Altro giro, altro regalo. Per il 4° anno, torna il Diario di Viaggio: è il terzo consecutivo dopo Inghilterra e Scandinavia… e questa volta parlerà tedesco. Anche in Italia.Ore 00.30: siamo finalmente arrivati all’hotel Panorama nel paesino di Sant’Antonio (o St. Anton) in provincia di Bolzano.
In realtà è una frazione di non si è ancora capito dove.
Siamo partiti con enorme anticipo rispetto all’orario previsto: 18.30. Alle 20.30 eravamo ancora a Trezzo d’Adda, con a fianco Gogol Bordello.
Il viaggio è proseguito tranquillo fino alla sosta-cena, avvenuta nella Regione Veneto in Autogrill, alle ore 21.45.
Arrivati fino a Colle Isarco o Gossensass, ci siamo indi preoccupati nella ricerca dell’albergo.
Il nostro navigatore ci ha portati fino ai Vigili del Fuoco, dove poi abbiamo inserito le coordinate geografiche del posto: ci ha quindi portato al Musocco.
Avete capito bene, il Musocco. Siamo entrati in casa della gente, sembrava il condominio Genzianella di Scopello.
Dopo mille peripezie e dopo aver scalato il Pordoi, siamo finalmente arrivati qui, seguendo le indicazioni di Klaus che ci ha prontamente forgiato 3 birre al nostro arrivo.
Ora una lauta dormita ci attende: Ramazzotti scandisce il sottofondo di questa lorda nottata.
A domani, per un primo rapporto dalla terra di Maria Teresa (Austria Felix!)
Andrea
PS: Dimenticavo, abbiamo anche ascoltato la voce di Dio su Radio Maria: abbiamo ricordato i tempi del Catechismo con le famose canzoni che don Antonino ci insegnava per la messa, tra cui LE CINQUE PIETRE, hit del momento in Città del Vaticano!
Il viaggio parte nel migliore dei modi.Prendo il borsone il quale si sfascia completamente da un lato.
L’arrivo della Ford Fusion di Fudo mi salva dallo scioglimento del cemento armato milanese. Comincia il grande viaggio in terra crucca, la CRUCCOLANDIA.
Appena entrati in tangenziale un filone di 70 km di macchine ci accompagna piacevolmente tra le ridenti cittadine padane.
Un simpatico buontempone a cui almeno 120.000 persone hanno augurato una morte certa e dolorosa ha deciso di schiantarsi al km 168 provocando una coda di km.6 e la consacrazione di vari santi evangelici. Sempre pronto ad affrontare qualsivoglia peripezia, Fudo rimane concentrato e supera le varie buste di plastica del malcapitato automobilista nei pressi di Dalmine.
Verso le 21.30 godiamo di un gustoso ristoro, nei pressi di una piacevole area di sosta in provincia di Verona. Alcuni rumeni tentano di derubarci dei nostri preziosi averi, panini con cotolette, piadine rusticone-amarcord saziano i nostri intestini.
Rutti liberi, qualche puzzetta, i piedi madidi di Solly, e la macchina di Fudo si trasforma presto in un contenitore dell’AMSA.
Svariate canzoni, tra cui evangeliche composizioni, Little Tony, Bobby Solo e Radio 1000 note, accompagnano tra i lavori in corso (o Baustelle in tedesco) il nostro tragitto.
Avvisato il gestore dell’Hotel Panorama del nostro cospicuo ritardo ci dirigiamo diligentemente fino all’uscita di Vipiteno o Vitipeno (non ho ancora capito bene a quale stramba traduzione si presti).
Da qui un drammatico cunicolo di strade, una Babilonia, un tetris di mulattiere, complica ancor di più l’arrivo in hotel.
Dopo 4 ore e svariati tornanti, immersi nella brughiera, raggiungiamo l’hotel Panorama, simpatica costruzione posta nelle vicinanze del cimitero locale.
La stanza possiede tutti i comfort necessari, compreso un telefono con una spina di 200 metri, un televisore con un’ampia selezione di canali tedeschi (e solo tedeschi).
Concludo perché Fudo sta crollando sul tavolino, scosso da tremendi attacchi di sonno.
Che Morfeo lo abbia in gloria.
A te Fudo!
Viaggio lungo e duro, traffico fino Bergamo bloccato, Hotel Panorama in culo ai bricchi, povera Fusion, è già un porcile.
I ragazzi si confermano super puzzoni con scorregge e rutti liberi.
Sono cotto.
Buonanotte
ma allora????? non avete ancora aggiornato con le tappe nella terra Natale di Pfaffenbichler?
RispondiEliminaAttendo ansioso le vostre avventure.
Tenete sveglio Fudo! E lasciate stare le chubby austriache!
luca sei troppo un nerd! neanche io che vado sempre al risparmio parto con una borsa sfondata! alberto
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