martedì 7 luglio 2009

Diario di Viaggio 2006 - Andalucia (6)

Giorno 6: 28 luglio 2006, Algeciras - Hotel Alboran

Buongiorno! Appena sveglio scrivo due righe.

Ieri sera ci siamo recati a Gibilterra, (GBZ) parcheggiando la macchina a “La Linea” (E); provando dunque l’emozione di sconfinare da un paese (Spagna) ad un altro (Gran Bretagna) a piedi.
La sensazione effettivamente è molto strana poiché in dieci secondi ti ritrovi in una zona completamente diversa, dove si parla una lingua diversa, con un’atmosfera completamente British. Dopo aver aspettato una decina di minuti ad attendere che due aerei decollassero (ebbene sì! parte della pista di decollo coincide con la strada carrozzabile e pedonale) ci siamo recati sulla MAIN STREET (fantasia eh?) per poter degustare prelibati cibi: Hamburger con uovo e patatine, birrazza gelida ci hanno parzialmente soddisfatto.
La rocca che sovrasta Gibilterra fa certamente la sua impressione, come una certa impressione la fanno i palazzi di settanta piani, ma anche settantacinque che la sovrastano e ne contengono la popolazione (ca. 27.000 abitanti).
La città è comunque veramente poco movimentata e già alle 22.30 difficilmente si trova qualche cucina aperta e qualche persona in giro, tranne che nella piazza principale ove uno squallido gruppettino emulava ed eseguiva “WISH YOU WERE HERE” dei Pink Floyd.

Ora si va al “Super Sol” di Algeciras, ma non è ad Algeciras, bensì in una frazione tipo SCOPETTA ma di cui non ricordo il nome… Poi mare… A dopo…

Luca



Dopo la fugace gita in GBR/GBZ, ovvero Gibilterra (che cazzo centra la Z?), eccoci per un altro giorno in questa mite terra che è l’Andalucia.

Anche oggi un tiepido venticello ci accompagna nel sole che scalda a dovere il ns BARBECUE MOBILE.

La consueta spesa all’HYPERSOL si è conclusa egregiamente con i soliti acquisti.
Noi, pronti come salamelle e puntine, ci avventureremo nella ns PIASTRA PORTATILE che accompagnerà nella cottura i ns corpicini squallidi, che arriveranno cotti e succulenti all’appartamento con il ns amico BOLONIA; lui lì che ci aspetta con i suoi 2/3 capelli, con la sua finta pancia e i suoi finti peli e in posa pieno di olio come un attore porno.

Ciao, Andre.

PS: Ah… chiaramente anche i 2/3 capelli sono finti.



Ciao amici che leggerete il diario di bordo!
Ieri sera Gibilterra mi ha profondamente deluso. Bella senz’altro la prima impressione, l’impatto con il confine da attraversare a piedi, la rocca, le strisce pedonali per fare passare gli aerei in partenza verso Londra, i bobbies, il miscuglio di lingue e persone… ma poi… niente.

La città è completamente costruita in verticale (a parte la città vecchia) e i suoi 27.000 abitanti sono contenuti in palazzoni orrendi e tenuti in una maniera che mi ha fatto rivalutare le case di Piazzale Selinunte.

E ci mettono pure i nomi “Gorge Mason House” “Admiral Rock House”. Ma andate a cagare va! E rifate le facciate!!!

L’atmosfera è molto British ossia cupa e triste, ma perché? Non fa mica buio alle 17 come a Nottingham o mica piove come a Bristol.
Eppure, nonostante alle nove ci sia un clima della madonna è tutto chiuso e per mangiare un hamburger con l’uovo abbiamo dovuto pagare una stronza che parlava un inglese da patata in bocca (potato in the mouth).

Va beh, adesso dopo un sonno molto ristoratore e la spesa al consueto “La Torre” del posto andiamo a lessarci tutto il pomeriggio alla spiaggia di BOLONIA che non è a San Lazzaro di Savena bensì a Tarifa, il posto più a sud della Spagna e paradiso dei surfisti… Spérem! A Dopo

Mauro



Grande pomeriggio passato sulla “PLAYA DE BOLONIA”.
Arrivati attraverso una strada che per larghezza non superava la strada che collega CUSAGO a CISLIANO, abbiamo parcheggiato la nostra “AUTOCAR” e ci siamo recati nella spiaggia bianca e nell’Atlantico finalmente senza alghe.

Vento sempre teso: sole senza nubi, e un uomo rinominato “Faro di Alessandria” che ci scrutava come un Gufo scruta la sua preda verso le tre antimeridiane.
Ora ci stiamo docciando e lavando e profumando e preparando per la serata, che il gruppo ha deciso di trascorrere a TARIFA… A dopo!.

Luca



La Playa di Colonia si è decisamente rivelata la “playa mas bonita” vista fino a oggi.
Una bella distesa di sabbia bianca e pulita, poca densità abitativa, oceano azzurro e calmo e un vento costante che ha lenito molto gli effetti del sole.

