venerdì 17 luglio 2009

Diario di Viaggio 2009 - Norvegia-Svezia-Finlandia (1)

17/07/2009, 1° giorno – Lampeland, Lampeland Hotell

Ci siamo. Finalmente.
Dopo anni e anni di trattative abbiamo coronato il nostro sogno: Norvegia e Capo Nord!
Da questo ridente albergo della brughiera norvegese scrivo le prime pagine di questo diario, che per l’occasione si è rinnovato in tutte le sue parti: QUADERNO AD ANELLI, PORTATILE AL SEGUITO, BLOG ON-LINE E, soprattutto, INTRODUZIONE DELL’APPARATO FEMMINILE nella nostra avventura.
Ma partiamo con la cronaca odierna, che prende il via alle ore 15.05 dall’aeroporto di Bergamo Orio al Serio.

Grande entusiasmo attorno ai tre eroi che sfideranno tutto ciò che la natura ha creato contro la sopravvivenza umana: solitudine, muschi, bacche, odori, aringhe, brughiera, tundra, bacon cheeseburger e zanzare.
Le scene in aeroporto possono essere paragonate a quelle del mercato di via Cabella del venerdì: gente che svuota valigie, le riempie, cambia, modifica, fa e disfa; gente che baratta creme doposole con biancheria intima, paia di scarpe con articoli da bagno. Le parole d’ordine sono: BARATTO e LEGGEREZZA.
Dopo la routine aeroportuale, con tanto di simpatica tenzone con la forze dell’ordine bergamasche, il viaggio si svolge in maniera tranquilla, guidato con maniacale maestrìa dal Cap. Hoffman.

Arrivati in Norvegia ci saltano all’occhio due cose: ALBERI e un po’ di ALBERI.
Il signore della Budget (società di autonoleggio, ndr) si presenta con uno speciale ritardo e con una SPECIALE divisa: sembra Fudo prima di andare a correre! (GRANDE FUDO!)
Per rifarsi, ci fa noleggiare una macchina che “le ha vissute tutte”: ha su 27 km. COMPLETAMENTE NUOVA.
Dopo 50 m di strada stava già per essere rovinata dalla salita in sterrato che il nostro navigatore di merda ci stava per far fare.
Comunque sia, per fare 115 km ci abbiamo impiegato 3h15min: neanche la MI-BG il lunedì mattina è così lunga. (eppure non ci siamo mai fermati!)
I limiti qui si rispettano eccome! Quando sei in strada hai talmente tante persone che ti stanno dietro (e NON ti sorpassano) che ti ci diventi amico.
Mi è spiaciuto quasi quando l’Opel Astra che ho avuto dietro per 100 km ha cambiato strada. Commovente.

Ora siamo nella stanza di questo alberghetto grazioso nel NONSISADOVE della Norvegia.
Per cena, tipici prodotti Norvegesi: CheeseBurger con patatine. Sono le 11 e c’è più chiaro che a Milano alle 8. Ciao, LAMPELAND!

A domani per il secondo giorno, a Bergen!

Andrea



Ed eccoci qui, ad un anno esatto dall’Inghilterra-Scozia a descrivervi un’altra avventura, un nuovo viaggio, questa volta in Norvegia.
Un diario di viaggio che si arricchirà di nuovi contenuti e di nuove idee. Oddio, idee…di concetti semplici, ma sicuramente apprezzabili esteticamente.
Infatti, per la prima volta, si aggiunge al gruppo un contorta mente femminile. Ma procediamo con ordine, o fedeli lettori della “Novella Norvegese”.

Partenza ad un orario decente da Milano (ossià quanto il Sole ha raggiunto lo zenith in cielo) verso Bergamo; da lì volo Ryanair direzione Oslo Torp.
Dopo aver effettuato spostamenti di vestiti tra valigie e bagagli a mano, saliamo sull’aeromobile. Un viaggio orrendo, con un rompiballe di 4 mesi che mi ha pianto nel timpano per tutte le due ore di viaggio, che ci ha portati nel monolocale di Oslo Airport Torp.
Bagagli arrivati immediatamente.

