Ebbene sì… E’ arrivata l’ora… Torremolinos!Il cartello è quasi una liberazione. Ci si apre uno sfondo paradisiaco, una specie di harem a cieli aperti ove tutto richiama sensazioni esaltanti e al tempo stesso rilassanti.
La costruzione edilizia ha rispettato gli standard ambientali ed i palazzi difficilmente superano i 50 piani e le 35 finestre e balconi per piano. Ma il cemento pare dialogare con te: qui è tuo amico.
Il viaggio è stato rilassante e piuttosto breve: 249 minuti per percorrere 140 km di strada. L’hotel riesce quasi a cullarci con le sue braccia; la piscina è un’olimpionica di prima qualità ed è posizionata in modo strategico per poter ammirare i grandi reperti monumentali che la città offre.
Abbiamo già pranzato nella “TABERNA DI PEDRO” e il menù risulta essere vario come al solito: carne, carne, carne con patate…
Tra poco parte la 4X50 nella piscina e noi siamo in 3… Il dilemma pare amletico…
Luca
TO – RE – MO – LI – NOS shalalalalalà TORREMOLINOS…Partiti da Granada alle 9.45, siamo arrivati alle 13.00 in questa ridente località della costa del Sol: 3.15 min per percorrere circa 120 km, un record.
Sembrava di essere sulla Via Aurelia nella zona di Diano Marina e Arma di Taggia.
In questa Portofino del Sud Spagnolo ci hanno accolto delle bellissime torri (come dice il nome) alte 180 metri, larghe 90 e profonde 80, con tanto di bifore e trifore per un’ottima visuale sulla torre di fronte, rigorosamente bianche e sporche.
“IL FESTIVAL DEL CEMENTO ARMATO 2 – il dopo Algeciras”.
Il pranzo è cmq stato ottimo, con dell’insolita carne che ci ha pienamente saziato.
Ora stiamo digerendo e non solo (minchia che odore!) in hotel, in attesa di buttarci, direttamente dal balcone, in piscina, grande quanto il Lago d’Iseo.
Ciao, Andre.
“La dove c’era l’erba ora c’è… una città…” cantava Adriano cementano, ed è quello che è successo a Torremolinos, che in un decennio è passata da 700 abitanti a 46.700 abitanti che d’estate diventano 460.700.Gli architetti che hanno sviluppato l’urbanizzazione del piccolo borgo hanno usato due punti fermi: il cubo e il cemento armato.
Quindi la città è un susseguirsi di cubi di cemento armato ma…con moderazione. Infatti nessun edificio può superare i 100 piani d’altezza da piano regolatore. Il nostro albergo ne ha 95 e noi siamo nella mansardina.
Il pranzo è stato come già anticipato saziante e vario. Penso che per un mese in Italia non vorrò mai più vedere la carne con le patate neanche in dipinto.
Il pomeriggio è passato nella piacevole piscinetta dell’hotel a oziare alla gradevole temperatura da altoforno che ivi regnava e godendo del panorama: un cubo davanti e uno dietro… di cemento armato.
Ora, come al solito, “Commissario Rex”, doccia, e novità delle novità cena in mezza pensione nell’hotel. Se ci sono patate e carne farò una piazzata che al confronto Mario Merola nello “Zappatore” sembrerà Piero Angela.
Infine questa notte ci daremo alle pazze gioie. Torre Molinos è famosa per essere la capitale del divertimento, noi ci accontenteremmo di un capoluogo di provincia anche di quelli nuovi tipo Trani/Andria/Barletta o Sanlori.
Mauro
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