lunedì 19 luglio 2010

Diario di Viaggio 2010 - Österreich-Polska (5)

13/07/2010, 5° giorno – Wien-Graz, Wiener Stadt-Steinmark

Mi scuso con i lettori per non aver scritto ieri sul diario di
bordo, impegnato più nella stesura on-line delle vecchie pagine, nel tempo lasciatomi a disposizione dalla nostra guida turistica dott. Fudo.
Chiedo nuovamente venia e prometto autoflagellazione nella giornata che sta per cominciare.

Affrontiamo quindi un rapido excursus della giornata di ieri.
La sveglia nel box della McLaren al GP di Vienna è stata tranquilla: nel caldo dell’asfalto e tra i rumori dei bolidi che sfrecciavano nella parabolica Cryston ci siamo ridestati per affrontare la colazione nel paddock.
Ad attenderci Bernie Eccleston, anche lui appena svegliatosi.
Decidiamo, quindi, di procedere con la visita della città: c’è solo da scegliere con quale mezzo!
Rifiutiamo subito la proposta di Alonso di prendere la sua monoposto, e davanti al metrò viriamo sul mezzo a due ruote.
Il Bike Sharing è una grande idea, soprattutto se a Vienna ci sono circa 800 km di piste ciclabili che noi vogliamo sfruttare a pieno ritmo.
Per usufruire di questo utile servizio, urge la registrazione per mezzo di carta di credito al costo di € 1,00 presso le apposite cabine.
Seguendo le istruzioni in Italiano, velocemente compiamo il decisivo passo verso i velocipedi.
Nel tempo record di 1h 52min e 20sec siamo riusciti ad estrarre le nostre bellissime biciclette dai forzieri: scopriamo inoltre che nel caso di rottura, ci verrà addebitata la somma di € 600,00. Per queste biciclette di merda?
Con € 600,00 gli compro anche la bicicletta di Coppi e Bartali.

Ormai raggiunto lo stato liquido, arriviamo nel deposito biciclette del castello di Schönbrunn, dimora di principesse ed imperatori.
Una visita alle facciate non ce la toglie nessuno, dopo aver scoperto che l’entrata nelle sale costava € 16,50 e occupava mezza giornata.
Inoltre, riusciamo ad acquistare 3 bottigliette d’acqua per una cifra importante.
Circa € 7,50. Un’affare.

Ripreso il velocipede, direzione centro, rischiamo la vita sulla discesa verso HeidelPlatz: sembra che i nostri bolidi a velocità superiori ai 15 km/h perdano i pezzi e si smontino inesorabilmente. Già a velocità più basse, rumori sordi provenienti dal sottosella mi intimavano una fermata.
Finalmente in StephanPlatz, cerchiamo un deposito biciclette, dato che i nostri deretani sono ormai piatti e stanno lentamente evaporando al Sole d’Austria.
Praticamente, parcheggiamo la bici sul Naviglio per andare in Duomo.
Mc Donald’s e poi cattedrale.
Da sottolineare come i WC del Mc Donald’s siano addirittura muniti di codice d’accesso. Oppure Codice Da Cesso. Non so. Comunque, 1215.

Nel pomeriggio avanzato visita al Prater.
Per darvi idea, è un po’ come Gardaland a Trenno. Gratis!
Giriamo scoprendo attrazioni incredibili e mai viste e infine puntiamo alla ruota panoramica, dove Fudo può sfogare la sua vena fotografica.
Dopodiché è un mesto ritorno a casa. I nostri corpi ormai gassosi non hanno neanche più la difficoltà di superare il circuito di Indianapolis sotto l’albergo, dove si stava percorrendo la 500 miglia.

Doccia e serata, con cena consumata in una graziosa trattoria simil-italica dove mangiamo caprese, lenticchie e agnello, alla spesa forse un po’ eccessiva di … non diciamo quanto.
Per raggiungere il ristorante abbiamo effettuato ben due periplei della città vecchia.
Desistiamo al post-cena e torniamo a casa, dove aggiorniamo on-line il blog.
Una particolare attenzione va rivolta alla nottata appena trascorsa.
Per non tornare allo stato gassoso, acquistiamo una bottiglia d’acqua (ad un costo sempre più alto) che Fudo termina prima del rientro in camera.
Ma soprattutto, abbiamo avuto una posizione privilegiata sulla vittoria di Mario Andretti alla gara di Daytona, battendo sulla linea del traguardo il rivale Montoya.
Inoltre, dopo 4 ore di sonno a 35°, una tromba d’aria scuote Vienna nella notte. Una ventazza inenarrabile, senza pioggia purtroppo, che sembrava ci fosse l’Arrigoni che stava mettendo la macchina in box.
Ora ci sono i tagliaerba nel framezzo del circuito.
Speriamo non ci siano i test della Ferrari stamattina.
Altrimenti, rimarremo bloccati qui nella tribuna stampa.
A dopo per un resoconto da Graz.

Andrea



Questa mattina sarò brevissimo.
Sul tavolino rotondo 3 x 2,5 della camera dell’Hotel Cryston con i gomiti che ripetutamente cadono da un lato o dall’altro dei suoi bordi, vorrei proporvi delle brevi ma intense considerazioni riguardo ai due giorni Viennesi.


