo dito. Spero sia cosciente nel frattempo.
Io ho appena ucciso un insetto sul diario: non lo avrete mai!
Un caro saluto, io andrò avanti con il diario anche dalla Polonia, dove forse nuovi ospiti lo potranno arricchire!!
AUF WIEDERSEHEN! Oppure AUF WIEDERHESEN!!
Insomma arrivederci!
Andrea
PS: il pensiero in testa della tipa di oggi pomeriggio non ci abbandona…
Diario di Viaggio 2010 - Österreich-Polska (5)
13/07/2010, 5° giorno – Wien-Graz, Wiener Stadt-Steinmark
Mi scuso con i lettori per non aver scritto ieri sul diario di
bordo, impegnato più nella stesura on-line delle vecchie pagine, nel tempo lasciatomi a disposizione dalla nostra guida turistica dott. Fudo.
Chiedo nuovamente venia e prometto autoflagellazione nella giornata che sta per cominciare.
Affrontiamo quindi un rapido excursus della giornata di ieri.
La sveglia nel box della McLaren al GP di Vienna è stata tranquilla: nel caldo dell’asfalto e tra i rumori dei bolidi che sfrecciavano nella parabolica Cryston ci siamo ridestati per affrontare la colazione nel paddock.
Ad attenderci Bernie Eccleston, anche lui appena svegliatosi.
Decidiamo, quindi, di procedere con la visita della città: c’è solo da scegliere con quale mezzo!
Rifiutiamo subito la proposta di Alonso di prendere la sua monoposto, e davanti al metrò viriamo sul mezzo a due ruote.
Il Bike Sharing è una grande idea, soprattutto se a Vienna ci sono circa 800 km di piste ciclabili che noi vogliamo sfruttare a pieno ritmo.
Per usufruire di questo utile servizio, urge la registrazione per mezzo di carta di credito al costo di € 1,00 presso le apposite cabine.
Seguendo le istruzioni in Italiano, velocemente compiamo il decisivo passo verso i velocipedi.
Nel tempo record di 1h 52min e 20sec siamo riusciti ad estrarre le nostre bellissime biciclette dai forzieri: scopriamo inoltre che nel caso di rottura, ci verrà addebitata la somma di € 600,00. Per queste biciclette di merda?
Con € 600,00 gli compro anche la bicicletta di Coppi e Bartali.
Ormai raggiunto lo stato liquido, arriviamo nel deposito biciclette del castello di Schönbrunn, dimora di principesse ed imperatori.
Una visita alle facciate non ce la toglie nessuno, dopo aver scoperto che l’entrata nelle sale costava € 16,50 e occupava mezza giornata.
Inoltre, riusciamo ad acquistare 3 bottigliette d’acqua per una cifra importante.
Circa € 7,50. Un’affare.
Ripreso il velocipede, direzione centro, rischiamo la vita sulla discesa verso HeidelPlatz: sembra che i nostri bolidi a velocità superiori ai 15 km/h perdano i pezzi e si smontino inesorabilmente. Già a velocità più basse, rumori sordi provenienti dal sottosella mi intimavano una fermata.
Finalmente in StephanPlatz, cerchiamo un deposito biciclette, dato che i nostri deretani sono ormai piatti e stanno lentamente evaporando al Sole d’Austria.
Praticamente, parcheggiamo la bici sul Naviglio per andare in Duomo.
Mc Donald’s e poi cattedrale.
Da sottolineare come i WC del Mc Donald’s siano addirittura muniti di codice d’accesso. Oppure Codice Da Cesso. Non so. Comunque, 1215.
Nel pomeriggio avanzato visita al Prater.
Per darvi idea, è un po’ come Gardaland a Trenno. Gratis!
Giriamo scoprendo attrazioni incredibili e mai viste e infine puntiamo alla ruota panoramica, dove Fudo può sfogare la sua vena fotografica.
Dopodiché è un mesto ritorno a casa. I nostri corpi ormai gassosi non hanno neanche più la difficoltà di superare il circuito di Indianapolis sotto l’albergo, dove si stava percorrendo la 500 miglia.
Doccia e serata, con cena consumata in una graziosa trattoria simil-italica dove mangiamo caprese, lenticchie e agnello, alla spesa forse un po’ eccessiva di … non diciamo quanto.
Per raggiungere il ristorante abbiamo effettuato ben due periplei della città vecchia.
Desistiamo al post-cena e torniamo a casa, dove aggiorniamo on-line il blog.
Una particolare attenzione va rivolta alla nottata appena trascorsa.
