martedì 13 luglio 2010

Diario di Viaggio 2010 - Österreich-Polska (2)

10/07/2010, 2° giorno – Innsbruck, Süd-Tirol/Salzburg, Stadt Salzburg

Amici amici, siamo in viaggio verso la città di Wolfgang Amadeus, il famoso presentatore di Rai Uno e Canale 5.
Credo proprio che in città tutto ci ricorderà lui, come giustamente lascia intendere la Routard, che anche quest’anno ci fa da Musa Ispiratrice.
Ma andiamo con ordine, stilando una precisa cronaca della giornata odierna, nella sua parte fin qui trascorsa.

La sveglia è suonata inesorabile alle 9.00: non ho sentito però né il suono di un cellulare, né il suono di una vera e propria sveglia… bensì un DOPPIO SCORRONE NUCLEARE, proveniente dalle due brande adiacenti a quella dove giacevo beatamente.
Probabilmente si trattava della famosa SVEGLIA INTESTINA, che tante volte il prof. Mereghetti mi aveva accennato.
Le operazioni si svolgono con un incedere lento e ciondolante ed alle 9.35 decidiamo di approcciare la colazione abbondante (ma non troppo…) che Klaus (che nel frattempo scopro si chiama Gerhard) ci ha preparato. Visto che è già sveglio, non credo sia neanche andato a letto.
MENÙ: formaggio, salame, prosciutto cotto, muesli con yogurt, succo di un frutto raro, thé nero.
Desistiamo il “cartoss” per il pranzo data la scarna presentazione, ma ci abbuffiamo discretamente.

Dopo una breve pausa digestiva per assaporare il magnifico paesaggio e dopo aver saldato il conto, imbocchiamo le rampe dello Zoncolan e torniamo a Vipiteno, acquistiamo le famose Vignette e raggiungiamo Innsbruck in statale, per non pagare l’Europa Brucke, un cazzo di viadotto dove fanno Bungee Jumping (8 €).
Poniamo l’auto nel parcheggio sotterraneo e visitiamo una delle Capitali delle Alpi, immersa tra le montagne a cavallo di un fiume.
Fresco, direte voi. FRESCO UN CAZZO! SEMBRA IL CAIRO!
Visitiamo il centro storico, con nell’ordine: TRIUMPHPORTE (con tram nel mezzo), MARIE THERESIEN STRASSE, l’ALTES LANDHAUS, HERZOG-FRIEDRICH STRASSE e l’INUTILE GOLDENES DACHL, o tetto d’orato, di Massimiliano I Imperatore.
Pranziamo con toast al tonno e insalata e panini farciti di ogni prodotto che la terra può offrire.
Dietro, nella piazza antistante le tegole d’oro, un simpatico IDIOTA con il cappellino rosso faceva da giullare tra la gente, prendendola beatamente per l’ano. Ilarità tra i passanti.

Presi dall’arsura più completa dimentichiamo di acquistare liquidi, con un caldo sempre più atroce, e arriviamo alla macchina per ripartire.
Luca prende le redini: “Vado io a pagare!”. Torna e il biglietto è scomparso. Dov’è? Alla cassa nemmeno l’ombra.
Si diffonde il panico. Non è neanche custodito da un operatore. Scene di pazzia: io scendo in ciabatte alla ricerca di un cesso, Luca, frustrato dal senso di colpa, va in cerca di biglietti falsi per poter uscire.
Torno dal cesso e Fudo sta lavando i vetri. Sta già preparando la Fusion per dormirci dentro.
Lui si che mantiene sempre la calma.
Fortunatamente, Luca porta a termine la ricerca e trova un biglietto d’uscita per terra e ci apre le porte dell’aria aperta.

Poi è solo un viaggio fino a qui, siamo a Slegsdorf, inspiegabilmente in Germania. Perché?
Mancano 40km alla città del sale, della Red Bull, di Trapattoni e di Amadeus.
Siamo ansiosi di conoscerne le potenzialità. Nascoste.
A stasera.

Andrea

PS: Le radio sono sempre puntuali. Anche R. Fogli. In Germania. Vai, Lucia.



