mercoledì 22 luglio 2009

Diario di Viaggio 2009 - Norvegia-Svezia-Finlandia (5)

21/07/2009, 5° giorno – Mo I Rana, Mo Gjestergaard

Buonasera graditi ospiti cibernetici e/o cartacei.
Siamo finalmente nell’agognata e temibile Mo I Rana.
Riepiloghiamo brevemente gli accadimenti odierni.

Sveglia ore 8, nella nostra cameretta, e colazione a base di prosciutto e formaggio. Spoliamo, al solito, il buffet per preparare il pranzo al sacco ed evacuiamo, in tutti i sensi, al di fuori dell’hotel.
Meta, Nord della Norvegia: la Marcallo con Casone nordica; la Lentate sul Membro polare.
Il viaggio è stato notevole, circa 500 km coperti in circa 7 ore.

Lasciamo la grigia Trondheim con una sosta in Autogrill dove la Vale acquista un thè a temperatura di fusione di nocciolo atomico.
Un po’ di rifornimento e via, finalmente verso il sereno.
Il viaggio è stato davvero piacevole; abbiamo percorso la E6 in direzione Nord tra scorci paesaggistici da favola: ghiacciai, laghi (sì, sempre loro), e boschi infiniti di pini.
Piacevole anche la sosta a metà percorso in un area di parcheggio dove abbiamo sperimentato il cesso con apertura diretta sulla fossa biologica.
Un’esperienza che consiglio vivamente a tutti.
Concilia con l’ossigeno e con l’aria pura.
Poi viaggio piuttosto tranquillo fino alla più volta sognata Mo I Rana che subito si presenta con il suo porto laborioso.

Ci trasferiamo nel nostro rifugio: il “Mo Cassano Gjestrudel”, dove la grande soffitta ci aspetta.
Due rampe spaventose di scalini con i nostri bagagli da 50 kg conducono in questo spazioso mansardato.
Eccone una breve descrizione: due letti lunghi 1m69cm incastonati in due piccole soffitte, un letto-divano; un bagno a soffitta con conseguente doccia al buio in soffitta, balconcino papale (con protezioni in ferro), moquette poderosa.
Ora tentiamo di far fungere il wireless; un grave odore di shampoo sta pervadendo l’ambiente, andiamo a cenare e poi, probabilmente, visita al ghiacciaio nei pressi della città.

Il Sole splende in cielo, 16° C.
A dopo.

Luca



Mo’ siamo arrivati! A mo’! Sì, a Mo I Rana, Norvegia!
Una simpatica quando amena località del Nordland, 70 km sotto il Circolo Polare Artico, circondata da alte montagne con nevi perenni, e bagnata dal mare dell’omonimo fiordo.
Il solito ossimoro della natura norvegese.

Il trasferimento è stato molto tranquillo, lo sfondo paesaggistico notevole ci ha permesso numerose soste-fotografie: nonostante i 477 km, ci siamo rilassati per tutto il viaggio, grazie anche ad una specie di palla luminosa che ci dicono si chiami “Sole”.
Arrivati a Mo I Rana e nel Mo Gjestegaard, la tranquillità è stata turbata in modo irrevocabile.
Accolti da stormi di Albatros, gabbiani e altri volatili rumorosi, facciamo irruzione nella stanza: due piani di scale a chiocciola stile torre di Mago Merlino ci portano nella nostra mansarda.
Lo spettro di Windermere è tornato.

Descrizione della stanza:
> materiali: legno massiccio, lavorato a mano, coibenta di calore la vasta stanza; moquette, morbida e confortevole; letti, due…l’altro è un divano duro.
> dimensioni: la mia mansarda di Scopa è più grande.
> arredamento: TV, tavolino, divano-sedia-letto e soprattutto le poltrone.
• Poltrone: più simili a sdraio, sono state progettate con un congegno Vinciano che con un piccolissimo movimento dell’ultima vertebra lombare permette di passare dalla posizioni seduta a quella sdraiata e viceversa.
• Bagno: minimo. La doccia varia dall’altezza di 1.65m a 1.80m. Io non ci sto. Per utilizzare il lavandino devi sederti sul cesso.
Dopo aver fatto la spesa al supermercato e saldato il conto con la lurida del B&B, pronti per la cena e per il ghiacciaio Svartisen. Fa un freddo impossibile.

A dopo

Andrea



Tornati da una prova speciale di Rally.
All’ultima curva, seduto sul sedile posteriore della macchina, un conato di lordissimo vomito mi sorprende, ma io sorprendo lui!
Apro ed al volo esplico l’operazione.
Ma procediamo con il solito ordine.

Alle 7 post meridiane abbandoniamo la mansarda per procedere alla visita della città.
Alle 7.05, terminata la visita delle attrazioni culturali e storica della città, entriamo nel Rana’s Restaurant, dove ci viene applicato un sconto del 20% grazie alla conoscenza con la gentil donna, proprietaria della mansarda.
Un buon piatto di carne con salsina marrone, gelato al cioccolato con crema ai frutti boschivi, coca cola.
Euro 23 circa a cranio.

Decidiamo infine, per terminare la serata, di approcciare la temibile provinciale, direzione ghiacciaio Svartisen.
100 km andata e ritorno per non vedere una fava di nulla, tranne 3 estoni in gita con una macchina tremenda.
Ora, nella nostra mansarda, sistemati come dei kosovari, ci accingiamo alla veglia notturna.
Domani si va a Narvik.

Luca



Eccoci tornati in hotel…cioè, dove dormiamo.
Sono le 23.22 e sembrano le 19.
Ma come cazzo si fa a dormire con questo chiaro?
Comunque sia…cena effettuati da (Giovanni) Rana’s Restaurant, qui a Mo I Rana. Fantasia rara (o meglio, rana).
Per circa 25 € cadauno, ci siamo degnamente saziati con dei secondi piatti più che discreti.

Dopo cena: ghiacciaio (poi rivelatosi finto) Svartisen.
Una strada di dimensioni bibliche ci ha portati ad una lago color azzurro-grigio con in lontananza delle cascate.
E il ghiacciaio? “Beh, cazzi tuoi!”, sembrava dirti il lago stesso. In realtà serve attraversarlo e farsi 45 minuti di cammino.

Al ritorno per la mulattiera, una cupa atmosfera cala sull’auto.
Nei pressi di Mo I Rana, Luca decide di ripassare un po’ la cena e si trasformo in idrante.
Allorchè costipato, effettua rumorosi barriti con la bocca, solitamente detti “rutti”. Tutto a posto! Allarme rientrato.
Domani passiamo il Circolo, speriamo di non dover giocare a bocce!

Andrea

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