Vicino a noi un gruppo di persone tra le quali un signore che aveva decisamente esagerato con la crema e aveva un colore prossimo a quello della ricotta ma più fosforescente.

Il nostro gruppo lo ha preso subito a male parole: “Ah guarda il vecchio ciccione sembra il Faro di Alessandria AH AH EH EH IH IH OH OH UH UH”. Ovviamente erano italiani.

Nonostante la figura di cacca il pomeriggio è stato molto piacevole.
Ora dopo la consueta doccia vediamo cosa ci offrirà Tarifa.
A dopo.

Mauro



Anche l’ultimo membro (intendo come “unità facente parte”) del gruppo si rivolge a codesto diario di bordo.

Tra chi si gratta l’ano completamente nudo e si scrolla i peli uno con l’altro e chi si sta phonando in bagno cerco di rimembrare il più lucidamente possibile il pome.

La spiaggia del ns amico BOLONIA si è rivelata molto piacente, finalmente con l’acqua senza impurità varie tipo MUCILLAGGINE o ALGHE DA FIUME SEVESO OGM.
Il sole è stato orgasmicamente mitigato da un vento costante: solo che quando uscivi dalle acque dell’Oceano Atlantico (+12°) rischiavi di venire spellato vivo e gelato all’istante, tempo di essere asciutto e rimarcire al caldo torrido dell’ormai Marocco.

Il nostro BARBECUE MOBILE oggi non si è incendiato come di consueto, e noi salamelle eravamo più contente.
Altra soddisfazione del pomeriggio è stata vedere una delle 7 meraviglie del Mondo: il “Faro di Alessandria” che per l’occasione era diventato di Roma, ma traslato di circa 30° LAT a SUD e 40° LONG a OVEST.
Al ritorno abbiamo mirato il CONTINENTE NERO o HIC SUNT LEONES, per poi finire in questo fantastico delirio di parallelepipedi, cubi e cilindri.
Un saluto dalla patria dei geometri.

Ciao, Andre



La serata merita sicuramente un paio di commenti.

Raggiunta TARIFA, siamo stati accolti in un grazioso parcheggio pluri-accessoriato. Lasciatolo, abbiamo percorso il “boulevard” della città moderna che ci ha portato alla “porta d’ingresso” della TARIFA vecchia.
Bellina la cittadina antica, con un dedalo di stradine che ospitano ogni genere di negozi e di persone (dai gentlements ai punk “stile di vita”).
La prima “tapada” viene espletata in un locale di 6 metri quadrati ma tutto sommato ci soddisfa: tonno di tre qualità (di cui una con le uvette che ci hanno ricordato la nostra bella cittadina) e patate con cremina “incandescente”.

Poi il fatale errore degli italiani: l’ingresso nel ristorante italiano o pseudo – italiano… Bandiera corretta all’ingresso ma sbagliata e all’incontrario sui menù…
Piatti Ordinati:
1. PIZZA AL PROSCIUTTO: simil pizza tipo piattello olimpico, guarnita con pomodoro “CIRIUS”, mozzarella (??) e prosciutto a dadini, usato a volte per le polpette da mia mamma. Voto: 4+. Buona la forma e l’altezza.
2. RAVIOLOTTI ALLA PANNA: raviolotti “RANA” probabilmente scaduti e dal dubbio aspetto estetico, conditi con un paio di litri di panna e dagli immancabili dadini di prosciutto. Voto: 6. buoni all’olfatto.!
3. SPAGHETTI AGLIO E OLIO E PEPERONCINO: già presentati col sugo fanno dubbia impressione, ma poi assaggiati la confermano in peggio. Un blocco di marmo che neanche il miglior “Canova” riusciva a scolpire. Scotti (e non Gerry). Voto 3.

Luca



Una serata a dir poco PANZERA.
Perché dire LORDA è questa volta poco (non avrei mai pensato di poterlo dire, ma ebbene sì…).

Arrivati a TARIFA, più di là che di qua, abbiamo, molto volgarmente, lasciato il nostro braciere PRET A PORTER in un campo nomadi, frequentato da loschi individui con fumo e vino, anche se erano sedimentari del posto.
E stranamente non si sentivano le note di “Dove si va…”.
Si è proseguito sotto la guida della mitica ROUTARD, che nelle mani di Luca diventa RUTTARD.

Dopo una tapata di tonno che raramente si può gustare, la serata è andata via scemando completamente in uno squallido quanto finto ristorante italiano.
1. spaghetti Aglio e olio
2. pizza al Prosciutto (ma non era MORTAZZA?)
3. tortellini Panna e Prosciutto (IDEM come sopra)
4. sotto l’orda (o LORDA) della curve e dei conati di vomito abbiamo fatto ritorno a casa, desiderando un miraggio di DIGERSELTS.
5. qui, alla soave e dolce armonia nonché melodia del nostro caccia – torpediniere – bombardiere – aerospaziale – nucleare – 777 800 AZ B-52 YF, tentiamo di prendere sonno, in attesa della GRANADA (non quella che sgancerà il condizionatore caccia – bombardiere) e dell’ALHAMBRA.

Saluti lordi, Andre

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