martedì 7 luglio 2009

Diario di Viaggio 2006 - Andalucia (7)

Giorno 7: 29 luglio 2006, Granada - Hotel Juan Miguel

Eccoci a Granada! Dopo un viaggio lungo e faticoso siamo giunti nella rustica camera dell’HOTEL JUAN MIGUEL. Tra poco ci appropinqueremo a gustare ottime e prelibate TAPAS nell’introvabile ACERRO DEL DARRO.

Stiamo anche visionando un cartone che insegna la pallavolo ai bambini ma con regole un po’ pazzerelle: si gioca in 9, i set finiscono a 21, ma tutto ciò è bellissimo!! ora tiriamo su con la gru Mauro dal letto e andiamo a mangiare un qualcosa, prima della visita all’Alhambra. HOLA!

Luca



GRANADAAAAAAAAAAAAAAA! Ai piedi della Sierra Nevada, sembra Varallo Sesia per la larghezza delle strade.

Dopo circa 3 ore di viaggio nella nostra Pentola a Pressione Mobile con tanto di “STOP, OLVIDATE”, eccoci nell’entroterra Andaluso. Un caldo impressionante, nonostante i 600 m di altezza, che non si notano da nessuna parte.

Alle 19.00 ci aspetta l’Alhambra, che non si è ancora capito cos’è: una chiesa? Un tempio? Un palazzo? Delle mura? Delle colonne? Un giardino? Una residenza? Una fortezza? Una moschea? Un porto? Un osservatorio meteo? Una stazione? Mah… Vedremo.
Cmq per il casino sembra Milano. A rivederci.

Ciao. Andre.

P.S. GRANADAAAAAAAA!



Una grande notte amici! La digestione della pasta “Ajeillo e aceite” è andata meglio del previsto, ma al ritorno in hotel dalla graziosa Tariffa e dal terribile ristorante italiano “La Gondola di Pulcinella” ci aspettava una bella sorpresa.
La direzione dell’hotel aveva organizzato una festa matrimoniale notturna con circa 400 invitati!

Quindi digestione difficile, musica stile Acquatica e gente che scorazzava per i corridoi al grido di “W GLI SPOSI! W IL CAUDILLO F.FRANCO” fino alla clamorosa terronata finale con lo sposo che è uscito, urlante dalla stanza gridando “No està virgen! No està virgen”, poi grida, strepiti, qualche sparo e il nulla. Comunque per le 8 ci siamo addormentati in tutta serenità e alle 8.15 siamo partiti alle volte di Granata, la città dell’Alhambra.

L’hotel è in Piazza del Duomo e per arrivarci abbiamo percorso circa 10 KM in corsia preferenziale.
La solerte receptionist ci ha spiegato, però che per sua intercessione non ci arriverà nessuna multa.
Ora andiamo a mangiare poi vedremo cosa ci offrirà questa “tierra sonada por mi”.

Mauro



GRANADA: voto 9
Veramente una bella città, incastonata nelle montagne più alte della Spagna, la Sierra nevada, la cui vetta più alta supera i 3500 m.

Dopo un lauto pranzo che ci ha soddisfatto pienamente, ci siamo direttamente proiettati verso l’ALHAMBRA, con il fantastico pulmino n°30!
La prima impressione è stata:”MA VA CHE BELLI I GIARDINI NAXOS di TAOR
MINA!”.
Invece poi abbiamo subito cambiato la nostra opinione verso il CIMITERO DI BAGGIO, visto l’odore di cipresso che aleggiava in questa distesa di verde. (Che fra l’altro non vedevamo dalla partenza da BG).

Questa fortezza saracena è resistita all’avvento Cristiano e alla sua voglia di vendetta e distruzione, simile alla voglia di tagliarmi i piedi in questo momento per l’odore che emanano.
Giardini fantastici si alternano a palazzi post-medievali lussureggianti, la cui architettura riassume quella mora e quella spagnola – cattolica.
Le nostre foto si sono susseguite come le mosche sulla merda e non ci siamo fermati neanche di fronte alla potenza distruttiva anale di un giapponese, che evidentemente aveva il culo simile ad un motore a reazione di un caccia, stile condizionatore di Algeciras. UN PETO DI UNA POTENZA INELUTTABILE ha praticamente zittito il palazzo di Alcazada, alzando un’onda anomala nella fontana del patio, causando uno TSUNAMI che per poco non ci scaraventa in un cespuglio spinoso.

A parte questo inconveniente ci siamo poi diretti all’uscita vogliosi di acqua, visto che le fontanelle della fortezza zampillavano fuori solo acqua – cloro, con un residuo fisso altissimo e con più sodio che H2O (altrochè acqua LETE). Ora che siamo in hotel siestiamo un po’ in attesa delle docce, per poi essere in POLE POSITION per la movida granadiense.

Ciao, Andre



Grazie Andrea per io bei momenti di descrizione artistica e culturale che ci hai regalato nelle precedenti righe.
Ebbene sì! Granada è proprio una bella città, sicuramente siamo ai livelli di Se villa se non qualcosina di più.
Come avete capito, cari lettori, il pomeriggio è trascorso piacevolmente sotto un caldo torrido (tipo Milano alle 14 in Piazza del Duomo il 12 agosto 2003) alla visita dell’Alhambra.
Un grazioso pulmino, che in molti aspetti somigliava a quello della Valgardena o al Comazzi della Val Formazza, ci ha trasportati sulla salitella del Mortirolo che conduceva al sistema palazifero di “Granada de Sura”. C’è da dire che si tratta di un autentico capolavoro e che i 10€ spesi all’ingresso risultano essere un ottimo investimento. I giardini e la fortezza sono veramente ben tenuti e i palazzi NAZARIDI sono spettacolari.

Un momento particolarmente toccante è stato toccato quando un gentlemen di origine orientale in preda ad un attacco di colite ha emanato uno SQUASSANTE PETO, provocando uno stupore generale, seguito da un senso di incredulità, facce imbesuite, schifate. Il tutto si è concluso con un boato di applausi, cori dalla “TORRE DEL VELO” e il signore petomane che saluta i suoi fan.
Ora ci ritroviamo in camera e ci apprestiamo ad una cena deliziosa

Luca



Ritornati dalla movida granadiense ci apprestiamo a dormire. La città è viva più che mai, anche troppo, con gli zingarelli che tentano di fregarti qualcosa oltre che attaccarti la peste.

Le fighe non abbondavano, ma alla fine ne abbiamo avvistata una che veramente meritava non poche attenzioni. Abbiamo anche assistito al coro delle voci bulgare e ai PARAKRAMABAHU BROTHERS dello SRI LANKA.

Poi abbiamo gustato delle dosi di birra in un IRISH PUB (+ che birra era champagne) guardando del fantastico FOOTBALL AUSTRALIANO.
La serata è stata condita dal mio incontro con una losca figura del VV, una robbosa colossale, nonché odiosa.

Bene, ciao.

Ciao. Andre

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