Sveglia alle nove circa questa mattina nella nostra cameretta al Panorama Hotel.
Come nelle peggiori caserme di Caracas, diversi squilli di tromba svegliano i camerati.
All’apertura della finestra un panorama mozzafiato contorna la baita.
Troppo per tre beceri pezzenti.
Un balcone di 400m di lunghezza ci permette di gustare appieno dell’ampio panorama.

Dopo i vari rituali corporei i tre moschettieri si dirigono verso la sala colazione dove un simpatico odore di soffritto allieta i setti nasali.
Uno scarno buffet sazia i nostri apparati digerenti.
Ingurgito nell’ordine:
 N. 2 fette biscottate con burro e marmellata
 N. 1 caffè americano
 N.1 panino al salame, prosciutto cotto e formaggio
 N.1 vaso di yogurt con muesli e soffioncini di cioccolato.
 N.1 succo di arancia
 N.1 caffè espresso

Chiusa la valigia dopo aver salutato il gestore della bettola, saliamo in macchina ed in men che non si dica sorpassiamo il Valico del Brennero e ci appropinquiamo in terra teutonica (ma anche tettonica).
Acquistiamo con ingordigia la Vignetta autostradale e da abili risparmiatori deviamo sulla statale per evitare il primo pedaggio (il Ponte Europa, € 8,00).
Altri 5000 automobilisti hanno avuto la nostra idea.

Stancamente raggiungiamo Innsbruck, parcheggiamo la macchina e visitiamo il centro cittadino: belle case, belle chiese, belle ragazze.
Ma lo stomaco chiama e Qui, Quo e Qua rispondono.
Ordiniamo tre cose a caso poiché nessuno sa il tedesco, il menù è scritto in dialetto stretto e non c’è in inglese.
Dopo esserci saziati e dopo un gustoso gelato, torniamo celermente al parcheggio, dove si assiste a momenti di vero terrore.
Dopo aver pagato l’usurario della cassa K, il sottoscritto non ritira il biglietto magnetico. All’arrivo alla sbarra, i sei occhi presenti in macchina si scambiano un rapido cenno. Il dramma incombe in macchina.
Prigionieri del Touristenparking per 30 lunghi minuti, finché, con un colpo di genio, sempre il sottoscritto, raccoglie da terra biglietti usati, li porge nella cassa automatica che, non si sa per quale ragione al mondo, ne sputa fuori uno nuovo.
La tensione è alle stelle, come quando a “Carramba, Che Sorpresa!” dei parenti argentini reincontrano una zia di primo grado emigrata in Nuova Zelanda per tentare la fortuna nella coltivazione dei pioppi.
Ma la sbarra dice sì ai tre protagonisti del viaggio e in men che non si dica è Jess Hotel.

Una costruzione di plastica, arroventata dal sole, ed una simpatica macchina per i check-in ci accolgono. La stanza 226 è un cubo verde, con tre lettini ed un televisore appeso al muro.
Sleep Well, Pay Less, Dream On, è la scritta che ci ricorda che se si spende €48,00 per una tripla, più o meno ti devi adattare.
L’aria condizionata è rotta, la doccia è senza tendina, la camera si sta inesorabilmente allagando.
Salisburgo salvaci tu! Con le tue palle!

NB: Ahi ahi! Stavo dimenticando la sfiziosa gita pomeridiana al Castello di Hellbrunn ed i suoi simpaticissimi getti d’acqua.
In parole povere un arcivescovo giocherellone godeva nel far sedere i suoi ospiti su alcuni sgabelli e, mentre mangiavano la faraona, iniettarli con getti potentissimi il pertugio anale.
Prova per credere. Io l’ho provato e ci ho creduto.
Insomma abbiamo speso €6,50 per farci bagnare ripetutamente da un tagliagole jugoslavo che si è riciclato guida turistica per evitare la ?.
Ora sì, è davvero Salisburgo.
Al ritorno questa camera ci avrà.
Speriamo per poco tempo.
DREAM ON…



E’ circa l’una di notte e siamo tornati in camera dopo la serata Salisburghese.
una serie di eventi meritano una particolare attenzione nella cronaca pomeridiana, da quando ci siamo lasciati durante il viaggio.
Con qualche difficoltà raggiungiamo il Jess Hotel, nascosto ed incastonato nelle bellezza naturali dell’Oberland Salisburghese: un cubo di Rubik verde, verde-chiaro, verde-marcio posto geometricamente tra ferrovia, autostrada, statale e benzinaio-autoporto.
In pratica, una scatola di Golia in mezzo a cavolfiori e rape.