Per non tornare allo stato gassoso, acquistiamo una bottiglia d’acqua (ad un costo sempre più alto) che Fudo termina prima del rientro in camera.
Ma soprattutto, abbiamo avuto una posizione privilegiata sulla vittoria di Mario Andretti alla gara di Daytona, battendo sulla linea del traguardo il rivale Montoya.
Inoltre, dopo 4 ore di sonno a 35°, una tromba d’aria scuote Vienna nella notte. Una ventazza inenarrabile, senza pioggia purtroppo, che sembrava ci fosse l’Arrigoni che stava mettendo la macchina in box.
Ora ci sono i tagliaerba nel framezzo del circuito.
Speriamo non ci siano i test della Ferrari stamattina.
Altrimenti, rimarremo bloccati qui nella tribuna stampa.
A dopo per un resoconto da Graz.
Andrea
Questa mattina sarò brevissimo.
Sul tavolino rotondo 3 x 2,5 della camera dell’Hotel Cryston con i gomiti che ripetutamente cadono da un lato o dall’altro dei suoi bordi, vorrei proporvi delle brevi ma intense considerazioni riguardo ai due giorni Viennesi.
Un sentito grazie al personale tutto dell’HOTEL CRYSTON. Grazie a Horst Tapper che ci ha accolto di Domenica, con il suo italiano improbabile. Grazie al dottor Menghele, consorte e nipotina per le indicazioni varie ed il consiglio di girare Vienna in bici: “Ja Ja Ja … Good good”. Grazie al portiere di notte, che disturbato da me più volte per svariate bottiglie d’acqua, mi ha maledetto in dialetto Viennese più e più volte.
NB: Dott. Menghele … l’ho beccato a dormire sul divano …
Grazie alla camera dell’Hotel Cryston- La numero 17. La mitica 17. La più ambita da tutti. Da qui il GP di Vienna lo vedi in Pole Position. La strada a 4 corsie con doppia chicane e variante Ascari è trafficata a qualunque ora del giorno. Se poi ci mettiamo anche quelli che tagliano l’erba, siamo a posto.
Grazie al presidente Carraro che per due giorni ha fatto colazione con noi, controllando minuziosamente cosa ingurgitavamo per riportarlo al dott. Menghele.
Grazie alla nipotina della sig.ra Menghele ed i suoi disegni capolavori.
Grazie al Water della 17. Un catino piatto con una “cascata” negli ultimi 10 cm. Uno spettacolo per la vista.
Ora vado a gustarmi l’ultimo giro del GP. Herbie, il maggiolino tutto matto ce la farà?
Dream On …
PS: è appena squillato il telefono… GUTEN MORGEN… DAS IS STIEL DIS RUF…
Cosa vorrà dire? Speriamo di poterlo raccontare…
Quanti eventi ci sarebbero da redigere qui, sulla nostra cronaca austriaca.
Lo spazio è quello che è, il tempo ancora meno.
Però, non si prescinde da queste variabili aleatorie, che nella vita quotidiana sono indispensabili, ma in questa occasione diventano contingenti e fuorvianti, ostacolo ad una narrazione precisa e puntuale.
La bellezza e simpatia degli eventi da raccontare, quindi, prende il sopravvento.
Insomma, scrivo quello che c’è da scrivere. E allora, scriviamo.
La mattinata permette un rapido giro per la Capitale, per ultimare la visita della città ed effettuare alcuni acquisti importanti.
Il caldo, come oramai dal primo giorno, ci sta disidratando sempre di più.
Al posto dei peli, ho oramai dei cactus.
Le compere le effettuiamo dal fan shop Strobl, un simpatico negozio chiuso il martedì mattina fino alle 14.
Probabilmente era alla comunione del figlio. A luglio??
Torniamo comunque per l’orario previsto d’apertura, non senza però aver consumato nell’adiacente caffè Strozzi (eravamo in Strozzigasse, congiuntivo) un fritto pranzo con di fianco Malgioglio.
Acquistati alcuni capi di abbigliamento sportivo torniamo a prendere il nostro bolide nello spazio pattumiera del Cryston Hotel.
Il viaggio verso la cordiale Graz scorre liscio, incontrando (credo) alcune gocce di pioggia (potevano essere mistiche visioni).
In realtà non siamo precisamente nella seconda città d’Austria, bensì un po’ nella Cusago di queste parti, e cioè UNDERSTERSTÄTTEN, una graziosa località immersa nel verde delle campagne della Stiria.
