mercoledì 22 luglio 2009

Diario di Viaggio 2009 - Norvegia-Svezia-Finlandia (6)

22/07/2009, 6° giorno – Narvik, Victoria Hotel

Nella notte ho tentato di uccidermi due volte sul perlinato posto al di sopra del mio letto.
Sveglia ore 7.45, posticipata alle 8. Ci svegliamo un po’ a fatica; sbatto la testa in bagno mentre tento di orinare con angolazione corpo a 45°.
Mi lavo la faccia seduto sulla toletta del water, ma il lavandino è quello dei puffi, per cui allago per terra.
Terminate le complicate operazioni mattutine, ci dirigiamo in sala colazioni, dove viene effettuata una veloce mangiata a base di prosciutto untissimo, formaggio di plastica e pane raffermo.
La Vale procede con uova sode e verze.
Il viaggio si preannuncia drammatico.

Lasciato l’abitato, poco abitato, di Mo I Rana, pagando in contanti la proprietaria del Mo(a)n Sarda e ci avviamo verso la prima sosta della giornata: il Circolo Polare Artico.
Qui, un parcheggio in stile Ipercoop La Torre ci attende.
Dopo aver effettuato alcuni video e foto ignoranti ed aver passeggiato nel gelo polare (la Vale con le infradito) ci dirigiamo nel Siopping Senter locale, dove finalmente possiamo dare sfogo alle nostre poco sazie carte di credito: acquisto di n. 1 maglietta con scritto “Circolo Polare” per una spesa complessiva di Nok 119,00. In tre.
Dopo aver dissanguato le “bande magnetiche” ci dirigiamo diligentemente verso Narvik, sostando in un paio di aree parcheggio dove sperimentiamo la potenza di alcune cloache.

Il viaggio prosegue tranquillo.
Ora ci troviamo a Bognes, dove stiamo aspettando da un paio di equinozi il battello che ci porterà nella rinomata Skarberget.
Le ultime notizie di Radio Corsa indicano la chiatta presso il Capo di Buona Speranza.
Noi di speranza ne abbiamo molta. “John Wayne” in coda anche lui per il traghetto, fuma la pipa.
Alvaro Vitali si assopisce dietro di noi.
Tirzan sgasa con il suo tir.
Di passere nemmeno l’ombra.
A te Andrea.

Luca



Peccato non aver passato altro preziosissimo tempo in quel di Mo I Rana, sicuramente ritornerò per approfondirne gli aspetti storici, culturali e artistici che ancora non ho potuto gustare.
Ora siamo in attesa dell’ennesimo traghetto per procedere verso Narvik, siamo qui da un’ora e ancora non si vede.

Il viaggio oggi è stato sulla falsariga di quello di ieri: un susseguirsi di bellezze naturalistiche e paesaggistiche, ma soprattutto passaggio dal Circolo Polare Artico, 80 km a nord di Mo I Rana.
La tundra piano piano prende il posto della foresta.
Su un altopiano a circa 650 m slm un edificio (con ampio parcheggio-shop-monumento-obelischi) indica il transito del parallelo numero 66° 33’.
Decine di macchine affollano il parcheggio…noi scendiamo ed effettuiamo foto ricordo, alcuni video celebrativi…e miriamo una sorta di cimitero (distesa di omini di pietra).

Poi viaggio, come detto, rilassante fino a qui: unico inconveniente, una sosta nell’area WC all’aperto (più che al chiuso) per alcuni disguidi fisiologici di Valentina (è arrivata la stagione delle piogge, i fiumi erano in piena…).
Ripulita e bonificata la zona e la macchina, proseguiamo con sottofondo Radio Norge che propone una vasta scelta di canzoni e di dischi.
Ora è in onda un programma molto interessante chiamato “Phil de Ferr” nel quale viene rivisitata la carriera del grande Phil Collins, con alcuni pezzi forti e la sua inedità collezione privata.
Peccato che è lo stesso programma da almeno 4 giorni.

Ora speriamo che il traghetto arrivi, se no dormiamo all’addiaccio.
A dopo.

Andrea



Buonasera o mondo del blog.
Sono in camera a Narvik con i miei compagni di viaggio, seduto su di una trapunta lavata l’ultima volta probabilmente il secolo scorso.
Dopo aver finalmente preso il traghetto ed aver effettuato una breve traversata, arriviamo in un’oretta a Narvik.
Una roba inimmaginabile. Una pustola nel cavo anale. Un brufolo là dove non batte il sole. Una schifezza immonda.
Affiancata da montagne con ghiacciai ed un paesaggio mozzafiato, NARVIK non poteva essere più brutta. Unica attrazione: un cartellone con segnati i km necessari a raggiungere le città europee più importanti.