Ci rechiamo presso la Budget Rent a Car (autonulecc) e ovviamente l’ufficio era chiuso a chiave, quando, d’un tratto, si avvicina un misterioso omino in canottiera verde e panza alcoolica, il quale, in un inglese shakespeariano ci consegna le chiavi di una nuovissima Suzuki Swift blu, 27 km all’attivo.
Dopo aver intuito il funzionamento della chiave elettronica affrontiamo il breve percorso che conduce al nostro primo hotel: Oslo – Lampeland, 121 km, 2 ore circa.
Limiti improponibili, signori: 60 – 70 – max 80 km/h su strade completamente curve con nomi di paesi illeggibili.

Arrivati in hotel ci sistemiamo al solito in soffitta, in un loculo di 5 m x 4 m con cesso annesso.
Ristorante chiuso alle 8 pm, quindi si opta per l’adiacente fast food, dove un’acqua minerale GASATISSIMA e un CheeseBaconImmenseBurger ci tengono compagnia nella fresca serata norvegese.
Ora ci godiamo degli ottimi programmi in lingua locale; la camera ha già un odore elevatissimo: i piedi della Vale (che prudentemente ha lavato nel lavandino) hanno vinto la medaglia d’oro serale.
Le mie mutande stanno asciugando col phoen, tutto procede bene.
A domani!

Luca



17 Luglio 2009, precisamente è un Venerdì, quindi vi lascio immaginare tutti quelli che hanno gufato…MERDONI!!

Il dotto Mereghetti ha previsto grandine durante il volo, vari tornadi, tempeste di ghiaccio e draghi sputa-fuoco che combattono con draghi sputa-acqua (sempre che esistano…).
E’ finito! E’ tutto finito! 2 ore e 15 minuti e siamo atterrati! Inizia la vera avventura.

Usciti dall’aeroporto ci avviamo verso il noleggio auto, si avvicina un tipo buffo più o meno alto come il Mere, pelato con gli occhiali (è SAM, quello di Forza 4! (Indovina chi, ndr)), una sottilissima barba incolta di un colore indefinito, biondo misto rosso, la canottiera verde prato e un paio di pinocchietti mistici…mah…ci dice di andare piano in macchina perché ci sono torrette, telecamere ovunque, come per dirci “ragazzi se sgarrate la Norvegia non perdona!”, il che è molto inquietante anche perché il limite di velocità varia tra 30 e 80 km/h e voglio vedervi a fare 5000 km a 80 km/h!!!
Dopo circa 2 ore di macchina e dopo esserci smarriti all’inizio per delle vie sperdute, arriviamo finalmente in Hotel.
Siamo a Lampeland, in una frazione sperduta di Flesberg, in mezzo a prati verdi, un cielo stupendo, e tanti piccoli odiosi insetti carini, per non parlare delle zanzare geneticamente modificate e grandi quanto una casa, che con una succhiata di possono portare via tutto il sangue che hai in corpo!

Nonostante ciò ci ritroviamo a dormire in tre in una camera che sarà grande 40 mq, tra puzza di piedi e dolori sovraumani.
Alle 23.30 fuori si può dire che è come se fossero le 9 a Milano, quasi quasi spunta pure il Sole!
Quello che abbiamo mangiato lo ha già scritto Luca, io invece vorrei descrivervi quello che si è bevuto dopo la cena…il caffè…sempre che si possa definire così!
Colore nero come la pece e gusto di terra marcia, potevi metterci anche mille zollette di zucchero che tanto il sapore rimaneva sempre quello! Va beh…sono troppo stanca ora! Vi mando un bacio a tutti e vorrei salutare, se è possibile Maria, tutti quelli che mi vogliono bene, che mi amano, che mi stimano, che mi lodano.
E’ la stanchezza, nooo problema!

Buona notte e buone botte a tutti, belli e brutti, ma soprattutto un saluto particolare all’omino buffo dell’autonoleggio.
Grazie, omino buffo! Ti stimo fratello!

Baci Baci
Vale

2 commenti:

  1. oh zio! gran partita ad hattrick!
    li com'è?

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  2. zaio, temevo di perdere con il non-recupero degli infortuni. qua è stupendo...tra poco vedrai le foto sul blog

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