Il nostro hotel comincia con un lussuoso ristorante che dobbiamo attraversare per farci deridere da chi, all’ora del nostro arrivo, stava pranzando o cenando.
Eh sì, perché poteva essere entrambe le cose: alle 17, cosa fai, pranzo o cena? Il ristorante era pure pieno…
Brutti sguardi al mio passare in ciabatte mi hanno fatto accelerare il passo verso la reception, praticamente sita in cucina in un angusto angolo. Il simpatico ragazzo ci porge la chiave e ci indica che la stanza è nell’edificio posteriore.
Doccia e poi via alla serata a Graz. Preg.
La cena è servita da Krebsen Keller, come suggeritoci dalla Routard nella sezione “Cena per pezzenti ingordi”: il grazioso portico è una cornice deliziosa dove poter mangiare all’aria aperta.
Gestito da due ragazzotte ruspanti, il menù scelto prevede:
Canederli con gulasch (Luca e Fudo)
Medaglioni di maiale con lardo e salsa di crema (?) (io)
2 weizen bïre, 1 austrian bïre
Il dolce: un pasto a parte.
Crema di maroni con panna montata: 3kg (Fudo)
Crepes al cioccolato, nocciola con gelato e panna montata: 2,5kg (io e Luca)
A metà piatto, i nostri canali digerenti (inferiori soprattutto) danno segni di squilibri e di insofferenza. Fermare la somministrazione calorica o potrebbe essere pericoloso e irreparabile.
Ma noi non ascoltiamo. Andiamo avanti.
A fine piatto, il danno arriva.
Presi da una trance agonistica non indifferente per l’ottima cena, ci lasciamo andare a facili commenti e risate anacronistiche, che provocano un abbassamento tensorio e nervoso a livello anale.
Fudo ne risente particolarmente e nel più completo silenzio da fiato all’oboe, provocando effetti devastanti.
A nulla è valsa la copertura con tosse e rigurgito parossistico.
Sull’orlo di una crisi glicemica, con il diabete mellito alle porte, optiamo per un digestivo: Mai Tai, Caipiroska e Daiquiri Frozen.
Alle 23.24 ci sfrattano e torniamo mestamente in zona hotel.
Perché per l’hotel vero e proprio, ci vuole almeno un’altra mezz’ora.
Ecco che finalmente, dopo aver sistemato il blog e visto un interessantissimo programma sui vecchi e celebri film del trash italiano, posso andare a letto.
Il caldo prosegue imperterrito. Fuori è fresco.
Ovviamente, abbiamo la finestra chiusa. SE!
Andrea
Mi scuso con i lettori per non aver scritto ieri sul diario dibordo, impegnato più nella stesura on-line delle vecchie pagine, nel tempo lasciatomi a disposizione dalla nostra guida turistica dott. Fudo.
Chiedo nuovamente venia e prometto autoflagellazione nella giornata che sta per cominciare.
Affrontiamo quindi un rapido excursus della giornata di ieri.
La sveglia nel box della McLaren al GP di Vienna è stata tranquilla: nel caldo dell’asfalto e tra i rumori dei bolidi che sfrecciavano nella parabolica Cryston ci siamo ridestati per affrontare la colazione nel paddock.
Ad attenderci Bernie Eccleston, anche lui appena svegliatosi.
Decidiamo, quindi, di procedere con la visita della città: c’è solo da scegliere con quale mezzo!
Rifiutiamo subito la proposta di Alonso di prendere la sua monoposto, e davanti al metrò viriamo sul mezzo a due ruote.
Il Bike Sharing è una grande idea, soprattutto se a Vienna ci sono circa 800 km di piste ciclabili che noi vogliamo sfruttare a pieno ritmo.
Per usufruire di questo utile servizio, urge la registrazione per mezzo di carta di credito al costo di € 1,00 presso le apposite cabine.
Seguendo le istruzioni in Italiano, velocemente compiamo il decisivo passo verso i velocipedi.
Nel tempo record di 1h 52min e 20sec siamo riusciti ad estrarre le nostre bellissime biciclette dai forzieri: scopriamo inoltre che nel caso di rottura, ci verrà addebitata la somma di € 600,00. Per queste biciclette di merda?
Con € 600,00 gli compro anche la bicicletta di Coppi e Bartali.
Ormai raggiunto lo stato liquido, arriviamo nel deposito biciclette del castello di Schönbrunn, dimora di principesse ed imperatori.
Una visita alle facciate non ce la toglie nessuno, dopo aver scoperto che l’entrata nelle sale costava € 16,50 e occupava mezza giornata.