Il nostro albergo è posizionato in una zona strategica della città, posto tra un desolante pub, un lercissimo ristorante cinese ed il VIVA ITALIA RESTAURANT.
Giunti alla reception il CICERONE LOCALE ci ha spiegato il funzionamento della baracca, scusandosi per il ristorante già chiuso incomprensibilmente alle ore 17.30…
Siamo al 4°piano, in una botola con due letti normali ed una sdraio orizzontale di 40 cm di altezza dove Andrea riposerà.
Dall’unica finestra della stanza si può godere di un paesaggio superlativo: il cortile interno ed una collina con alla sommità un gigantesco ripetitore telefonico o televisivo. L’ascensore regge solo il peso di due persone.
La presenza anche casuale di una terza ne potrebbe gravemente danneggiare il funzionamento con conseguente distruzione istantanea.
Dopo la doccia, siamo usciti.

Per strada girano auto truccate dai giovani teppisti locali. Baggio al confronto è Merlose Place.
La cena viene effettuata al BELLA NAPOLI, ristorante italiano gestito da arabi, probabilmente provenienti da Casablanca. Quasi convinto da GAMETRETTI, mi decido per una pizza VESUVIO. Discreta.

Ora, dopo la visione di un filmato dell’istituto LUCE in italiano, sottotitolato in francese e susseguentemente sovrattitolato in norvegese, sapendo di soffrire tutti di gravissime turbe intestinali ci prepariamo per una lunghissima notte.
Notte… c’è ancora il sole… e sono le 23.33

A domani.

Luca



Era meglio se il traghetto non fosse mai arrivato.
Mi avrebbe risparmiato l’infausta visione di questa Istanbul del nord. Mo I Rana, in confronto, sembra Las Vegas.

Sbarcati con il transatlantico dall’altra parte dell’Oceano, precisamente a Skarberget, la strada è proseguita tra montagne innevate, fiordi, laghi e vegetazione più o meno rigogliosa.
Fino a qui.
Arrivati in questa città fantasma, ci stupisce subito la sua struttura che ne valorizza il territorio: fabbricone siderurgico sul fiordo e fabbricone del legno che copre le cime innevate.
Sembra di essere in zona industriale a Settimo Milanese.
In giro, si crede, gli operai: Nigeriani, Senegalesi, Ghanesi e qualche asiatico.
Città multietnica! Extracomunitari al polo! Che parlano norvegese!
Posso anche tornare a casa.

Ma invece è Victoria Hotel: un simpatico quanto titubante giovane ci presenta la camera.
“E’ la 412! Al quarto piano…l’ascensore non va con più di 2 persone è un bagaglio.”
“Ok...il ristorante?”
“E’ chiuso”
“Il phoen?”
“Non c’è”
“Il parcheggio?”
“Qui dietro, ma occhio a non farsi vedere”
“Va beh, ma almeno i letti?”
“Eh, forse manca il terzo”
Entrati in stanza è ceduto un tavolino. La doccia è ingorgata.
La TV norvegese intervista alcuni scienziati italiani di Borgo Panigale con sottotitoli in norvegese.

La cena? Da BELLA NAPOLI!
Gestita da persone di nazionalità dubbia (Yemen? Siria? Bosnia?), gustiamo discreti piatti e pure un dessert non ordinato.
In giro svariati giovani girano avanti indietro per la via principale con macchine truccate e musica a palla.
Appena uscito dall’hotel un cingalese ha sgracchiato per terra.
La norvegia mi è scaduta.
Ma dove cazzo siamo finiti?

Andrea

3 commenti:

  1. Il principe dell'effimero23 luglio 2009 alle ore 03:06

    eh beh..
    ah, la Norvegia, fiordi, ghiacciai, salmone, bellebionde..
    Mi ricorda l'Italia, che ti dicono Mafia, spaghetti, pizza, mandolino, peli folti e catenazze..almeno noi mischiamo stereotipi positivi e non..ma loro?
    una terra di rozzi pescatori incalliti assassini di calene e cetacei di pari latitudine che sfruttano la loro impervia costa per abbindolare stupidi turisti (escusi i presenti, nè!) che decidono di passare un'estate senza nightlife, visto che l'è semper ciar.
    Ma sì, a ferragosto il bar Manera vi sembrerà il top del fashion, Scopello la città mondiale della cultura e una pizza Palmiro 4 alle 2A un piatto da sofisticato gourmet.
    Viva la Menabrea, viva il Tromsoe..se costa poco la maglietta..prendetela anche a me..anche se dubito! Lunga vita alle corone e alle coronarie!
    Un abbraccio dall'Italia s'è desta!
    M'arco

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  2. Il principe dell'effimero23 luglio 2009 alle ore 03:23

    PS: pare che il Milan, sminuito l'interesse per Fabuloso..dia cenni d'intesa a Treseghè..io cercherei di prendere Guivarc'h, Ginola o Micoud ..forse sono meglio.
    L'anno prossimo l'abbonamento non me lo leva nessuno..a teatro!

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  3. Le fotografie molto belle da vedere sembrano scattate sul Monte Rosa e le cascatelle che scendono in valle sono quelle della sesia e dei suoi piccoli affluenti. Nonostante tutto, mi piace la macchina, soprattutto il colore di merda ( nero e azzurro): Questa sera su skay grande derby, vi faremo sapere .Ciao e divertitevi bacioni alla femmina.

    sergio e claudia

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