D’altronde, per 19€ a notte…

Entriamo e l’ascensore ci porta al primo piano, dove c’è la reception: un automa.
L’unico dipendente dell’hotel è un tuttofare che è qui da poco e non sa fare assolutamente niente.
L’automa termina celermente le operazioni di check-in restituendoci la chiave della stanza 226, stranamente di colore verde.
Sul muro, un MONITO: “SLEEP WELL, PAY LESS, DREAM ON”. Mi spieghi che cazzo sogno in una stanza di 5 m² con una finestra in apribile, un cesso per le mosche con doccia senza tendina?

D’altronde, per 19€ a notte…

La prima visita a Salisbrugo è al Castello di Hellbrunn: un simpaticissimo arcivescovo organizzava feste e festicciole, creando una salva di tranelli e scherzi d’acqua ai suoi invitati. Un’animazione degna del primo Fiorello.
La simpatica guida ripercorre le gesta dell’alto prelato lavandoci completamente, dal culo alla testa, andata e ritorno: €6,50 spesi discretamente. All’acquatica non ci si diverte più così.

Terminata la balneazione, né effettuiamo un’altra nel nostro bagno-doccia e proseguiamo per la City dove, per la seconda volta, parcheggiamo la nostra Fusion nelle catacombe.
Nel frattempo, sulla superficie, un via-vai di giovani e meno giovani scandisce il tempo di questo sabato sera Austro-Ungarico. Noi ci adeguiamo e andiamo a cenare da “Pippo”; le portate:
 Mozzarelle in carrozza, Breza-Ula, cartoccio con grana et al.
 Risotto ai frutti di mare, lasagne al forno, spaghetti all’amatriciana
 Birre
 Caffè espresso
Il tutto servito da un cameriere d’ecccezione: Giovanni Lodetti.

Con una cena così, la serata deve proseguire altrettanto alla grande ed infatti optiamo per il Republik, nella zona “navigli” salisburghese.
Un rapido servizio ci permette di ordinare 3 cocktail in men che non si dica, con sottofondo musicale e soprasfondo di non si può dire cosa.
Facciamo Immaginare Gente Anonima.

Ma la serata non poteva finire così bene.
Nei pressi di Mirabell Platz, un parcheggio sotterraneo giaceva tranquillo, apparentemente chiuso.
Il problema è che la nostra macchina ci era rinchiusa.
I parcheggi non sono il nostro forte.
Fudo, come sempre calmo come Gandhi, si lascia andare a facili conclusioni: “Dai, dormiremo in stazione!”
Fortunatamente, altre persone hanno il nostro stesso problema, ma con una carta in più: il tesserino del parcheggio che permette di varcare le barriere architettoniche o architeutoniche che ci separano dalla Ford.
Luca, con pronuncia perfetta, chiede aiuto: “Anche voi avete la macchina seppellita dentro?”
Risposta: [Balle di fieno] “Bitte??”
Se ora siamo qui, è grazie a quel signore.

Ora, nel nostro cubo di Rubik, dopo aver aerato per bene la stanza e bevuto un’acqua super-gasata allo Smartshop, sto cercando di prendere sonno.
Ogni 5 minuti un centauro con il super-tir arriva per fare benzina.

D’altronde, per 19€ a notte…

Andrea

3 commenti:

  1. D’altronde, per 19€ a notte… ahah..
    Dalla simpatica quanto sapiente narrazione, sembra di essere li!
    enjoy!

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  2. ma fudo non commenta la seconda giornata? alberto

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  3. fudo è già in debito di sonno..

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