Inoltre, riusciamo ad acquistare 3 bottigliette d’acqua per una cifra importante.
Circa € 7,50. Un’affare.
Ripreso il velocipede, direzione centro, rischiamo la vita sulla discesa verso HeidelPlatz: sembra che i nostri bolidi a velocità superiori ai 15 km/h perdano i pezzi e si smontino inesorabilmente. Già a velocità più basse, rumori sordi provenienti dal sottosella mi intimavano una fermata.
Finalmente in StephanPlatz, cerchiamo un deposito biciclette, dato che i nostri deretani sono ormai piatti e stanno lentamente evaporando al Sole d’Austria.
Praticamente, parcheggiamo la bici sul Naviglio per andare in Duomo.
Mc Donald’s e poi cattedrale.
Da sottolineare come i WC del Mc Donald’s siano addirittura muniti di codice d’accesso. Oppure Codice Da Cesso. Non so. Comunque, 1215.
Nel pomeriggio avanzato visita al Prater.
Per darvi idea, è un po’ come Gardaland a Trenno. Gratis!
Giriamo scoprendo attrazioni incredibili e mai viste e infine puntiamo alla ruota panoramica, dove Fudo può sfogare la sua vena fotografica.
Dopodiché è un mesto ritorno a casa. I nostri corpi ormai gassosi non hanno neanche più la difficoltà di superare il circuito di Indianapolis sotto l’albergo, dove si stava percorrendo la 500 miglia.
Doccia e serata, con cena consumata in una graziosa trattoria simil-italica dove mangiamo caprese, lenticchie e agnello, alla spesa forse un po’ eccessiva di … non diciamo quanto.
Per raggiungere il ristorante abbiamo effettuato ben due periplei della città vecchia.
Desistiamo al post-cena e torniamo a casa, dove aggiorniamo on-line il blog.
Una particolare attenzione va rivolta alla nottata appena trascorsa.
Per non tornare allo stato gassoso, acquistiamo una bottiglia d’acqua (ad un costo sempre più alto) che Fudo termina prima del rientro in camera.
Ma soprattutto, abbiamo avuto una posizione privilegiata sulla vittoria di Mario Andretti alla gara di Daytona, battendo sulla linea del traguardo il rivale Montoya.
Inoltre, dopo 4 ore di sonno a 35°, una tromba d’aria scuote Vienna nella notte. Una ventazza inenarrabile, senza pioggia purtroppo, che sembrava ci fosse l’Arrigoni che stava mettendo la macchina in box.
Ora ci sono i tagliaerba nel framezzo del circuito.
Speriamo non ci siano i test della Ferrari stamattina.
Altrimenti, rimarremo bloccati qui nella tribuna stampa.
A dopo per un resoconto da Graz.
Andrea
Questa mattina sarò brevissimo.Sul tavolino rotondo 3 x 2,5 della camera dell’Hotel Cryston con i gomiti che ripetutamente cadono da un lato o dall’altro dei suoi bordi, vorrei proporvi delle brevi ma intense considerazioni riguardo ai due giorni Viennesi.
Un sentito grazie al personale tutto dell’HOTEL CRYSTON. Grazie a Horst Tapper che ci ha accolto di Domenica, con il suo italiano improbabile. Grazie al dottor Menghele, consorte e nipotina per le indicazioni varie ed il consiglio di girare Vienna in bici: “Ja Ja Ja … Good good”. Grazie al portiere di notte, che disturbato da me più volte per svariate bottiglie d’acqua, mi ha maledetto in dialetto Viennese più e più volte.
NB: Dott. Menghele … l’ho beccato a dormire sul divano …
Grazie alla camera dell’Hotel Cryston- La numero 17. La mitica 17. La più ambita da tutti. Da qui il GP di Vienna lo vedi in Pole Position. La strada a 4 corsie con doppia chicane e variante Ascari è trafficata a qualunque ora del giorno. Se poi ci mettiamo anche quelli che tagliano l’erba, siamo a posto.
Grazie al presidente Carraro che per due giorni ha fatto colazione con noi, controllando minuziosamente cosa ingurgitavamo per riportarlo al dott. Menghele.
Grazie alla nipotina della sig.ra Menghele ed i suoi disegni capolavori.
Grazie al Water della 17. Un catino piatto con una “cascata” negli ultimi 10 cm. Uno spettacolo per la vista.
Ora vado a gustarmi l’ultimo giro del GP. Herbie, il maggiolino tutto matto ce la farà?