 Un sentito grazie al personale tutto dell’HOTEL CRYSTON. Grazie a Horst Tapper che ci ha accolto di Domenica, con il suo italiano improbabile. Grazie al dottor Menghele, consorte e nipotina per le indicazioni varie ed il consiglio di girare Vienna in bici: “Ja Ja Ja … Good good”. Grazie al portiere di notte, che disturbato da me più volte per svariate bottiglie d’acqua, mi ha maledetto in dialetto Viennese più e più volte.
NB: Dott. Menghele … l’ho beccato a dormire sul divano …
 Grazie alla camera dell’Hotel Cryston- La numero 17. La mitica 17. La più ambita da tutti. Da qui il GP di Vienna lo vedi in Pole Position. La strada a 4 corsie con doppia chicane e variante Ascari è trafficata a qualunque ora del giorno. Se poi ci mettiamo anche quelli che tagliano l’erba, siamo a posto.
 Grazie al presidente Carraro che per due giorni ha fatto colazione con noi, controllando minuziosamente cosa ingurgitavamo per riportarlo al dott. Menghele.
 Grazie alla nipotina della sig.ra Menghele ed i suoi disegni capolavori.
 Grazie al Water della 17. Un catino piatto con una “cascata” negli ultimi 10 cm. Uno spettacolo per la vista.

Ora vado a gustarmi l’ultimo giro del GP. Herbie, il maggiolino tutto matto ce la farà?

Dream On …

PS: è appena squillato il telefono… GUTEN MORGEN… DAS IS STIEL DIS RUF…
Cosa vorrà dire? Speriamo di poterlo raccontare…



Quanti eventi ci sarebbero da redigere qui, sulla nostra cronaca austriaca.
Lo spazio è quello che è, il tempo ancora meno.
Però, non si prescinde da queste variabili aleatorie, che nella vita quotidiana sono indispensabili, ma in questa occasione diventano contingenti e fuorvianti, ostacolo ad una narrazione precisa e puntuale.
La bellezza e simpatia degli eventi da raccontare, quindi, prende il sopravvento.
Insomma, scrivo quello che c’è da scrivere. E allora, scriviamo.

La mattinata permette un rapido giro per la Capitale, per ultimare la visita della città ed effettuare alcuni acquisti importanti.
Il caldo, come oramai dal primo giorno, ci sta disidratando sempre di più.
Al posto dei peli, ho oramai dei cactus.
Le compere le effettuiamo dal fan shop Strobl, un simpatico negozio chiuso il martedì mattina fino alle 14.
Probabilmente era alla comunione del figlio. A luglio??

Torniamo comunque per l’orario previsto d’apertura, non senza però aver consumato nell’adiacente caffè Strozzi (eravamo in Strozzigasse, congiuntivo) un fritto pranzo con di fianco Malgioglio.
Acquistati alcuni capi di abbigliamento sportivo torniamo a prendere il nostro bolide nello spazio pattumiera del Cryston Hotel.
Il viaggio verso la cordiale Graz scorre liscio, incontrando (credo) alcune gocce di pioggia (potevano essere mistiche visioni).

In realtà non siamo precisamente nella seconda città d’Austria, bensì un po’ nella Cusago di queste parti, e cioè UNDERSTERSTÄTTEN, una graziosa località immersa nel verde delle campagne della Stiria.
Il nostro hotel comincia con un lussuoso ristorante che dobbiamo attraversare per farci deridere da chi, all’ora del nostro arrivo, stava pranzando o cenando.
Eh sì, perché poteva essere entrambe le cose: alle 17, cosa fai, pranzo o cena? Il ristorante era pure pieno…
Brutti sguardi al mio passare in ciabatte mi hanno fatto accelerare il passo verso la reception, praticamente sita in cucina in un angusto angolo. Il simpatico ragazzo ci porge la chiave e ci indica che la stanza è nell’edificio posteriore.
Doccia e poi via alla serata a Graz. Preg.

La cena è servita da Krebsen Keller, come suggeritoci dalla Routard nella sezione “Cena per pezzenti ingordi”: il grazioso portico è una cornice deliziosa dove poter mangiare all’aria aperta.
Gestito da due ragazzotte ruspanti, il menù scelto prevede:
 Canederli con gulasch (Luca e Fudo)
 Medaglioni di maiale con lardo e salsa di crema (?) (io)
 2 weizen bïre, 1 austrian bïre

Il dolce: un pasto a parte.
 Crema di maroni con panna montata: 3kg (Fudo)
 Crepes al cioccolato, nocciola con gelato e panna montata: 2,5kg (io e Luca)

A metà piatto, i nostri canali digerenti (inferiori soprattutto) danno segni di squilibri e di insofferenza. Fermare la somministrazione calorica o potrebbe essere pericoloso e irreparabile.
Ma noi non ascoltiamo. Andiamo avanti.
A fine piatto, il danno arriva.
Presi da una trance agonistica non indifferente per l’ottima cena, ci lasciamo andare a facili commenti e risate anacronistiche, che provocano un abbassamento tensorio e nervoso a livello anale.
Fudo ne risente particolarmente e nel più completo silenzio da fiato all’oboe, provocando effetti devastanti.
A nulla è valsa la copertura con tosse e rigurgito parossistico.

Sull’orlo di una crisi glicemica, con il diabete mellito alle porte, optiamo per un digestivo: Mai Tai, Caipiroska e Daiquiri Frozen.
Alle 23.24 ci sfrattano e torniamo mestamente in zona hotel.
Perché per l’hotel vero e proprio, ci vuole almeno un’altra mezz’ora.
Ecco che finalmente, dopo aver sistemato il blog e visto un interessantissimo programma sui vecchi e celebri film del trash italiano, posso andare a letto.
Il caldo prosegue imperterrito. Fuori è fresco.

Ovviamente, abbiamo la finestra chiusa. SE!

Andrea

1 commento:

  1. ma scusa luca, hai lasciato che fudo sfogasse la sua celebre aerofagia senza ingaggiare una competizione con lui?

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