Dream On …
PS: è appena squillato il telefono… GUTEN MORGEN… DAS IS STIEL DIS RUF…
Cosa vorrà dire? Speriamo di poterlo raccontare…
Quanti eventi ci sarebbero da redigere qui, sulla nostra cronaca austriaca.Lo spazio è quello che è, il tempo ancora meno.
Però, non si prescinde da queste variabili aleatorie, che nella vita quotidiana sono indispensabili, ma in questa occasione diventano contingenti e fuorvianti, ostacolo ad una narrazione precisa e puntuale.
La bellezza e simpatia degli eventi da raccontare, quindi, prende il sopravvento.
Insomma, scrivo quello che c’è da scrivere. E allora, scriviamo.
La mattinata permette un rapido giro per la Capitale, per ultimare la visita della città ed effettuare alcuni acquisti importanti.
Il caldo, come oramai dal primo giorno, ci sta disidratando sempre di più.
Al posto dei peli, ho oramai dei cactus.
Le compere le effettuiamo dal fan shop Strobl, un simpatico negozio chiuso il martedì mattina fino alle 14.
Probabilmente era alla comunione del figlio. A luglio??
Torniamo comunque per l’orario previsto d’apertura, non senza però aver consumato nell’adiacente caffè Strozzi (eravamo in Strozzigasse, congiuntivo) un fritto pranzo con di fianco Malgioglio.
Acquistati alcuni capi di abbigliamento sportivo torniamo a prendere il nostro bolide nello spazio pattumiera del Cryston Hotel.
Il viaggio verso la cordiale Graz scorre liscio, incontrando (credo) alcune gocce di pioggia (potevano essere mistiche visioni).
In realtà non siamo precisamente nella seconda città d’Austria, bensì un po’ nella Cusago di queste parti, e cioè UNDERSTERSTÄTTEN, una graziosa località immersa nel verde delle campagne della Stiria.
Il nostro hotel comincia con un lussuoso ristorante che dobbiamo attraversare per farci deridere da chi, all’ora del nostro arrivo, stava pranzando o cenando.
Eh sì, perché poteva essere entrambe le cose: alle 17, cosa fai, pranzo o cena? Il ristorante era pure pieno…
Brutti sguardi al mio passare in ciabatte mi hanno fatto accelerare il passo verso la reception, praticamente sita in cucina in un angusto angolo. Il simpatico ragazzo ci porge la chiave e ci indica che la stanza è nell’edificio posteriore.
Doccia e poi via alla serata a Graz. Preg.
La cena è servita da Krebsen Keller, come suggeritoci dalla Routard nella sezione “Cena per pezzenti ingordi”: il grazioso portico è una cornice deliziosa dove poter mangiare all’aria aperta.
Gestito da due ragazzotte ruspanti, il menù scelto prevede:
Canederli con gulasch (Luca e Fudo)
Medaglioni di maiale con lardo e salsa di crema (?) (io)
2 weizen bïre, 1 austrian bïre
Il dolce: un pasto a parte.
Crema di maroni con panna montata: 3kg (Fudo)
Crepes al cioccolato, nocciola con gelato e panna montata: 2,5kg (io e Luca)
A metà piatto, i nostri canali digerenti (inferiori soprattutto) danno segni di squilibri e di insofferenza. Fermare la somministrazione calorica o potrebbe essere pericoloso e irreparabile.
Ma noi non ascoltiamo. Andiamo avanti.
A fine piatto, il danno arriva.
Presi da una trance agonistica non indifferente per l’ottima cena, ci lasciamo andare a facili commenti e risate anacronistiche, che provocano un abbassamento tensorio e nervoso a livello anale.
Fudo ne risente particolarmente e nel più completo silenzio da fiato all’oboe, provocando effetti devastanti.
A nulla è valsa la copertura con tosse e rigurgito parossistico.
Sull’orlo di una crisi glicemica, con il diabete mellito alle porte, optiamo per un digestivo: Mai Tai, Caipiroska e Daiquiri Frozen.
Alle 23.24 ci sfrattano e torniamo mestamente in zona hotel.
Perché per l’hotel vero e proprio, ci vuole almeno un’altra mezz’ora.
Ecco che finalmente, dopo aver sistemato il blog e visto un interessantissimo programma sui vecchi e celebri film del trash italiano, posso andare a letto.
Il caldo prosegue imperterrito. Fuori è fresco.
Ovviamente, abbiamo la finestra chiusa. SE!
Andrea
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